giovedì 21 aprile 2011

La Montagna, Sergio Rubini protagonista


Da vivaCinema del 19 aprile 2011

La Montagna, Sergio Rubini protagonista

Sergio Rubini è tra i protagonisti de La montagna, pellicola diretta dal regista brasiliano Vicente Ferraz, coproduzione brasiliana-italiana-portoghese che potrebbe arrivare al Festival di Venezia 2011. L’attore, che torna al cinema dopo la sua partecipazione a Qualunquemente, nei panni della “mente” della campagna elettorale di Cetto La Qualunque, interpreta un soldato che incontra tra le montagne dell’Appennino toscoemiliano degli omologhi brasiliani in fuga…
Rubini sarà un disertore repubblichino della Seconda guerra mondiale che decide di passare dalla parte dei partigiani ne La Montagna, nuovo film storico girato tra Udine e Pordenone nella Carnia.
“Sono un militare rigido che dubita delle loro capacità di affrontare la guerra, di essere all’altezza delle difficoltà. Alla fine sarò smentito”, racconta l’attore.
Il film, che sarà forse distribuito dalla Fandango, è prodotto anche dalla Verdeoro di Daniele Mazzocca (Fine pena mai con protagonista Claudio Santamaria).
La montagna racconta le vicende di alcuni giovanissimi sminatori della Forza di Spedizione Brasiliana che, impegnati nella zona di Monte Castello sull’Appennino toscoemiliano, presi dal panico all’arrivo dei tedeschi si sparpagliano per le montagne. Qui incontrano altri due disertori: un soldato italiano e un ufficiale tedesco in fuga, stanco della guerra. Con l’aiuto dell’ex nemico nazista, i soldati si trasformano in eroi, sminando uno dei campi più temuti della Linea Gotica.
Il prossimo progetto di Rubini è anche il nuovo film da lui diretto e prodotto da Fandango, La delegazione, che lo vedrà al fianco di Lino Banfi, altro barese doc.

Fu tra i soldati che liberarono Bologna: torna dopo 66 anni a raccontare quella storia


Tratto da "Il Fatto Quotidiano - Emilia Romagna" del 19 aprile 2011

Fu tra i soldati che liberarono Bologna: torna dopo 66 anni a raccontare quella storia
E' stato rintracciato attraverso Facebook da un collaboratore del Fatto Quotidiano che, della sua e di altre storie, ne ha fatto un libro: "Era il mio sogno tornare in questo Paese". Girerà in tutta l'Emilia dove incontrerà anche partigiani conosciuti in quei giorni
Come in una favola. Lo scorso agosto l’ottantottenne veterano dell’esercito americano Roque “Rocky” Riojas da Kansas City, lanciò un appello tramite Facebook. “Liberai l’Italia voglio tornare”. Ieri Rocky, che combattè in Italia con la 34esima divisione dell’US Army sbarcando a Salerno nel settembre 1943 e si battè a Montecassino, Anzio, sulla Linea Gotica, liberò Bologna e Reggio Emilia, è atterrato da all’aeroporto di Fiumicino e subito è corso a Montecassino . Il suo sogno è diventato realtà . Come in una fiaba la sua storia di guerra è entrata a far parte di un romanzo storico basato tutto su storie vere: “Il Bracciale di sterline. Cento bastardi senza gloria, una storia di guerra e di passioni” scritto dal collaboratore del “Fatto Quotidiano” Matteo Incerti e dalla giovane cronista Valentina Ruozi ed edito da Aliberti e che sarà in tutte le librerie dal 28 aprile .
Coincidenza nella coincidenza, il 21 aprile 1945 Rocky liberò Bologna dalla dittatura nazifascista entrando in città con la 34th Infantry Division degli Stati Uniti, l’esercito polacco ed i partigiani bolognesi. Sessantasei anni dopo, il 21 aprile, il soldato ispanoamericano sarà di nuovo sotto le Due Torri alla libreria “Feltrinelli” alle 18, per festeggiare la libertà, presentare e firmare il libro insieme ad altri reduci partigiani e raccontare quel giorno di tanti anni fa ai bolognesi. Per lui un gruppo di appassionati bolognesi di rievocazioni storiche arriverà in centro con sei jeep americane d’epoca ed in divisa rigorosamente originale dell’esercito a stelle e strisce che contribuì alla Liberazione di Bologna. “Il mio sogno, nato sulla mia pagina Facebook lo scorso anno è diventato realtà”, racconta Rocque Riojas che è un internatua nonostante i quasi novantanni.
Appena giunto in Italia, una prima grande emozione. Arrivato sotto l’abazzia di Montecassino. Ha guardato quel luogo che lo vide protagonista di una durissima battaglia che gli valse le Purple Heart, poi ha iniziato a piangere. “Quanti ricordi, andammo all’assalto dopo il bombardamento dei nostri aerei, fu un massacro, quanti amici persi per la libertà. Noi combattevamo per la libertà, oggi ha ragione chi dice che si combatte soprattutto per il petrolio, purtroppo”. Ad Anzio e Nettuno, al cimitero americano, cercherà la tomba di un amico morto sessantasette anni fa sul fronte italiano. “Vorrei mettere un fiore sulla sua croce”.
Sulla rete il suo messaggio ha iniziato a girare e gli eventi si accavallano su facebook nel gruppo “Il bracciale di sterline” (http://www.facebook.com/group.php?gid=106558339365635) per presentare il libro e raccontare la sua incredibile storia. Una storia vera la sua che è collaterale a quella di una missione segreta, Operazione Tombola, lanciata nel marzo 1945 da cento uomini e donne dalle squadre speciali britanniche del 2° Special Air Service e gruppi scelti di partigiani della squadra Gufo Nero, della 26a Brigata Garibaldi e del Battaglione Russi.
Una squadra di cento indomiti con inglesi, scozzesi e irlandesi con missioni in tutta la seconda guerra mondiale, un folto manipolo di partigiani italiani selezionati tra i più combattivi elementi delle formazioni comuniste, cattoliche ed apolitiche operanti nel reggiano, disertori tedeschi ed austriaci per amore, un greco che poi visse a Pisa dopo la guerra, un olandese il cui fratello lavorava al fianco di Albert Einstein negli Stati Uniti . Una missione contro il comando tedesco della Linea Gotica ubicato a Botteghe di Albinea in provincia di Reggio Emilia. Un attacco memorabile, lanciato al suono di una cornamusa suonata da uno scozzese paracadutato in kilt ,David Kirkpatrick, ritrovato anche lui vivo dagli autori del romanzo storico frutto di una ricerca durata anni . Insomma i veri “bastardi senza gloria”, parafrasando il film di Quentin Tarantino.
Un attacco che permise agli Alleati quindi anche alla 34esima divisione di Rocky di sfondare le linee tedesche sugli Appennini ed accelerare la fine della guerra e della dittatura liberando Bologna, Reggio e poi tutta la Valle del Po. In quell’inferno due bracciali di sterline, furono regalati da due soldati a due bambine reggiane, Sandra e Silvia, tutt’oggi viventi con due storie incredibili raccolte e romanzate. Anche loro saranno a Bologna. Da Operazione Tombola nacquero cinque amori per la vita narrati nel libro.
Sessantasei anni dopo, grazie ad internet, il filo d’Arianna della storia, dalla Scozia all’Italia, dall’Australia agli Stati Uniti, ha riunito dieci protagonisti di allora incluso Rocky giunto in Italia da Kansas City. Sì avete letto bene, vecchi combattenti per la libertà che navigano in internet. Si intrecciano così amori, ideali, sogni, e come in una favola quei bracciali rivelano alle due bambine di allora, diventate nonne, la storia di due coraggiosi soldati ed una serie di coincidenze da mozzafiato, come in una favola di Giovannino Guareschi.
“Io non sono un eroe, eroi in guerra sono coloro che non tornano a casa. Chi ritorna è stato fortunato e protetto da Dio - ha detto Riojas prima di partire da Kansas City dove è stata organizzata una cena di raccolta fondi per il suo viaggio da parte dell’associazione dei veterani degli Stati Uniti – finalmente potrò vedere le bellezze dell’Italia in pace. Quella pace e libertà che anche noi americani insieme ai partigiani italiani conquistammo a duro prezzo abbattendo la dittatura fascista e nazista”. Il 21 aprile il ritorno a Bologna per il grande giorno. Poi Rocky sarà a Verona sabato in testa alla più grande rievocazione storica d’Italia “la colonna della libertà”. Il 25 terrà il discorso della Liberazione in piazza a Reggio e poi presenterà in diversi eventi per il suo libro: a Felina, Albinea. Poi a Sassuolo il 26 ed ancora sulle montagne bolognesi a Vado il 27.

lunedì 18 aprile 2011

Calderino di Monte San Pietro (Bo): 25 aprile 2011 "T'ARCORDET - Zwangsarbeiter"



Comune di Monte San Pietro
Anpi - Sez. di Monte San Pietro
A.N.E.D.
Ass. "La Conserva"
Ass. Cinerana - La Rana dalla bocca larga

Alle ore 10.30 presso la Sala Consiglio, Piazza della Pace n. 4 - ingresso Via Lavino, saluto del Sindaco Stefano Rizzoli a cui seguirà l'inaugurazione della

Mostra fotografica
"Zwangsarbeiter: schiavi del lavoro"
realizzata da
Simone Caniati


Seguirà la proiezione del film documentario
MONTE SAN PIETRO
7 OTOBRE 1944

T'ARCORDET


Calderino di Monte San Pietro
Sala Consigliare
Piazza della Pace, 4
Ingresso via Lavino

La mostra resterà aperta fino al 2 maggio 2011 durante gli orari di apertura della Biblioteca comunale.

venerdì 15 aprile 2011

Sassuolo (Modena), 20 aprile 2010: Convegno "La guerra segreta"


Città di Sassuolo
Istituto Storico di Modena

CONVEGNO

25 APRILE 1945 - 25 APRILE 2011
“La guerra segreta.” Alleati, partigiani e servizi
di informazione nell’italia occupata (1943-1945)


Mercoledì 20 Aprile 2011
Sala Biasin - via Rocca 22 - ore 10.30

Programma:
Saluti di: Luca Caselli, Sindaco del Comune di Sassuolo
Giuliano Albarani, Presidente Istituto Storico di Modena
Matteo Millan, Università di Padova: Servizi segreti alleati e Resistenza nella campagna d’Italia
La testimonianza di un protagonista - Davide Angeli intervista Ennio Tassinari, agente dell’ORI (Organizzazione Resistenza Italiana)

Coordina Giuliano Zanaglia, Istituto Storico di Modena


L’iniziativa è riconosciuta a validità formativa per i docenti.

Nell’immagine sopra Agenti dell’Organizzazione, tra cui a sinistra, Ennio Tassinari

domenica 10 aprile 2011

Coop Consumatori: "Le fratture della guerra"


Da Coop consumatori, aprile 2011

Le fratture della guerra
Il richiamo alle drammatiche lotte di liberazione del nostro paese è più che mai attuale nell’anno che celebra (tra le polemiche) l’unità d’Italia. Ecco una lettura di alto profilo culturale dei fatti di quel periodo


“Le stragi di guerra come fratture. Diverse prospettive di lettura”. Torna in mente il seminario dello scorso inverno (un seminario che Coop Reno contribuì a realizzare presso l’Auditorium della Scuola Media di Calderino), mentre è vivo il dibattito sui 150 dell’Unità d’Italia e su come (e se) celebrarli. Coordinato da Giusi Marcante (di Radio Città del Capo), quel seminario vide la partecipazione di Fabio Dei, docente di Antropologia culturale all’Università di Pisa; Giorgio Diritti, regista del film “L’uomo che verrà” e “Il vento fa il suo giro”; Andrea Speranzoni, avvocato di parte civile nei processi sulle stragi di Marzabotto, Casalecchio e Monchio; Adriano Zamperini, docente di Psicologia sociale all’Università di Padova.
Massimo Turchi, dell’Associazione e Progetto Linea gotica, spiegò che il senso non era quello di far prevalere una “lettura” piuttosto che un’altra, bensì di offrire spunti di riflessione. Dopo gli apprezzamenti del sindaco di Monte San Pietro, Stefano Rizzoli, per la “qualità professionale” degli invitati, Fabio Dei sviluppò una lettura della cosiddetta “memoria divisa” riferendosi al paese di Civitella val di Chiana, luogo di una grave strage nazista da parte delle armate tedesche della divisione Herman Göering, paese in cui le vedove, convinte che la strage fosse una ritorsione per un’azione partigiana, avevano maturato un’avversione alla festa della liberazione. Questo rigetto fu trasmesso ai figli e a tutta la comunità e venne tramandato, quindi, anche alle generazioni che non avevano vissuto direttamente quella strage. Gli storici dimostrarono che il massacro non aveva alcuna connessione con l’azione partigiana, ma ci volle molto tempo perché le istituzioni riuscissero a cambiare quel sentimento di memoria divisa.
La memoria non è mai una fotografia del passato, ne è sempre una “ricostruzione”, ha sottolineato il prof. Zamperini e, e come tale è influenzata dalla vita di ciascuno così come dal sentito dire da altri e dalla comunità in cui si vive. In ogni racconto della memoria delle stragi, c’è sempre la figura del tedesco buono, anche laddove irreale, forse perché nell’inconscio di chi le rivive c’è la voglia di dare un volto all’umanità, di sperare qualcosa di buono non per rivalutare la figura dei “nemici”, ma per trovare un po’ di pace interiore.
L’avvocato Speranzoni riportò la propria esperienza nei diversi processi per stragi di guerra. I testimoni spesso, non per loro volontà, esibiscono una memoria meno cruda del reale. Nello stralcio del film-documentario “Lo stato d’eccezione” di Germano Maccioni, ancora una volta ritorna la memoria del soldato tedesco buono al cimitero di Casaglia, che avrebbe salvato una bambina, la testimone, appunto, mentre i due tedeschi interrogati in quell’occasione confermarono che non c’era stato alcun episodio del genere; forse però qui scatta anche il senso di colpa di alcuni sopravvissuti, che cercano di giustificare il perché sono vivi, mentre altri morti. Sui ricordi e sulla memoria dei sopravvissuti è costruito il film capolavoro di Giorgio Diritti, “L’uomo che verrà”. “Volevo raccontare la drammaticità di uomini che arrivano a uccidere altri uomini in maniera così naturale come prendere un cappuccino”, ha spiegato il regista.
Il progetto educativo “Linea Gotica, linea della memoria” prese avvio a seguito del convegno del 2002 “Una montagna di Pace: la linea Gotica dei monti della Riva”, dove reduci americani, tedeschi e partigiani raccontarono la loro esperienza di guerra sui Monti della Riva. Da qui l’idea per una modalità volta alla comprensione del cambiamento interiore delle persone durante la guerra e, contemplando i differenti punti di vista dei protagonisti (partigiani, soldati americani e tedeschi), comprendere l’importanza del confronto interculturale come mezzo per evitare i conflitti.

martedì 5 aprile 2011

Castel d'Aiano (Bologna), 10 aprile 2011: "Il trekking della Linea Gotica"



Domenica 10 Aprile 2011
CLUB ALPINO ITALIANO

Organizza
col patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Castel d’Aiano (BO);
e
con la collaborazione dell’Associazione Linea Gotica – Officina della Memoria

IL TREKKING DELLA LINEA GOTICA
(Castel d’Aiano - Monte Spe - I Monti – Castellana - Tora - Castel d’Aiano)


Programma
Ritrovo: ore 8,30 nel Piazzale Località Croce di Castel d’Aiano (BO)
Partenza: ore 8,45 .
Rientro: ore 13,00 nel Piazzale Località Croce.
Grigliata in compagnia: ore 13,30 nel parco della Croce.
Visione plastico Multimediale Linea Gotica: ore 15,30 presso la Sala Civica
Comunale adiacente al parco.
Itinerario
dal piazzale della Croce ci incammineremo sul sentiero CAI 192 seguendo il quale
arriveremo al Monte Spe per visitare le trincee Americane; proseguiremo lungo il
sentiero CAI 192/A fino ad intersecare il sentiero CAI 190 che ci porterà ai Monti
dove ammireremo lo splendido panorama sulla Valle del Reno e seguendo il sentiero
CAI 158 in direzione Castellana dove andremo a visitare le più evidenti e mantenute
trincee della zona, per poi proseguire in direzione Castel d’Aiano passando dalla
Maestà del Passatore, Tora, Cà Vecchia.
Tempo di percorrenza: 3,5 ore escluso le soste.
Difficoltà: percorso turistico, adatto a persone senza particolare allenamento sportivo ma in buona condizione fisica, in grado di affrontare i dislivelli caratteristici del territorio su fondo sterrato. E’ consigliato indossare scarponcini da trekking, indumenti comodi, zainetto con acqua e merenda oltre a giacca antipioggia.
L’organizzazione della passeggiata è gratuita, mentre per la grigliata è richiesto un
contributo spese di € 10,00 procapite da pagarsi alla partenza, mentre per gli
studenti è prevista la completa gratuità.
E’ gradita la prenotazione ai seguenti numeri:
Giorgio Chiari 3396228804 - Alessandro Gherla 3356215430

Santa Giulia (Palagano), 10 aprile 2011: "I giovani, la cultura, la lotta di Liberazione. Giornata di studi in ricordo di Mario Allegretti"


Sui sentieri della libertà: i giovani, la cultura, la lotta di Liberazione.
Giornata di studi in ricordo di Mario Allegretti


10 Aprile 2011


Parco Provinciale della Resistenza Monte Santa Giulia – Monchio di Palagano

PROMOTORI
Guardie Giurate Ecologiche Volontarie, in collaborazione con le Associazioni Partigiane ANPI. ALPI, FIAP, l’Università di Modena e Reggio Emilia e l’Er-go (Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori dell’Emilia Romagna)

PROGRAMMA
Ore 14.45 in località Saltino: Omaggio al monumento a Mario Allegretti con deposizione di una corona alla memoria;
Ore 15.15: Visita al Parco Provinciale della Resistenza di Monte Santa Giulia;
Ore 17 .00: Presso la sala convegni sita nel Centro Servizi del Parco, avvio dei lavori. Dopo il saluto del sindaco di Prignano, Mauro Fantini, interverranno i rappresentanti delle Associazioni Partigiane e di ER-GO, il Prof. Aldo Tommasi - Rettore Magnifico dell’Università di Modena e Reggio Emilia e Walter Telleri - Guardia Ecologica Volontaria;
Ore 19.30: conclusione dei lavori;
Ore 20.00: cena presso il centro servizi.

CHI ERA MARIO ALLEGRETTI
Nato a Vignola il 9 Settembre 1919, dopo aver compiuto gli studi liceali presso l’istituto San Carlo di Modena si laureò in Giurisprudenza presso l’Ateneo dello stesso capoluogo.
Il 10 Aprile 1945 il ragazzo, in memoria del quale è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare, cadde a Saltino di Prignano combattendo contro preponderanti forze tedesche mentre era alla testa dei partigiani della 34° Brigata “Monte Santa Giulia”.
In memoria del coraggio di uomini come Mario Allegretti e per rendere sempre vivi nella memoria i tragici accadimenti di Monchio, Costrignano, Susano e Savoniero, dove il 18 marzo 1944 furono trucidati 136 civili inermi, nacque nei primi anni ’70 e per volere della Provincia di Modena il Parco Provinciale della Resistenza di Monte Santa Giulia.

I racconti shock dei nazisti. "Che gioia uccidere italiani"



Da "La Repubblica" del 4 aprile 2011
I racconti shock dei nazisti: "Che gioia uccidere italiani"


I dialoghi dei soldati della Wehrmacht rivelati in un libro da due storici tedeschi. Bambini e donne massacrati: "Ma che pena i cavalli"
dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI

BERLINO - "In Italia, in ogni luogo dove arrivavamo, il tenente ci diceva sempre "cominciate ad ammazzarne un po'". Io parlavo italiano, avevo compiti speciali". Conversazione quotidiana tra un caporalmaggiore della Wehrmacht e un suo compagno di prigionia, registrata dai servizi segreti alleati durante la seconda guerra mondiale. Una delle tante. Citando e narrando questi documenti, un libro d'imminente uscita in Germania racconta con la precisa freddezza degli storici una realtà agghiacciante, che i tedeschi del dopoguerra, nelle due Germanie e dopo la riunificazione, avevano amato rimuovere: la Wehrmacht non fu l'esercito implacabile ma "pulito" e cavalleresco. Fu nell'animo collettivo pieno complice sia dell'Olocausto, sia dei crimini di guerra.
Ancora una volta la Germania democratica, antinucleare, pacifista fino al no alle bombe contro Gheddafi, rifà i conti con il passato.
"Soldaten, Protokolle von Kaempfen, Toeten und Sterben", cioè "Soldati, protocolli del combattere, dell'uccidere e del morire", s'intitola il libro degli storici Soenke Neitzel e Harald Welzer, in uscita per i tipi della S. Fischer Verlag di Francoforte (524 pagine, 22,95 euro). Un documento nuovo, testimonianza dell'onestà spietata con se stessi con cui i nuovi tedeschi guardano alla loro Storia. Per anni, Neitzel e Welzer hanno studiato oltre 150mila pagine di archivi dell'Intelligence Service britannico e dello Oss americano. Erano le registrazioni dattiloscritte dei colloqui tra prigionieri tedeschi, selezionati a caso dai servizi alleati. I britannici effettuarono l'operazione soprattutto a Trent Park, concentrandosi sugli ufficiali, gli americani a Fort Hunt privilegiando soldati semplici e graduati. Volevano capire la psicologia del nemico, scoprirono l'orrore. Ignari d'essere ascoltati, soldati e ufficiali della Wehrmacht parlavano liberamente, si vantavano a gara tra chi era stato più spavaldo e spietato.
"In un villaggio in Russia c'erano partigiani. E' chiaro che dovevamo fare terra bruciata, uccidemmo donne, bambini, tutto e tutti", dice un soldato a un altro. Oppure, ricordando l'aggressione alla Polonia: "Bombardavamo e mitragliavamo a volo radente attorno a Poznan, volevamo fare tutto il possibile con le mitragliatrici di bordo. Soldati, civili? La gente non mi faceva pena, ma uccidemmo anche cavalli, per i cavalli fui dispiaciuto fino all'ultimo giorno".
Diciotto milioni di uomini, 4 uomini tedeschi adulti su 10, servirono nella Wehrmacht. Queste conversazioni di prigionia tra gente comune, non tra nazisti convinti prescelti nelle SS, narrano l'adesione spontanea alla guerra totale hitleriana. Torniamo ai massacri in Italia: "Il tenente ci diceva, ammazzatene venti, così avremo un po' di pace, alla minima loro sciocchezza via altri cinquanta. Ra-ta-ta-ta con le mitragliatrici, lui urlava, "crepate, maiali", odiava gli italiani con rabbia". Anche altrove: "In Caucaso, se uccidevano uno di noi, il tenente non aveva bisogno di impartire ordini. Pistole pronte, donne, bambini, tutto quel che vedevamo, via!":
Il raptus sterminatore non contagiava solo fanti, bensì anche marinai della Reichskriegsmarine e i piloti della Luftwaffe tanto mitizzati come cavalieri dell'aria. "Col nostro U-Boot affondammo un cargo trasporta-bambini", dice il marinaio Solm nel 1943 a un compagno di prigionia. (Ndr erano le navi con cui i bimbi inglesi venivano portati in salvo dai bombardamenti, in Usa e Canada).
"Tutti affogati? Sì, tutti. E la nave? Seimila tonnellate".
Durante la Battaglia aerea d'Inghilterra, affrontare in duello Spitfires e Hurricanes della Royal Air Force non faceva piacere, ma accanirsi sui civili sì. "Avevamo un cannone da 20 mm, volando bassi su Eastbourne abbiamo visto una festa in una villa, abbiamo sparato, ragazze in abito sexy e uomini eleganti schizzavano via nel sangue, amico mio che divertimento!", si confessano gli ex piloti Baeumer e Greim. Poi c'era il sesso di guerra: "In quella casa a Radom in Polonia", disse il soldato Wallus, "ci portavano con i camion, ogni donna doveva avere una quindicina di noi ogni ora, ogni due settimane dovevano sostituirle". Con le partigiane, ancora più duri, ricorda il militare Reimbold: "In Russia prendemmo una spia, le infilzammo i seni con spini, le infilammo la canna del fucile di dietro, poi ce la facemmo. Poi la buttammo giù dal camion, le tirammo granate attorno, figurati, urlava ogni volta che esplodevano vicino!".
(04 aprile 2011)

martedì 22 marzo 2011

2-16 aprile 2011 - Imola (Bologna): Mostra "Per la nostra e la vostra libertà!"



Isituto Istruzione Superiore "Paolini - Cassiano" - Imola
In collaborazione con:
Consolato della Repubblica di Polonia in Milano
C.I.D.R.A. di Imola
Ideas in Action di Imola

Vi invita alla mostra
"Per la nostra e la vostra libertà!"
(Gen. Anders)
Una pagina di storia in comune
in compagnia dell’incredibile orso Wojtek"

Inaugurazione
sabato 2 aprile 2011
ore 10
Aula Magna Istituto Cassiano
via Ariosto, 1 - Imola

Dal 2 al 16 aprile 2011
Tutte le mattine,
dal lunedì al sabato:
ore 9-12
sabato 16 aprile:
ore 9-12 e 15-17


Finalmente, ad aprile, la nostra mostra ! Apriamo una pagina della nostra storia e la facciamo rivivere attraverso i ragazzi

Villa Minozzo (Reggio Emilia), 26 marzo 2011: Camminando sui sentieri della storia - 20 marzo 1944, Cervarolo

Con Nuovi Occhi... della Memoria

Incontri, racconti e musica nei luoghi simbolo della storia recente

sabato 26 marzo

Villa Minozzo - Reggio Emilia

Camminando sui sentieri della storia - 20 marzo 1944, Cervarolo


Ritrovo ore 14.30 alla Chiesa di Gazzano

Itinerario con visite guidate e letture nei luoghi simbolo dell'eccidio di Cervarolo

La Passeggiata si potrà effettuare anche con la tecnica della camminata nordica (NW) con istruttore ANI

Quota di partecipazione euro 10,00 a persona - guide, fornitura bastoncini e merenda

L’iniziativa si svolge su prenotazione e con un numero minimo di partecipanti. Le prenotazioni devono pervenire a Ideanatura entro venerdì 25 marzo. Sconti per gruppi e famiglie.

Info e prenotazioni:
tel+fax +39 0536.966112
mobile +39 339.2943736
ostello +39 3385096719
info@ideanatura.net
www.ideanatura.net

ITALIA


ITALIA

Tra terra cielo e mare
Paese straordinario,
Ce questa nostra Italia
Stesa nel suo scenario.

Dal sole ognor baciata
Con i monti per confine,
Dal mare circondata
qual rosa senza spine.

Il clima suo è perfetto
Grandiosa la sua storia,
Il Monte Bianco a tetto
Sorveglia la sua gloria.

Famosi i monumenti
Che ci hanno tramandato,
Vanto dei nostri tempi
Che fan grande lo stato.

Del marmo di Carrara
Trovi sculture ovunque,
Questa bellezza rara
Va conservata dunque.

Famoso il Colosseo
Il Vaticano immenso,
Emblemi son di Roma
Splendore gloria incenso.

Firenze e la Toscana
Patria di gran scultori,
Con le sue cattedrali
Frutto di tanti autori


Celso Battaglia

Per i cento cinquanta anni

venerdì 18 marzo 2011

Pistoia, 18 marzo 2010: Presentazione libro Borri "Visioni contrapposte"


Pistoia, Libreria "Lo Spazio di via dell'Ospizio"
Venerdì 18 marzo, ore 17
Presentazione del libro
di Alessandro Borri
VISIONI CONTRAPPOSTE
L'istituzione e i lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle case dell'occultamento di fascicoli relativi a crimini nazifascisti attraverso l'analisi dei suoi resoconti

Interverranno:
Marco De Paolis, Procuratore Tribunale Militare
On. Carlo Carli, Commissione parlamentare fascicoli stragi nazifasciste
Beatrice Magni, Parco della Pace di Monte Sole
Coordina: on. Roberto Barotini presidente I.S.R.Pt.
Sarà presente l'autore

Istituto Storico della Resistenza e dell'età contemporanea in provincia di Pistoia

lunedì 14 marzo 2011

Palagano (Modena): 18-19 marzo 2010 "18 marzo 1944: Monchio, Costrignano e Susano"


Associazione culturale
La Luna

www.luna-nuova.it

e

Ideanatura
turismo cultura ambiente

www.ideanatura.net

In collaborazione con:
Istituto Storico di Modena
Ass. Linea Gotica Officina della Memoria
Coordinamento delle Vittime del 18 Marzo
ANPI sez Palagano
RAINEWS24

18 marzo 1944: Monchio, Costrignano e Susano

Venerdì 18 marzo
'I venerdì di Luna' - Incontri e approfondimenti nelle Valli del Dragone
Gocce di Memoria: 'la Malora’ di Vera Paggi
Fotografia Paola Nessi
Montaggio Mariano Savinelli
Producer Massimiliano Arbuti
Una produzione Rainews24 - Rai CPTV Milano - 2010

A seguire incontro-dibattito con i curatori del documentario e testimonianze
Modera: Claudio Silingardi direttore dell'Istituto storico di Modena
ore 21.00 Cinema-Teatro I. Ranucci Palagano MO
ingresso gratuito

Sabato 19 marzo
Con Nuovi Occhi... della Memoria
Camminando sui sentieri della storia
Itinerario con visite guidate, letture, testimonianze, nei luoghi simbolo dell'eccidio e lungo i 'Sentieri della Libertà'. Il percorso avrà inizio al mattino in località La Buca di Susano per poi proseguire al Parco della Resistenza Monte Santa Giulia, nel 'Memorial' e a Monchio nel Parco dei Caduti.

Ritrovo in località La Buca di Susano alle ore 10.00
presentazione del luogo e dell'attività trasferimento con mezzi propri a Monchio, inizio dell'itineraio a piedi sui 'Sentieri della Libertà'. Lungo il percorso, letture, testimonianze, spazi musicali e 'pranzo del partigiano'.
La partecipazione è gratuita, per motivi organizzativi è necessaria la prenotazione.

Le prenotazioni devono pervenire entro le ore 20.00 di giovedì 17 marzo ai seguenti recapiti:
Fabrizio 3392943736 fabrizio.carponi@ideanatura.net
Laura 333 8117469 laura.bettuzzi@luna-nuova.it


venerdì 4 marzo 2011

Castel d'Aiano (Bologna): "Il bracciale di guerra torna a casa"


Da "Il Resto del Carlino" - Bologna del 3 marzo 2011
CASTELD’AIANO - A RICONSEGNARLO E’ STATO GIOVANNI BERNARDI
Il bracciale di guerra torna a casa
Restituito ai familiari di un ex soldato Usa che combattè i nazisti


di GIACOMO CALISTRI
—CASTEL D’AIANO— E’ NATO uno stretto rapporto di amicizia fra gli abitanti della minuscola frazione di Sassomolare di Castel d’Aiano e quelli della città californiana di Pico Rivera vicino a Los Angeles. Lo si deve ad un braccialetto di argento che Raul Eliseo Villegas, soldato della X Mountain Division statunitense diede in consegna nel 1945 ad Elisa Ricci, una mamma della frazione prima di andare a combattere contro i tedeschi lungo la linea gotica. Il gioiello con incisi nome, cognome e numero di matricola, non venne mai ritirato dal militare e infatti finì nel cassetto di un mobile della cantina. Recentemente al termine di laboriose ricerche effettuate negli Usa tramite internet da Giovanni Bernardi, figlio di Elisa, il braccialetto è stato spedito ai familiari del soldato morto nell’agosto 2003. Successivamente ha cominciato a svilupparsi una fitta corrispondenza fra lo stesso Bernardi e Ashley Villegas, nipote di nonno Raul, stroncato dal morbo di alzheimer: «Fin da quando ero piccolo — ricorda Bernardi, 62 anni, ex insegnante di educazione fisica — sentivo raccontare da mia madre la storia di questo braccialetto consegnato a lei dal militare alla vigilia della partenza per la prima linea. La vicenda mi ha molto incuriosito e dopo un lungo lavoro su internt sono riuscito a mettermi in contatto con la nipote. Ashley dopo avere ricevuto il gioiello ha invitato una decina di persone di Sasso Molare al suo matrimonio con Charles Reeves III che riteniamo di origini nobili». Il figlio di Elisa aggiunge: «Abbiamo sviluppato questa convinzione poiché le sontuose partecipazioni di nozze erano accompagnate da una penna di pavone su sfondo verde. Purtroppo non siamo riusciti a organizzare il gruppo rimandando l’incontro con gli amici di oltre oceano in una loro visita a Castel d’Aiano».
GIOVANNI Bernardi non riesce a nascondere l’emozione el ricordare questa storia. Sia lui che Luisa Venturini, titolare della trattoria ‘I Portoni’ di Sasso Molare sono in trepida attesa di dare l’annuncio dell’arrivo sull’Appennino degli amici statunitensi intenzionati a visitare i luoghi dove nonno Raul combattè. Al loro fianco c’è il sindaco di Castel d’Aiano che non esita a dichiarare:«Il nostro comune — dice Salvatore Argentieri — ha sempre organizzato cerimonie di welcome ai superstiti della divisone alpina Usa. Saremo ben felici di promuovere analoga cerimonia per i parenti di Villegas».

martedì 1 marzo 2011

Strage di Monchio Storici e militari sentiti al processo


Dalla Gazzetta di Modena del 12 febbraio 2011
Strage di Monchio Storici e militari sentiti al processo



PALAGANO. Sono state dedicate agli approfondimenti storici, con la messa a fuoco delle responsabilità degli imputati, le ultime udienze del processo al tribunale militare di Verona per la strage di Monchio (in foto dopo i bombardamenti), Costrignano e Susano compiuta dai nazisti della divisione Goehring il 18 marzo 1944, con 140 morti nel modenese. Tra mercoledì e ieri ascoltati gli storici Toni Rovatti e Paolo Pettino e il brigadiere dei carabinieri Franz Stuttner. Pettino, docente all'università di Pisa, ha spiegato il sistema di trasmissione degli ordini dal comando centrale del gen. Kesserling ai comandanti di divisione; Rovatti ha risposto alle domande della difesa sulle vicende di Monchio, Costrignano e Susano. E' iniziata anche la lettura dei verbali delle testimonianze raccolte in Germania tra gli ex commilitoni degli imputati. A rispondere di concorso in omicidio plurimo pluriaggravato e continuato ora sono otto persone essendo scomparso l'85enne Gunther Gabriel, all'epoca dei fatti caporale della divisione Goehring. Nella prossima udienza il 18 febbraio sarà ascoltato lo storico Carlo Gentile. In marzo testimonierà anche la presidente dell'Anpi Aude Pacchioni.

martedì 22 febbraio 2011

"L'ultima estate di Vinca"


Documentario "l'ultima estate di Vinca"
prodotto da "MAKECULTURE" di Samuele Pucci
www.vimeo.com/19870767


Nei giorni tra il 24 e il 27 agosto 1944 il paese di Vinca, in Lunigiana, venne quasi totalmente distrutto dal fuoco appiccato dalle truppe nazifasciste, la sua gente decimata.
Fu uno dei tanti, troppi, episodi che si videro in Italia dopo l'8 settembre 1943, poi che ebbe inizio la guerra partigiana.
Le vittime di Vinca furono 174. Gente innocente uccisa solo perché incontrata lungo la strada; donne e bambini falciati senza pietà a colpi di mitra.
Nessuno ha mai avuto certezza del perché di questo atto criminale. L'ipotesi più probabile è che sia stata un'azione terroristica allo scopo di scoraggiare la popolazione a fornire aiuto ed appoggio agli uomini della resistenza che operavano nella zona.
Celso Battaglia, allora bambino di undici anni, sopravvisse alla strage, ma la sua vita fu segnata dal dolore. La sua testimonianza è raccolta in questo cortometraggio.

PRODUZIONE AUDIO-VISIVI.
"MAKECULTURE" di Samuele Pucci -
www.makeculture.com
makeculture.com@gmail.com

lunedì 21 febbraio 2011

E' iniziato il nuovo progetto Europeo "Sharing European Memories at School" (SEM@S)


E' iniziato il progetto "Sharing European Memories at School" SEM@S


L'obettivo del progetto è:

To develop a teaching methodology enabling teachers to include a topic related to the Historical Memory in schools, facilitating its insertion in the scholar curricula and having as objective the elaboration of a final team work to be developed by students in an attractive support.


Partner:
Spagna: Rosa Martínez e Mikel Errazkin (ARANZADI) - Italia: Federica Ragazzi e Massimo Turchi (FUTURA) - Norvegia: Eystein Ellingsen, Bjorn Tore Rosendhal e Jens Anders Rivesand (ARKIVET) - Polonia: Arek Marciniak (ADAM MICKIEWICZ UNIVERSITY) - Slovenia: Aljosa Grilc e Dita Uhr (PUBLIC LIBRARY OF KRANJ) - Inghilterra: Emma King e Tracy Craggs (ROYAL ARMOURIES)



martedì 8 febbraio 2011

Camp Hale: 10th takes critical mountain positions


Riportiamo l'articolo tratto da SummitDaily.com
Camp Hale: 10th takes critical mountain positions
German Gothic line broken
By Lauren Moran
Friday, February 4, 2011


Called into World War II in early 1945 to capture Italy's northernmost Apennine Mountains from the German stronghold, the 10th Mountain Division succeeded where no other Allied soldiers had before.
As the sun set on February 18, 1945, the men of the 10th prepared to take Riva Ridge. This particular ridge held the German observatory post and was therefore crucial to defeating the German Gothic line across Italy. Holding off German counterattacks, Riva Ridge was finally in Allied hands and the battle continued for the rest of the surrounding ridges — Mount Belvedere, Mount Gorgolesco and Mount della Torraccia.
On the night of February 19, the main assault on Mount Belvedere began. Soldiers were assigned various objectives, but their overall goal was the same: take these mountains and hold them, no matter what. As they started up Belvedere, the attack orders were to carry bayonets and unloaded weapons, which made many men uneasy. As veteran Jim Barr recalls: “I didn't like it and I don't think many of the guys did. But the general knew that if we did fire them, the flash would give away our position, and we would be in worse shape than if we didn't do it. For all practical purposes, we were soundless.”
The Germans, who had long occupied these ridges, were alerted of the 10th's positions by minefields. Deadly artillery fire began to hit the division. “You fire at the enemy but you can't see him because it's black, you stumble over barbed wire, and all you know if that you tried to do the things that you're supposed to do and the rest is chance,” said Bob Parker, another 10th veteran. Working his way up the mountain, Newc Eldredge “could hear voice that I knew — they were in those minefields! And then when the Germans started lobbing in all that mortar fire, the men began to run. You could recognize the screams — that was really unnerving.”
Under tremendous mortar fire and horrific minefield explosions, the men of the 10th struggled up Belvedere and to the hills beyond. Hugh Evans, fueled by anger of a friend's death, took on an entire field of Germans alone on Mount Gorgolesco and captured two machine-gun nests. For this incredible act of bravery, he was awarded the Silver Star.
After four agonizing days of battle, the 10th controlled most of the Mount Belvedere area, but were still fighting, beyond, for Mount della Terraccia. Finally, on February 24, Lt. Col. John Hay's 86th Regiment, part of the 10th Mountain Division, captured that hill. “And the Germans wanted that back, they couldn't afford to let us keep it. So they counterattacked for a couple of days and we were low on ammunition, rations, everything else. … I don't think there was a yard of ground that wasn't hit with a mortar or artillery shell, and I was afraid I'd lost most of my soldiers, from the intense fire. And then they attacked and we did a magnificent job and held the positions…,” Hay said. The 10th's determination and resilience held off the furious German counterattacks.
At last, Germany's invincible ridgeline in Italy's northernmost Apennines had been shattered. As Hay acknowledges, “The assault on Belvedere, Riva Ridge and della Torraccia was a division effort. Every unit in the division participated.”
The 10th broke the German Gothic line and did not stop moving forward. They continued into the Po Valley, headed north, and Hay recalls that Commanding General George Hays said, “I don't think they'll ever catch us.”

Sources:
David Leach's 2005 senior thesis for Middlebury College, “The Impact of the Tenth Mountain Division on the Development of a Modern Ski Industry in Colorado and Vermont: 1930-1965.”
“Fire on the Mountain,” First Run Features/Gage & Gage Productions, 1995.
“The Last Ridge,” Abbie Kealy, 2007.
Colorado Ski & Snowboard Museum archives

giovedì 13 gennaio 2011

Livergnano: Dalla terra riemergono una croce e un elmetto


Dal "Resto del Carlino - Bologna" dell'8 gennaio 2011

Dalla terra riemergono una croce e un elmetto
Sono i resti di due soldati
Si tratta di tedeschi. Ritrovati con il metal detector


di PAOLO BRIGHENTI—PIANORO— «QUANDO, dopo tre ore di scavi, sono venuti alla luce un elmetto tedesco e un frammento di cranio, l’emozione è stata davvero tanta!». Salvatore Licciardone che, assieme ad Antonio Arca, ha ritrovato domenica scorsa i resti di due soldati tedeschi, ricorda gli attimi che hanno portato alla luce ciò che restava dei militari caduti durante il secondo conflitto mondiale. Tutto è iniziato diverso tempo fa, dai racconti degli anziani di Livergnano che ricordavano la presenza di una croce piantata ai bordi di un dirupo nella frazione pianorese che, nel ‘lungo inverno del 44’, si trovava in piena Linea Gotica. I due ricercatori, che collaborano con il locale ‘Museo Winter-Line’ diretto da Umberto Magnani, hanno cominciato a setacciare minuziosamente un ampio territorio prima di giungere alla scoperta dell’altro ieri. Con il supporto del metal-detector e scavando in profondità, di circa 70 centimetri, sono giunti al rinvenimento dei due soldati caduti. I due corpi, presumibilmente colpiti da proiettili di mortaio, erano stati sepolti con i loro oggetti personali.
OLTRE agli elmetti sono stati ritrovati una gavetta con le iniziali M.T. SS, un coltello da tasca, i bottoni e le fibbie di due divise, un paio di scarponi da alpino tedesco ancora allacciati e diversi caricatori. Un’ipotesi sulla causa del tragico episodio di guerra è supportata da un grosso frammento di bomba da mortaio incastrata fra la tibia e il perone. I resti dei due corpi, dopo i rilevamenti del caso, sono stati esaminati dal comandante della stazione dei carabinieri di Pianoro. Al termine degli accertamenti, saranno portati al cimitero di guerra della Futa che si trova sulla ex-strada statale della Futa che collega Bologna a Firenze. Riposeranno per sempre insieme agli oltre 30mila camerati sepolti nei dodici ettari del più grande cimitero tedesco in Italia, iniziato nel 1961 e inaugurato nel giugno del 1969, mentre gli oggetti personali rinvenuti, saranno esposti al ‘Museo Winter-Line’ di Livergnano. Inizieranno invece fra pochi giorni le indagini in collaborazione con il ‘Museo di guerra’ di Dresda, che potrebbero portare a individuare l’identità dei due militari tedeschi. Un elemento che potrebbe risultare di estrema importanza per dare ampio respiro alle ricerche di una
scoperta storica di rilevante interesse.
IN QUESTO ritrovamento si conferma quindi l’importanza e la vitalità del piccolo museo di Livergnano www.livergnano.org/the-winter-line/ che si trova in una grotta naturale, divenuto rifugio per carri armati tedeschi che, in assenza di ‘proiettili intelligenti’, non potevano essere in alcun modo colpiti. Qui sono custoditi innumerevoli reperti del secondo conflitto mondiale, poche armi ma molti oggetti che danno uno scorcio della vita quotidiana dei due eserciti, quello tedesco e quello alleato, che si affrontarono durante le battute finali che precedettero la liberazione del nostro Paese.

sabato 8 gennaio 2011

"Uomini in guerra sulla Linea Gotica" 2010: 22.432 visite


Progetto "Uomini in guerra sulla Linea Gotica"
www.progettolineagotica.eu
Anno 2010

22.432 visite provenienti da 92 Paesi/zone

1. Italy 20.343
2. United States 407
3. Germany 295
4. Brazil 198
5. Switzerland 167
6. France 155
7. United Kingdom 148


Blog "Uomini in guerra sulla Linea Gotica"
Anno 2010

http://progettolineagotica.blogspot.com

17.338 visite
media di 47 visite giornaliere


Facebook "Uomini in guerra sulla Linea Gotica"
Anno 2010

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