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venerdì 26 novembre 2010

Progetto europeo eTwinning: fumetto "Come l'orso Wojtek è diventato soldato"


Riceviamo da Dorota Kulawiak di "Ideas in Action - Centro di Lingue Cultura e Spettacolo" (Imola, Bologna) l'interesante notizia della pubblicazione online del fumetto "Come l'orso Wojtek è diventato soldato" disegnato da Ania, la studentessa polacca della scuola di Zagan, partner del progetto eTwinning con il Paolini-Cassiano di Imola (le insegnanti: Wioletta Sosnowska e Angela Riccomi).

Questo il link al fumetto online
"Come l'orso Wojtek è diventato soldato"




venerdì 12 novembre 2010

Vergato (Bo), 20 novembre 2010: Ronchetti "Il coraggio non si compra"



Comune di Vergato
Centro Sociale Polivalente "Franco Nanni"
A.N.P.I. Vergato

Sabato 20 novembre 2010 ore 17.00
presso il Centro Sociale "Franco Nanni"
Via Fornaci - Vergato


PRESENTAZIONE DEL LIBRO
"Il coraggio non si compra"


Interverranno:
gli autori Gino Costantini e Gabriele Ronchetti
Coordina lo storico Massimo Turchi

A conclusione piccolo rinfresco offerto dal Centro Sociale
Ingresso gratuito

giovedì 7 ottobre 2010

"Barbudos, sujos e fatigados – a sair em outubro" il nuovo libro di Cesar Campiani Maximiano


Il nuovo libro di Cesar Campiani Maximiano "BARBUDOS, SUJOS E FATIGADOS – soldados brasileiros na Segunda Guerra Mundial", Grua (Brasil)
I libri di Cesar Campiani Maximiano

mercoledì 15 settembre 2010

"Accanto alla tigre", incontro con Lorenzo Pavolini


La Tigre di Lorenzo Pavolini
pubblicata da Enzo Ciampi il giorno venerdì 3 settembre 2010 alle ore 17.40
“Accanto alla tigre” di Lorenzo Pavolini


Ci sono libri che, nel momento in cui compaiono sugli scaffali, tu sai che dovrai leggerli. Per me “Accanto alla tigre”, di Lorenzo Pavolini è stato uno di quei libri.
Il motivo, per quel che importa, possono intuirlo coloro che mi conoscono ed hanno letto “Mio cugino il fascista”. Non tanto perché la figura di Alessandro Pavolini compare sullo sfondo, in alcune scene, quanto perché il protagonista Alex è molto “pavoliniano”, nell’essere interprete di quel fascismo, nel suo modo di parlare e di pensare, ed anche nel modo di affrontare la morte.
A ciò si aggiunga il fatto che all’epoca, nel 2005 - attratto come sono dalle vite dei grandi perdenti - ero seriamente intenzionato a scrivere una biografia del gerarca morto a Dongo nell’aprile del 1945. Non un romanzo biografico o una biografia romanzata, bensì una “vera” biografia. Pur conoscendone una abbastanza recente (e poco convincente) di A.Petacco.
Per fortuna non l’ho fatto.
Non sapevo, confesso, che Lorenzo Pavolini fosse il nipote di Alessandro; e non potevo sapere che pochi anni dopo ne avrebbe scritto. Ma ora questo libro c’è, ed anche questa è una fortuna; perché l’Autore ha deciso, a un certo punto della sua vita, di guardare negli occhi la tigre che gli camminava accanto da sempre, la stessa che suo nonno aveva cavalcato fino in fondo.Fino all’ultimo giorno.

Alessandro Pavolini era la RSI. La impersonava più di Mussolini stesso, che dopo il 25 luglio aveva dichiarato la propria morte politica. Di questa vicenda, la storiografia ci aveva già detto molto. Pavolini era l’uomo che aveva condotto il caotico Congresso di Verona, nell’autunno del 1943, riaffermando la fedeltà all’alleato nazista, confermando lo status di nemico del popolo ebraico, legittimando la vendetta retroattiva nei confronti di chi aveva firmato l’Ordine del Giorno Grandi. Era l’uomo che aveva voluto e ottenuto con determinazione la fucilazione di Ciano, al quale doveva la sua carriera politica, assumendosi la responsabilità di non trasmettere a Mussolini le domande di grazia dei cinque giustiziandi. Era l’uomo che aveva voluto rimettere in divisa gli iscritti al partito, creando le Brigate nere, perfettamente conscio del fatto che la sconfitta era imminente, e che i tedeschi avrebbero riconosciuto ai repubblichini il compito di meri gendarmi delle retrovie, esecutori delle repressioni antipartigiane; forse consapevole anche che a guerra finita, ciò avrebbe comportato la condanna a morte di molti miliziani per il solo fatto di avere indossato quella divisa. Era l’uomo che aveva vagheggiato, negli ultimi giorni, l’estrema resistenza nel “Ridotto della Valtellina”, accanto alle ceneri di Dante. Era, infine, l’uomo catturato dai partigiani ferito e con le armi in pugno, unico nel gruppo fucilato sul lungolago di Dongo.
Questo era il Pavolini Alessandro nel suo consolidato clichè un po’ tetro, un po’ romantico, un po’ robespierriano di fanatico e integralista difensore del regime morente.
Suo nipote Lorenzo, fino al momento in cui non ha guardato negli occhi la tigre, aveva non dimenticato, ma rimosso quella figura, quasi volesse affidarla ad un impossibile oblio.

La sua narrazione dà conto in pieno dell’accettazione di tale impossibilità, e di come si sia imposta, giorno dopo giorno, la ricerca di una verità più profonda, quale che fosse.
Scritte sui muri di neofascisti nostrani, inneggianti al nonno, e il primo impulso di cancellarle; le fotografie dei cadaveri appesi a testa in giù a Piazzale Loreto; spezzoni di ricordi di famiglia, o di testimonianze spurie e incomplete; lettere; conversazioni con chiunque fosse in grado di dire qualcosa in più su quell’epoca e su quegli uomini. Visite fallite al cimitero milanese dove sono sepolti i repubblichini morti nella primavera del ’45, compreso Alessandro; indizi e segnali fra i più disparati, spesso descritti con ironia, tutti convergenti verso gli occhi della tigre.
E alla base di tutto, le domande inevitabili: chi era Alessandro Pavolini? Cosa ha spinto un intellettuale gentile e raffinato, nonché scrittore di talento, a cavalcare la tigre? Qual’era il fascismo in cui credeva? Quali erano i suoi valori di uomo, al di fuori della politica? Qual’era il suo reale rapporto con la violenza, la guerra, la vendetta politica? Qual’era la sua intima percezione della vita e della morte?
Le risposte, spesso mediate e sfumate, mai apodittiche, le lascio volentieri alla lettura di questa narrazione, permettendo al lettore di conservare intatto il valore del percorso e condividere con l’Autore il senso della scoperta, che è la cosa più importante.

In quest’opera la scrittura cresce man mano che si procede, che si conosce, che si scopre.
Sono convinto che sia un risultato voluto, perché questa crescita corrisponde al superamento progressivo delle diffidenze e delle incertezze iniziali nell’intraprendere un cammino per molti anni rinviato .
Le brevi riflessioni sul senso della Storia, ben distribuite nell’opera, acquistano di sempre maggiore incisività e profondità, raggiungendo in alcuni passaggi una bellezza letteraria che non contrasta con lo stile asciutto e con la messa al bando di ogni possibile indulgenza al sentimentalismo familistico.
Quando racconta di sé, infatti, Lorenzo Pavolini sa ricorrere perfino all’understatment o all’autoironia; ma quando appare e ricompare, sempre meglio definita, la figura del nonno, le corde sono quelle di una letteratura vera, importante. E il quadro di insieme alla fine si ricompone sempre, con tutta la tragicità di un’epoca difficile, sanguinosa, drammatica e, soprattutto, non abbastanza conosciuta.

Fra le persone cui Lorenzo si rivolge per capire aspetti non banali del regime cui il nonno aveva devoluto anima e corpo, c’è anche Antonio Pennacchi. E’ singolare che nell’edizione dello “Strega” di quest’anno si siano ritrovati entrambi fra i finalisti, con due lavori molto diversi che però fanno riferimento alla stessa epoca. Segno che le riflessioni sul fascismo, un po’ sclerotizzate nella storiografia ufficiale, tornano centrali nella narrativa, sulla spinta di molte domande tuttora inevase, o neppure formulate.

Vincenzo Ciampi

Lorenzo Pavolini, “Accanto alla tigre” – Galleria Fandango, 2010. Pgg. 243, euro 16,50

lunedì 9 agosto 2010

Castel d'Aiano (Bologna), 16 agosto: "Una serata sulla Linea Gotica"


Comune di Castel d'Aiano
Una serata sulla Linea Gotica
Lunedì 16 agosto 2010
Sala Civica
ore 20,45


-> Presentazione del libro "Il coraggio non si compra"
di Gino Costantini e Gabriele Ronchetti
La storia del comandante partigiano John, con gli autori del volume e i sindaci di Castel d'Aiano e Vergato, Salvatore Argentieri e Sandra Focci

-> Presentazione del nuovo filmato del Plastico Multimediale della Linea Gotica
Per la prima volta proiettato nella sala grande, il documentario sulla Linea Gotica dopo il restyling curato da Stefano Rovandi e Gabriele Ronchetti.

Ingresso libero

giovedì 5 agosto 2010

Fanano e Montecreto, 8 agosto: Gabriele Ronchetti e Carlo Beneventi


Fanano (Mo), 8 agosto 2010
ore 17,30
"Fanano tra libri e parole"
Gabriele Ronchetti
presenta il libro
"Il coraggio non si compra"
Artestampa (Modena), 2010

Montecreto (Mo), 8 agosto 2010
ore 17
Sala Consiglio Comunale
Carlo Beneventi
presenta il libro e la mostra
"Cronache di guerra di un paese e di un territorio a ridosso della Linea Gotica"

martedì 20 luglio 2010

Piandelagotti (Frassinoro, Mo) 24 luglio: Cosci-Bonaldi libro "Tre preti nella bufera"


Sabato 24 luglio 2010 - ore 21,00
Presentazione del libro
Tre preti nella bufera
1943-1945
Quando la Val Dragone e la Val Dolo divennero zona di guerra

a cura di Ferruccio Cosci e Luigi Bonaldi
Presso l'Albergo Alpino di Piandelagotti (Frassinoro, Modena)

venerdì 18 giugno 2010

Gaggio Montano (Bologna), 25 giugno 2010: Turchi "La Linea Gotica e le stragi. Cà Berna e Ronchidoso"


Il Gruppo di Studi "Gente di Gaggio"
organizza

INCONTRI CON L'AUTORE
MASSIMO TURCHI


che presenterà il libro
La Linea Gotica e le stragi
Il fronte di guerra nell'Appennino bolognese, modenese e pistoiese
Cà Berna e Ronchidoso due stragi


VENERDI' 25 GIUGNO 2010
ore 20,30

Biblioteca Comunale - Piazza A. Brasa, 1
GAGGIO MONTANO (Bologna)

Si ringrazia l'Assessorato alla Cultura del Comune di Gaggio Montano per il Patrocinio

Siete tutti invitati

giovedì 17 giugno 2010

Marzabotto, 18 giugno: Ronchetti "Il coraggio non si compra"


In occasione della
Festa della Resistenza di Marzabotto

VENERDI' 18 giugno ore 20.30
SALA CONSIGLIARE DEL MUNICIPIO DI MARZABOTTO


presentazione del libro

Gino Costantini
con Gabriele Ronchetti
Il Coraggio non si compra
Storia del comandante partigiano John


Interverranno:
gli autori: Gino Costantini e Gabriele Ronchetti
Sandra Focci: Sindaco di Vergato
William Michelini: Presidente A.N.P.I. provinciale
Coordina: Cinzia Venturoli

sabato 6 febbraio 2010

Parola d'Autore - Incontri al Museo Audiovisivo della Resistenza


Si aprirà domenica 28 febbraio la prima edizione della rassegna Parola d’Autore, organizzata e ospitata dal Museo Audiovisivo della Resistenza. È previsto un calendario di stimolanti iniziative culturali che, a cadenza mensile (da febbraio a giugno 2010), animeranno e valorizzeranno gli spazi del museo. Sarà inoltre possibile, dopo ciascun incontro e previa prenotazione, pranzare/cenare al ristorante del museo ed effettuare una visita guidata. Tutto questo per trascorrere insieme un’intera giornata al museo, con confronti e dibattiti costruttivi, condividendo il pranzo (o la cena) e visitando la collezione museale.

Programma

Domenica 28 febbraio 2010 alle h 11 – Presentazione del libro “Uccidere i civili. Le stragi naziste in Toscana (1943-1945)” di Gianluca Fulvetti. Interverranno Marco De Paolis - Magistrato del tribunale militare di Verona e Claudio Silingardi, Direttore dell’Istituto Storico della Resistenza di Modena. Modera il dibattito Maurizio Fiorillo - Comitato Scientifico Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo. Sarà presente l’autore.

Domenica 14 Marzo 2010 alle h 11 – Giornata di studio “Marzo 1944: primavera ribelle, fiorisce la Resistenza in Lunigiana”. Interverranno: Giovanni Contini – Soprintendenza Archivistica per la Toscana, Massimo Salsi – Ricercatore, Maurizio Fiorillo - Comitato scientifico del Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo. Saranno presenti i testimoni: Teresa Cheirasco, Pietro Gnecchi, Paolino Ranieri, Laura Seghettini e Pietro Zuccarelli.

Domenica 18 aprile 2010 alle h 11 – Presentazione del libro “La Resistenza spiegata a mia figlia” di Alberto Cavaglion – docente Università di Firenze. Modera il dibattito Maurizio Fiorillo - Comitato Scientifico Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo. Sarà presente l’autore.

Sabato 26 giugno 2010 alle h 17 Presentazione del libro “Il massacro. Guerra ai civili a Monte Sole” di Paolo Pezzino e Luca Baldissara. Modera il dibattito Maurizio Fiorillo - Comitato Scientifico Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo. Saranno presenti gli autori. Seguirà la proiezione del film “L’uomo che verrà” di Giorgio Diritti. E’ stato invitato il regista.

Conferma la tua presenza su Facebook!
Parola d'Autore - Incontri al Museo Audiovisivo della Resistenza

La news sul sito del Museo Audiovisivo della Resistenza

giovedì 21 gennaio 2010


Martedì 26 gennaio 2010 – ore 17,00
Palazzo Municipale – Sala di Rappresentanza
Piazza Grande, 5 – Modena
presentazione del volume di
Claudio Silingardi

ALLE SPALLE DELLA LINEA GOTICA
Storie luoghi musei di guerra e resistenza
in Emilia Romagna
Edizioni Artestampa 2009

Presiede
Giuliano Albarani
Presidente Istituto Storico di Modena

Saluti di
Giorgio Pighi
Sindaco di Modena

Elena Malaguti
Assessore Istruzione, Politiche Giovanili, Cultura e Sport della Provincia di Modena

Andrea Landi
Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Interventi di:
Stéphanie Boissard
Maison d’Izieu, Mémorial des enfants juifs exterminés, Projets Italie

Paolo Pezzino
Docente di storia contemporanea dell’Università di Pisa

Sarà presente l’autore

giovedì 24 dicembre 2009

Quei quattordici mesi e la storia del partigiano Enzo


Da il Recensore.com riportiamo l'articolo di Alessandra Stoppini, del 22 dicembre 2009, che presenta il libro di Loris Mazzetti sul partigiano Enzo Biagi

Quei quattordici mesi e la storia del partigiano Enzo

“Era l’inizio del 1944. Presi una decisione, fondamentale, poi, per tutta la mia vita: andare coi partigiani“. Inizia così “I quattordici mesi. La mia Resistenza” (Rizzoli, 2009) di Enzo Biagi, a cura di Loris Mazzetti.
Il giovane Enzo fresco sposo una mattina di primavera in compagnia della sua bicicletta in tasca una tessera falsa, va incontro al proprio destino.
In questo periodo storico in Italia è arrivato il momento delle decisioni, c’è in ballo il futuro del nostro paese, quindi si impone una scelta radicale: unirsi ai gruppi partigiani scegliendo il sentiero che sale su per la montagna, oppure aderire alla Repubblica Sociale al fianco di Mussolini e dell’esercito nazista padrone del territorio al di là della Linea Gotica che “andava lungo i crinali dell’Appennino e tagliava in due l’Italia“. Risalendo il fiume, Enzo, in un’atmosfera quasi fiabesca, con uno scoiattolo che lo fissa curioso da un acero, un pettirosso e il profumo del muschio, si inoltra in una passeggiata simbolica attraverso la quale egli diventa un uomo, dentro i boschi dell’Appennino tosco-emiliano direzione la Segavecchia, vicino all’Abetaia dove si trova nascosta la “piccola brigata di montagna” Giustizia e Libertà legata al Partito d’Azione di cui condivide il programma e gli ideali, agli ordini del Capitano Pietro “con un cannocchiale che gli pendeva sul petto e uno Stein a tracolla“. Ad Enzo viene dato il nome di battaglia il Giornalista e con gli altri partigiani fa subito amicizia.
In questo volume di ricordi scritto da uno dei giornalisti più bravi e popolari del XX secolo, Biagi ripercorre tutta la II Guerra Mondiale, dallo scoppio fino al Referendum del ‘46 passando per il 25 Aprile ‘45, il partigiano Enzo è uno dei primi che entra a Bologna liberata a bordo di un camion Dodge e proprio lui annuncia alla radio della quinta armata l’avvenuta liberazione e sembra di sentire nell’aria il ritmo del boogie-woogie. La generazione di Biagi aveva venti anni quando l’Italia entra in guerra “sotto le bombe a tu per tu con la morte, così è trascorsa la nostra gioventù“, richiamati presto quasi ancora adolescenti, mandati a combattere senza un adeguato equipaggiamento. Il ‘43 è stato per loro l’anno della presa di coscienza, del cambiamento, dell’assunzione delle proprie responsabilità perché come dice il Sottotenente Alberto Innocenzi alias Alberto Sordi in Tutti a casa di Luigi Comencini (1960) “non si può stare sempre a guardare” quindi imbraccia il fucile e partecipa alla rivolta popolare napoletana che dopo l’8 Settembre ‘43 sarà decisiva per cacciare le truppe tedesche da Napoli.
Nella prefazione, intitolata Quel che resta di un uomo, Bice e Carla Biagi ricordano che il padre ripeteva sempre due frasi “Ci sono due categorie di uomini a me più care: gli operai e i partigiani” e “Quei quattordici mesi con la brigata Giustizia e Libertà sono stati i più belli della mia vita“. Ma il libro è anche un omaggio che Loris Mazzetti e le figlie hanno voluto fare ad un uomo che ha amato per tutta la vita il proprio mestiere, belle sono le pagine dove il giovane Enzo esce dal giornale a notte fonda percorrendo le strade buie incontrando le stesse persone alla vigilia della guerra, oppure l’incontro con i criminali di guerra Reder, Kappler e Kesserling, alcune delle tante interviste che hanno fatto di Biagi un autentico testimone del tempo.
“Quel giorno in cui nacque la Repubblica Italiana fu la seconda vittoria, dopo la liberazione, per tutti coloro che l’8 Settembre ‘43 decisero di andare a lottare, in montagna o in città, poco importa, contro i nazisti o i fascisti”.
Enzo Biagi è nato il 9 Agosto 1920 a Pianaccio di Lizzano in Belvedere in provincia di Bologna ed è morto a Milano il 6 Novembre del 2007. Giornalista, scrittore e conduttore televisivo, ha iniziato la sua lunga carriera a soli 17 anni collaborando al quotidiano L’Avvenire d’Italia. Nel ‘40 viene assunto in pianta stabile al Carlino Sera, versione serale de Il Resto del Carlino, come estensore di notizie o correttore di bozze, ovvero colui che si occupa di sistemare gli articoli portati in redazione dai reporter. Terminata la guerra, inizia la sua carriera di inviato speciale. Nel 1952 diventa Direttore del settimanale Epoca. Nel ‘61 diventa direttore del Telegiornale, nel ‘62 lancia il primo rotocalco televisivo RT-Rotocalco Televisivo. Ma le pressioni politiche sono troppe e allora nel ‘63 Biagi decide di dimettersi, torna a Milano dove diventa inviato e collaboratore del Corriere della Sera, de La Stampa e del settimanale L’Europeo. Nel ‘71 diventa Direttore de Il Resto del Carlino, ma un anno dopo si dimette per divergenze con l’editore. Inizia a collaborare con la Rai conducendo programmi di approfondimento fino ad arrivare alle varie edizioni di Linea Diretta trasmessa fino al 1989. Nel 1995 inizia la trasmissione Il Fatto, programma di approfondimento dopo il Tg1 sui principali fatti del giorno, di cui Biagi era autore e conduttore. Il successo di critica e pubblico è straordinario. Tra i tanti libri pubblicati ricordiamo: Un anno, una vita, I come Italiani, L’albero dei fiori bianchi, Lunga è la notte, Scusate, dimenticavo, Dizionario del Novecento. Il Signor Fiat, La mia America. Insieme a Loris Mazzetti Era ieri, Quello che non si doveva dire, Io c’ero, tutti editi da Rizzoli.

Autore: Enzo Biagi
Titolo: I quattordici mesi. La mia Resistenza. A cura di Loris Mazzetti
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 18,50 euro
Pagine: 268

sabato 5 dicembre 2009

L'epopea della Linea Gotica nella strenna della Cassa di Ravenna e in una guida sui luoghi delle bettaglie


L'epopea della Linea Gotica nella strenna della Cassa di Ravenna e in una guida sui luoghi delle bettaglie
Il Resto del Carlino, 3 dicembre 2009. p. 18
Viaggio fra i bunker. Qui sparavano tedeschi e Alleati
di ANDREA FONTANA
I CIMITERI. Ordinati, con le lapidi in fila come denti di un rastrello, a custodire caduti di fronti un tempo opposti, e che ora si guardano da un crinale, da un avallamento, da una cresta all’altra dell’Appennino: marmo bianco per gli Alleati, pietra grigia per i tedeschi. E i bunker. Ruvidi, squadrati, in cemento grezzo e tagliente chiazzato di muschio, dilavato dal tempo, invaso di tronchi infranti, sbriciolati, marciti nella putredine generale del sottobosco di faggi. E i cippi. Bassorilievi in bronzo, intagli a trapano nel granito, sagome di globi brasiliani, foglie canadesi d’acero, unicorni britannici, e le mute superfici delle lastre tedesche, dove nessun simbolo è possibile.
ORA CHE l’inverno ci ha raggiunti, come 65 anni fa sulla Linea Gotica quando la spinta alleata si arrestò nelle gole montane e sui fossati della linea difensiva nazista, è questo il momento giusto per ritagliarsi un po’ di spazio, infilarsi stivali di gomma, raggiungere frazioncine sperdute o infilarsi per boschi di castagni, scendere torrenti, dove in mille anfratti ancora inesplorati giacciono le scorie della guerra, elmi, taniche rotte, granate.
Per chi parte fidandosi del caso, o per chi segue i percorsi turistici che nell’ultimo decennio si sono moltiplicati fiancheggiando resti di trincee e piccoli musei pubblici e privati, può essere utile farsi accompagnare da una guida che di quell’arco teso fra Tirreno e Adriatico, e flesso al centro sulla Futa, comprenda l’intero tracciato. E’ il caso dell’ultimo lavoro di Gabriele Ronchetti, che da tempo lavora sulla memoria e il recupero del fronte appenninico, e che ha pubblicato ora ‘La Linea Gotica: i luoghi dell’ultimo fronte di guerra in Italia’ (edizioni Mattioli 1885, 167 pagine, 15 euro): un libretto pensato apposta per chi vuole mettersi in viaggio, e che al termine di ogni itinerario — dal Mugello alla Futa, il Santerno e il Senio, le valli del Setta e del Reno, tanto per citare—riporta gli indirizzi utili per il turista-esploratore: uffici turistici, ristoranti, alberghi.
Un vademecum per iniziare un viaggio. Soltanto iniziarlo, perché poi, per chi si perde nelle storie di una montagna dove qualsiasi anziano sulla soglia di casa può raccontarti una sua storia di tedeschi, americani e partigiani, il modo per trovare altri mille sentieri non manca di certo.

In prima linea con foto e film raccolti dall’Istituto Luce
—RAVENNA—
LA GRANDE STORIA, fatta di foto e video, rivive nella strenna 2009 del Gruppo Cassa di Risparmio di Ravenna spa (ne fanno parte oltre alla capogruppo Cassa di Ravenna, la Banca di Imola Spa, il Banco di Lucca e del Tirreno Spa e Carimilo, Cassa dei Risparmio di Milano e della Lombardia Spa) e della Fondazione Cassa di Risparmio attraverso le ricerche svolte da Antonio Graziani negli archivi dell’Istituto Luce. Ne è uscita un’opera storica pregevole su «Lo sfondamento della Linea Gotica», cronaca fotografica della seconda guerra mondiale, dal settembre 1944 all’aprile 1945, con le immagini originali degli eserciti inglese e americano, conservate negli archivi dell’Istituto Luce di Roma e dell’Imperial War Museum di Londra. L’iniziativa, il diciassettesimo volume della collana, costituisce la continuazione di precedenti volumi, sempre editi dalla Menabò di Forlì, che hanno concorso
alla promozione dei filmati e dei volumi su «Ravenna, immagini del ‘900», «La Romagna della Via Emilia», «La Riviera adriatica dell’Emilia Romagna» e «Bologna e la sua provincia, fra gli anni ’20 e gli anni ‘70». L’opera di quest’anno, aperta dalla prefazione di Antonio Patuelli, presidente del gruppo, di Lanfranco Gualtieri, presidente della Fondazione, di Alberto Domenicali, presidente della Banca di Imola, di Giovanni Baroni, presidente di Carimilo e di Luigi Minischetti, presidente del Banco di Lucca e del Tirreno, è la continuazione di un itinerario nella nostra storia recente anche attraverso la testimonianza dei Combat Film conservati dall’Istituto Luce, e la descrizione dell’attraversamento degli alleati nel 1945 della linea gotica e del passaggio del fronte. La «Linea gotica» era una robusta rete di fortificazioni che la strategia militare della Germania aveva costruito, come ultimo baluardo difensivo, tra l’Adriatico e il Tirreno. Le del volume e del filmato con gli attacchi alla Linea Gotica conclusi nell’aprile 1945, con le giornate che portarono all’attacco risolutivo e alla Liberazione delle tante città, fotografano i momenti più drammatici del conflitto.

martedì 13 ottobre 2009

16 ottobre, Porretta Terme presentazione libro "La Linea Gotica e le stragi"


Venerdì 16 ottobre, ore 21
Porretta Terme (Bologna)
Teatro Parrocchiale Testoni
Presentazione del libro
"La Linea Gotica e le Stragi"
Saranno presenti:
l’autore Massimo Turchi
l’Assessore Alla Cultura Igor Taruffi
Marco Tamarri
Renzo Zagnoni

giovedì 1 ottobre 2009

Cutigliano 17 ottobre: Presentazione libro "La Linea Gotica e le stragi"



17 ottobre 2009 - Cutigliano - Sala Consiliare - ore 17,00
Presentazione del libro di Massimo Turchi "La Linea Gotica e le Stragi - Il fronte di guerra nell'Appennino bolognese, modenese e pistoiese.Cà Berna e Ronchidoso due stragi"
a cura del Gruppo di Studio Alta Val di Lima
Interverrà Daniele Amicarella

mercoledì 29 luglio 2009

9 agosto 2009 "Alle spalle della Linea Gotica"


3° Rassegna di Editoria modenese
Mostra mercato del libro a Pavullo nel Frignano
Domenica 9 agosto ore 19,10
Alle spalle della Linea Gotica
Claudio Silingardi

presenta questa guida elegante e di pregio, utile per attraversare e rileggere una regione che trova nella Resistenza uno dei suoi tratti identitari. Nelle città, nelle campagne, nelle valli e sui monti la storia lascia i suoi solchi profondi. La linea Gotica è uno di quei segni. Nel presentare il sistema regionale di musei e luoghi di memoria della Resistenza e della seconda guerra mondiale, il volume parte dalla storia per ricostruire la geografia dei siti e la loro evoluzione nel tempo dal dopoguerra a oggi di tutta l’Emilia Romagna. • Edizioni ARTESTAMPA

venerdì 24 luglio 2009

17 agosto 2009 "L'alimentazione in tempo di guerra"


L'ALIMENTAZIONE IN TEMPO DI GUERRA
Canevare di Fanano - Lunedì 17 Agosto

ne parliamo a tavola, con Enrico Belgrado, esperto di storia e alimentazione, degustando un menu a tema, ...perché mangiando ricordiamo meglio!
Le tessere annonarie, i buoni di prelevamento, la borsa nera e le “strategie di sopravvivenza”: come la necessità diventa volano di ingegnosità. La campagna produce, la città consuma. Un quintale di grano in cambio di una pentola di zinco. Strumenti e tattiche di sopravvivenza in cucina (surrogati, alimurgia e … "prodotti tipici”). Come e perché prodotti nati come prodotti di sopravvivenza ora si trovano solo nei ristoranti più rinomati. I concetti di scarsità, abbondanza, spreco.
Nel pomeriggio si prosegue con la presentazione del libro "La linea gotica e le stragi" e l’aperitivo con l’autore Massimo Turchi.

Info e prenotazioni:
Agriturismo del Cimone La Palazza
Via Calvanella 710 - Canevare di Fanano
tel. 0536.69311 - 335.6266972
www.agriturismodelcimone.it

www.progettolineagotica.eu

giovedì 23 luglio 2009

14 agosto 2009 "Linea Gotica: i luoghi e le battaglie"

Circolo Culturale Castel d’Aiano
LINEA GOTICA: I LUOGHI E LE BATTAGLIE

Venerdì 14 Agosto 2009
Castel d’Aiano

Sala Civica

Ore 20,30
Proiezione al Plastico multimediale della Linea Gotica

Ore 21,15
Presentazione del libro
"La Linea Gotica, i luoghi dell'ultimo fronte di guerra in Italia"
di Gabriele Ronchetti

Proiezione di diapositive dedicate ai luoghi e alle battaglie sulla Linea Gotica dall’Adriatico al Tirreno Interverranno, insieme all’autore, Daniele Amicarella e Massimo Turchi, ricercatori storici e saggisti della Linea Gotica, per commentare il libro, raccontare le diapositive e rispondere alle domande del pubblico.
Ingresso Libero

sabato 27 giugno 2009

Presentazione dvd "4 luglio 1944. La strage di Biagioni"


5 luglio 2009 - ore 10
Pro Loco di Biagioni Granaglione (BO)
presentazione del documentario
"4 luglio 1944. La strage di Biagioni"

a cura dei ricercatori storici: Alessandro Borri e Beatrice Magni


Saluti: Renato Mattioli (Presidente Pro Loco di Biagioni) e Antonio Baruffi (Dirigente scolastico I.C. Castel di Casio-Granaglione)
Interventi: Giuseppe Nanni (Sindaco Comune di Granaglione), Walter Vitali (senatore), Fabio Giannelli (Istituto Storico della Resistenza di Pistoia), Paolo Zanca (Vice Presidente dell'Assemblea legislativa Regione Emilia Romagna), Alberto Ronchi (Assessore cultura, sport, progetto giovani Regione Emilia Romagna).
Saranno presenti: Maria Elisabetta Pasquali (Banca di Credito Cooperativo Alto Reno), Carla Strufaldi (Sindaco Comune di San Marcello Pistoiese), Nerino Aguari (Anpi Pracchia sez. Ludovico Venturi), Angiolino Venturi (Ass. reduci e combattenti Granaglione).

Regione Emilia Romagna
Comune di Granaglione
Comune di Sambuca Pistoiese
Comune di San Marcello Pistoiese
Banca di Credito Cooperativo Alto Reno
Istituto per la Storia della Resistenza e della società contemporanea della Provincia di Bologna
Istituto Storico della Resistenza di Pistoia
Anpi Provinciale di Bologna
Anpi Pistoia
Anpi Pracchia sez. Ludovico Venturi
Comitati Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto
Associazione Reduci e Combattenti di Granaglione

venerdì 26 giugno 2009

Presentazione del libro di Paolo Pezzino e Luca Baldissara "Il Massacro"


Dalla Rivista del Mulino riportiamo la notizia della presentazione del libro di Paolo Pezzino e Luca Baldissara "Il Massacro. Guerra ai civili a Monte Sole".
Tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 nell'Appennino bolognese, intorno a Monte Sole, le truppe tedesche compiono il più grande massacro di popolazione civile perpetrato sul fronte occidentale durante la seconda guerra mondiale, noto come "strage di Marzabotto". Quasi ottocento persone vengono uccise in oltre cento diverse località di eccidio distribuite sul territorio. La storia del massacro è ricondotta in questo libro al contesto in cui maturò: al rapporto tra partigiani e popolazioni e alle ragioni che consentirono ai soldati tedeschi di vedere in donne e bambini un nemico da sterminare.

Il libro viene presentato
- Il giorno 4 luglio, alle ore 10, presso la Sala Consigliare del Comune di Marzabotto, alla presenza degli autori, di Celestino Porro, del senatore Giovanni Bersani e di Don Athos Righi, priore della Piccola Famiglia dell'Annunziata (grazie al Consorzio di gestione del Parco Storico di Monte Sole).
- Il giorno lunedì 6 luglio alle 18, presso la Libreria.coop Ambasciatori di Bologna, in via Orefici, 19, alla presenza degli autori e di Carlo Galli, Paolo Prodi e Walter Vitali. Modera l’incontro Michele Smargiassi