martedì 27 settembre 2011

Monte San Pietro (Bo), 6-8 Ottobre 2011: "Tracce. Segnali di Storia e Memoria dalla Seconda Guerra Mondiale"


TRACCE
Segnali di Storia e Memorie dalla Seconda Guerra Mondiale

Abbazia ss. Fabiano e Sebastiano
Badia di Monte San Pietro (BO)
Via Mongiorgio, 4
6-7-8 OTTOBRE 2011


6 ottobre alle ore 18
presentazione della guida storico-turistica "Sulle tracce della Linea Gotica - Il fronte invernale dal Tirreno all'Adriatico in 18 tappe" di Vito Paticchia e Marco Boglione – Fusta editore e la presentazione del progetto "Staffetta della Memoria" itinerario in bicicletta sulla Linea Gotica della coop. soc. Costess New Media di Jesi.
Intervengono:
Stefano Rizzoli – Sindaco di Monte San Pietro
Andrea Marchi – Presidente ISREBO
Vito Paticchia – Autore del libro
Doriano Pela – Andrea Meschini – Costess New Media
Sergio GardiniValerio Marani – CAI BO Ovest
Simona Salustri – ANPI Com. Prov.le Bologna
Moderatore
Massimo Turchi – Ass. Linea Gotica Officina della Memoria

7 ottobre alle ore 20
proiezione del dvd "Monte san Pietro 7 ottobre 1944 – T'ARCORDET", di Claudio Contri e Lamberto Stefanini
La deportazione per lavoro forzato in Germania tra il 1944 e il 1945 raccontata dalle voci e dai documenti di alcuni testimoni.

8 ottobre alle ore 20 spettacolo di ombre cinesi tratto dal libro di Giulia Casarini "Stivali a Monte Sole" a cura della Compagnia teatrale della Luna Crescente di Dozza Imolese.

All' interno dell' Abbazia verrà allestita la mostra fotografica e documentale:
“Zwangsarbeiter – Schiavi del lavoro” di Simone Caniati
Oraro visite: 10-13 | 15-18

L'iniziativa è inserita nel cartellone della Festa Internazionale della Storia 2011 che si tiene a Bologna dal 15 al 23 ottobre.


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Marzabotto (Bo): 30 settembre 2011: "Il ragazzo di Marzabotto"


Per non dimenticare
IL RAGAZZO DI MARZABOTTO

Venerdì 30 settembre
Ore 10, matinée per le scuole medie di Marzabotto
Ore 20.30 per il pubblico
PRIMA NAZIONALE


Durante la seconda guerra mondiale tutti potevano essere "i ragazzi di Marzabotto" e forse dei tanti ragazzi di Marzabotto, qualcuno, sopravvissuto alla più feroce strage nazista di civili avvenuta in Europa, ha avuto la fortuna di poter raccontare cosa è realmente successo nei giorni che vanno dal 29 settembre al 5 di Ottobre del 1944 ed è diventato " Il Ragazzo di Marzabotto"... un simbolo di pace ! Gli occhi e la memoria ancora viva di uno di quei ragazzi, Francesco Pirini, hanno illuminato la mia permanenza a Monte Sole. Il fascino, il vissuto e la lucida consapevolezza nel riportare indietro i suoi ricordi, incurante delle laceranti ferite che gli si riaprono ogni volta che racconta gli episodi cruenti di quei giorni al fine di illustrare a giovani studenti e non solo che cosa è la guerra, mi hanno rapito e fatto innamorare di un uomo che ha fatto del perdono l'unica via per la pace. "Se c'è perdono c'è pace" queste le parole di una semplicità el ementare ma di una difficoltà mondiale che Francesco Pirini dice agli studenti che vanno in visita a Monte Sole ma, sono anche le stesse parole che ha pronunciato durante il processo ai nazisti di La Spezia conclusosi nel 2007. Francesco ha perdonato i carnefici di 15 membri della sua famiglia.
Lo spettacolo, semplice per la sua struttura drammaturgica ma difficile come narrazione, prevede un impianto multimediale. A supportare gli attori, che interpreteranno vari personaggi da Reder a Kappler, da Francesco a Lidia Pirini, ci saranno dei video estrapolati dai film: L'Uomo Che Verrà, Il Grande Dittatore, Schindler's List, Miracolo a S. Anna, documentari dell'epoca ed altro che si innesteranno con la recitazione al fine di creare dei momenti suggestivi, drammatici ma al tempo stesso poetici. Non mancheranno canzoni tipiche dell'epoca, cantate dal vivo, che faranno da colonna sonora portante. Gli attori, che interpreteranno i tanti ragazzi di Marzabotto, i partigiani dell a Stella Rossa da Lupo a Miguel, i tedeschi della 16a divisione SS di Helmut Loose e del battaglione Reder, faranno rivivere alcuni momenti storici per far capire alle nuove generazioni cosa è la guerra e perché battersi contro di essa con le armi della memoria. La pace si costruisce a partire dai rapporti interpersonali. Attraverso la memoria e il perdono si raggiunge la pace, eliminando la violenza in ogni sua forma. Da non sottovalutare anche il fenomeno del bullismo tipico esempio di prevaricazione che in modi, tempi e forme più violente ha portato all'odio razziale, ragion per cui anch'esso va combattuto.
Far rivivere dei momenti drammatici può essere duro ma è giusto affinchè non si dimentichi cosa è accaduto durante la seconda guerra mondiale ed in particolare a Monte Sole. Lo spettacolo tratterà con attenzione e leggerezza il dramma vissuto dai civili di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi cercando di renderlo comprensibi le ai tanti studenti che assisteranno alla rappresentazione. Personalmente, ho deciso di rappresentare Il ragazzo di Marzabotto perché ha la stessa forza narrativa del "Diario di Anna Frank" e del racconto di Primo Levi " Se questo è un Uomo" con una piccola differenza: Francesco Pirini l'ho conosciuto e gli ho potuto dire grazie di essere sopravvissuto.
Vito Cesaro

lunedì 26 settembre 2011

Memories etched on an artillery shell


Dal dott. Andrea Tufano, Assistente Capo Operazioni, Ufficio di Cooperazione per la Difesa, Ambasciata degli Stati Uniti d'America riceviamo la segnalazione di questo interessante articolo legato ad un bossolo inciso da un soldato della 10th Mountain Division in Italia: lo riportiamo.
tratto da Woaw.com del 23 settembre 2011
"Memories etched on an artillery shell"

by By Bonnie Shelton, Multimedia Journalist

WASHINGTON (WAOW)--Seeing the World War II monument in Washington was a dream come true for Ray Plenge of Wisconsin Rapids, but his Honor Flight trip was also a chance to work towards another dream.
While stationed in Italy during the war, Plenge took an artillery shell to a jeweler and had it engraved with the names of his gun unit. "And my name is the last one on the shell," he said as he spoke of the souvenir.
The letters on the shell, names of soldiers who bravely fought for the United States in the 10th Mountain Division, tell a story.
"As we were traveling north in Italy, the shell disappeared out of my duffel bag. I always carried it in my duffel bag," he said.
Plenge thought he would never see the shell again, that is, until he received a letter last year from a stranger. "He said he heard of somebody that had a shell with names on it."
So the man in Italy took pictures of the shell and sent them to Plenge. Turns out, it was his shell, in the possession of an Italian couple who he said doesn't want to give it up.
Plenge exhausted all of his resources trying to get the shell back, so he turned to Representative Sean Duffy. "We're trying to use our government to work with the Italian government to get Ray his shell back," said the Congressman in an interview with Newsline 9.
One of Duffy's staff members even met Plenge at the World War II monument in Washington during the Honor Flight trip. Plenge said he couldn't sleep the night after he received the letter about the shell, and probably wouldn't sleep for a week if he ever got it back.
For now, Plenge waits. Hoping one day to hold the shell in his hands--a physical reminder of the people and places that changed his life forever.

martedì 20 settembre 2011

Sulle tracce di mio padre





Da "Il Resto del Carlino" del 18 settembre 2011
"SULLE TRACCE DI MIO PADRE"
Amore nato sul fronte, poi anni di silenzio. 'Mia madre mi vietò di cercarlo finché fosse stata in vita'


di GIANNI LEONI
BOLOGNA
LUI si chiamava David ed era un soldato inglese. Lei si chiamava Fernanda e abitava sull’Appennino emiliano, in una vecchia casa di pietre e di calce. Si incontrarono nell'inverno del '44, sull'eco torbida di un catena di bombe. «Hello», disse lui. «Ciao», rispose lei. Un sorriso ricambiato, uno sguardo prolungato, eppoi un'ora d'amore, prima del sussurro di una domanda e dell'azzardo di una promessa senza tempo: 'Tornerai'? 'Tornerò'. E invece non tornò, il soldato David. Fernanda gli scrisse, ma il postino non suonò neppure una volta al battente della vecchia casa di pietre e di calce, e sul riposo di quel silenzio la guerra spense le sue voci di ordini, di scoppi e di morte.
ADESSO il frutto del fuggevole abbraccio nell'aria gelida di quella sera ha sessantacinque anni, si chiama Davide come il padre svanito oltre l'ultima curva, di cognome fa Perlini come la madre scomparsa nel 2005 e sotto i capelli grigi porta in giro un volto sereno e uno sguardo allegro perché dopo tante ricerche ha finalmente riagganciato il debole filo tra la mamma emiliana e il papa venuto da lontano.
«DA QUAND'ERO bimbo — spiega Davide — non ho pensato ad altro: era ancora vivo quel soldato? Ha saputo di avere un figlio in Italia? E ne ha avuti altri? Quelle domande mi hanno dato la forza di andare avanti. Nel tempo ho preso moglie, sono diventato padre, un povero padre senza padre. Un incubo. Spinto indietro dalla forza di un sogno: riempire quel vuoto. C'è voluto un lunghissimo viaggio tra burocrazia e incomprensioni, ma adesso sono giunto alla meta: una tomba nel cimiterino di Carluke, in Scozia, dove una lapide ricorda papa. E così anch'io ho finalmente un padre, ma anche una nuova, grande famiglia di cui non conoscevo l'esistenza: a mia moglie Emma e a mio figlio Alan, infatti, si sono aggiunti Heather, figlia di papa e quindi mia sorella acquisita e altri parenti».
E' felice, l'ex portalettere bolognese Davide Perlini mentre srotola la trama di un filmino d'amore e di guerra sbiadito dagli anni. «I miei genitori si conobbero a Lagaro di Castiglione dei Pepoli, sui monti di Bologna. C'era il fronte: da una parte gli Alleati, poco più in là i tedeschi. David faceva il portaordini ed era più giovane di mia madre, almeno credo». In quell'orizzonte incupito dall'odio e da un rincorrersi di nuvoloni di polvere da sparo, un militare inglese e una donna italiana scrissero la breve storia di un amore intenso, tra bombe e sospiri, brividi di paura e di piacere. «Quando la mamma si accorse di essere incinta il soldato era già partito. Di quell'incontro le rimasero solo i ricordi dell'unico uomo della sua vita, qualche foto e un indirizzo: David Jackson, 16 New Piace Trenton RD. Bermondsey London. Lei gli scrisse, una mano ignota firmò la ricevuta, ma nessuno rispose».
ANNI lontani, quando un figlio senza papa faceva scandalo. Anche nel borghetto sull'Appennino la notizia della gravidanza portò sorpresa e indignazione e spinse Fernanda nell'angolo delle svergognate. Incinta senza marito? Che disonore! E così, inseguita da un plotone di indici puntati la ragazza di Lagaro prese la via per Milano a fare la serva. «Davide il 'bastardino', e cioè io, era appena nato. Mi sistemarono in un orfanotrofio di Bologna, eravamo in 300, tutti senza genitori, tutti con tanta fame. Dalle camere sentivamo il profumo dei polli arrosto, ma solo quello: mai vista una coscia e neppure un'ala. A 15 anni la mamma mi riprese corrsé in una casa senza gioia. Piangeva sui ricordi, non sul futuro e un giorno mi strappò una promessa: 'Finché sono al mondo — chiese — non devi cercare tuo padre'. Ho rispettato
il patto, ma nel 2005, quando lei a 92 anni se n'è andata per sempre, ho deciso di muovermi anche perché mi sentivo solo, molto solo». Via, allora, con mattine, pomeriggi, sere e notti di veglia, telefonate e messaggi, trasferte e rientri, speranze, rimandi e brusche virate nella delusione. «Ho contattato testimoni, ex militari, paesani, parrocchie, giornali e archivi, ho battuto campagne, casolari, borghi, paeselli e città, ho preso parte a trasmissioni tv come 'Chi l'ha visto?' e 'Festa italiana', ho spedito centinaia di e mail a polizia, carabinieri, attori, politici, cantanti, uomini di sport e di cultura, ambasciate, consolati e diocesi, ma la risposta è venuta ogni volta con un replay da ritornello: 'Bella storia, davvero toccante, ma non posso aiutarla'. Tutti così: un coro. Parole e pacche sulle spalle. Nient'altro o quasi. Io, però, non mi sono arreso. E finalmente, un giorno, la svolta. Fondamentali, una geologa di Matera appassionata di ricerche e un giornalista italiano in Inghilterra. Da loro ho saputo che papa era morto nel '98 e che a Londra vive una sua figlia».
SI SPEGNE nella commozione, la voce di Davide Perlini, ma quando riprende vibra di nuova felicità.
«Ho conosciuto Heather, mia sorella. Che momento! Sono stato da lei per una settimana e ho incontrato altri parenti, tutti sorpresi, tutti entusiasti. Qualcuno è venuto a Bologna e così ho saputo che papa David era il quinto di tredici fratelli di una famiglia originaria della Scozia. Tante altre cose ho mi hanno raccontato di lui e quelle notizie mi hanno riempito il cuore. Adesso sono spossato di gioia, ma prima di rilassarmi ho voluto vivere per un attimo l'atmosfera di papa. E allora sono andato a Carluke, il suo paese in Scozia, mi sono raccolto davanti alla sua lapide, ho visto i luoghi che frequentava, ho respirato a pieni polmoni l'aria di casa, mi sono riempito gli occhi di paesaggi stupendi, gli stessi che aveva guardato lui».
FINISCE qui la cronaca di un amore in bianco e nero riportato all'attualità da un uomo sensibile, ostinato e paziente. David e Fernanda riposano nei rispettivi Paesi, lontani l'uno dall'altra, ma il frutto di quell'incontro ha voluto ricomporre, con un ultimo gesto piccolo e profondo, la trama di un'unione sbiadita dal tempo. «Accanto alla lapide di papa, a Carluke, c'è una pianta di biancospino. Ne ho strappato un rametto e l'ho messo sulla tomba della mamma, a Bologna, accanto a una sciarpa rossoblu di papa». Così, sessantasei anni dopo, il soldato inglese e la ragazza emiliana si sono ritrovati come nella tormentata sera di Lagaro quando lei chiese 'Tornerai?' e lui rispose 'Tornerò'. E' tornato, il soldato David, stavolta nella divisa pacifica, allegra e lieve di un ramoscello di biancospino.

giovedì 15 settembre 2011

Pavullo n/F (Modena): 25 settembre Escursione con diorama vivente "22 settembre 1944, il giorno dopo la battaglia"


Domenica 25 settembre 2011
Sassoguidano di Pavullo nel Frignano
Escursione con diorama vivente
22 settembre 1944
il giorno dopo la battaglia di Sassoguidano



Un duro scontro che vide coinvolti i partigiani di Armando e i soldati tedeschi della 65° divisione di fanteria. Ascolteremo le loro storie e lo svolgersi della battaglia e dell’uccisione di 8 civili da parte dei tedeschi. Nel pomeriggio Massimo Turchi, autore del libro La Linea Gotica e le stragi parlerà della strage, a seguire Gabriele Ronchetti presenterà il libro La Linea Gotica. I luoghi dell'ultimo fronte di guerra in Italia

Ritrovo partecipanti ore 10 al parcheggio della riserva
Pranzo al sacco a carico dei partecipanti
Quota di partecipazione: gratis

Scarperia (Firenze): 24 settembre 2011 Inagurazione Centro Documentazione e Ricerche Storiche



Tutte le informazioni sul Museo: Orari e Biglietti (link)


mercoledì 7 settembre 2011

Online le nuove proposte educative as 2011-2012 dell'Associazione Linea Gotica - Officina della Memoria


La Linea Gotica fu l'ultimo fronte di guerra in Italia dall'agosto del 1944 all'aprile del 1945 dividendo in due l'Italia, dal mar Tirreno all'Adriatico. Da una parte l'esercito tedesco che difendeva i punti strategici sulle alture appenniniche, dall'altra parte gli Alleati che tentavano di penetrare nella Pianura Padana. Accanto alla guerra combattuta al fronte il territorio fu segnato da numerosi episodi di stragi di civili, per tutti Sant'Anna di Stazzema e Monte Sole (Marzabotto).
Ancor più che un teatro bellico la Linea Gotica fu il luogo dove si manifestarono profondi cambiamenti politici a livello mondiale, il timore inglese della fine dell'epoca dell'impero coloniale nel quadro politico di spartizione tra le nuove potenze americana e sovietica che presto sarebbe stato sancito nella Conferenza di Yalta.
Ma la Linea Gotica rappresentò anche un villaggio globale ante litteram che vide l'incontro tra soldati di oltre trenta paesi diversi che con le loro culture entrarono in contatto con le popolazioni locali.



lunedì 5 settembre 2011

11 settembre 2011, Fanano (Mo): Conferimento cittadinanza onoraria a Ennio Tassinari


COMUNE DI FANANO

L’Amministrazione Comunale
invita tutta la cittadinanza alla

CERIMONIA DI CONFERIMENTO DELLA CITTADINANZA ONORARIA
AD ENNIO TASSINARI

DOMENICA 11 SETTEMBRE 2011
ore 17.00

PRESSO LA SALA CONSILIARE DEL COMUNE

Programma:

- Benvenuto del Sindaco di Fanano Lorenzo Lugli
- Intervento di Giuliano Albarani – Presidente Ist. Storico di Modena
- Cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria
- Saluto di Alessandro Gherardini – Presidente dell’A.N.P.I. di Fanano
- Lettura di brani tratti dal libro “Un americano nella Resistenza” di E. Tassinari con l’accompagnamento musicale di Diego Bernardini

La cerimonia si concluderà con un rinfresco offerto dall'ANPI di Fanano

video

11 settembre 2011: Castiglione dei Pepoli (Bo) Commemorazione bombardamento di Baragazza


Comune di Castiglione dei Pepoli
Parrocchia di Baragazza
Commemorazione Caduti del Bombardamento di Baragazza dell'11 settembre 1944Domenica 11 Settembre 2011
a Baragazza

- ORE 11.30
CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA DI COMMEMORAZIONE DEI CADUTI

- ORE 12.15
INTRODUZIONE MUSICALE DELLA BANDA “SISTO PREDIERI”
SALUTO DEL SINDACO DI CASTIGLIONE DEI PEPOLI DANIELA AURELI
DEPOSIZIONE DI CORONA DI ALLORO ALLA LAPIDE A MEMORIA DI TUTTI I CADUTI DEL SECONDO CONFLITTO MONDIALE