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giovedì 1 marzo 2012

Inghilterra 3 luglio 2012: "Contested Histories"



Representing the past is a contested and dissonant process. The
promotion of particular voices and stories within history in line with
the simultaneous suppression of others is an action which is both
directed by and influences the politics of identity, performances of
power and reaction to contemporary circumstance. But alongside
authoritative and officially endorsed versions of the past are
instances of cultural resistance which seek to challenge the agreed
conventions and fill silences. Alan Rice (2010) has described
occurrences of artistic reaction to dominant historical narratives as
'Guerrilla Memorialisation'. Through this terminology the importance
of recognising these gestures as a distinctly active, political and
performative process. Whilst these actions stand as important acts of
resistance in their own right, it seems important to question and
indeed try to understand the consequences of these processes of http://www.blogger.com/img/blank.gif
challenge. What are the legacies of such acts and what is their impact
on official narratives? What are the boundaries and limitations of
resistance to authoritative versions of the past and by whom are they
imposed? Who are the audiences for this resistance and how is it
received?

http://contestedhistories.blogspot.com/2012/01/call-for-papers.html

Danimarca, 10-12 marzo "Matchpoints Seminar 2012 Conflict in Memory: Interpersonal and Intergenerational Remembering of War, Conflict and Transition"


Presentation

War, conflicts and transitions have always played a significant role in defining communal identity, often with reference to events that happened centuries ago.

The role of passing on collective memories of these types of events has become even more complex in a globalizing world, where new configurations of cosmopolitan memories challenge more locally and nationally based memories.

The many aspects of societies’ remembering and forgetting call for interdisciplinary cooperation.

This conference brings together the fields of history, psychology, literature, and cultural studies and presents new research on how memories of war, conflict and transition are passed on from generation to generation and how these processes transform and shape identities.

http://matchpoints.au.dk

lunedì 20 febbraio 2012

Challenging History 2012


Il progetto "Storie di uomini in guerra sulla Linea Gotica" sbarca a Londra!
Il 24 febbraio interverremo nell'evento Challenging History 2012 nell'University City od London.
Friday 24th February, City University London

11.00am
Panel Discussion 2 (NS)
Chair: Emma King
"As a society, how do we remember the past, and in what form?"
Emma King, Project Manager and representatives from the Sharing European Memories at School project, with colleagues from Aranzadi Society of Sciences (Spain), Massimo Turchi, Futura Spa (Italy), Stiftelsen Arkivet (Norway), Royal Armouries Museum (UK)

16.00pm
1. "Using the living diorama in the educational project ‘The war of the fathers narrated by sons" Massimo Turchi, Head of Storie di uomini in guerra sulla linea gotica (Stories of men at war on the Gothic line) educational project, Associazione Linea Gotica - Officina della memoria (Italy)

Il programma è scaricabile qui!

venerdì 3 febbraio 2012

La Corte dell'Aja dà ragione a Berlino: stop agli indennizzi per le vittime italiane delle stragi naziste


da: Il Sole 24 ore online del 3 febbraio 2012
La Corte dell'Aja dà ragione a Berlino: stop agli indennizzi per le vittime italiane delle stragi naziste

La Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha accolto il ricorso della Germania contro l'Italia per ottenere il blocco delle indennità alle vittime dei crimini nazisti. Secondo la sentenza l'Italia «ha mancato di riconoscere l'immunità riconosciuta dal diritto internazionale» a Berlino per i reati commessi dal Terzo Reich.

La lettura della sentenza è durata 80 minuti. La Corte ha accolto tutti i punti di ricorso presentati dalla Germania che accusava l'Italia e il suo sistema giudiziario di «venire meno ai suoi obblighi di rispetto nei confronti dell'immunità di uno Stato sovrano come la Germania in virtù del diritto internazionale». La Corte dell'Aja ha poi concordato con la richiesta di Berlino di «ordinare all'Italia di prendere tutte le misure necessarie» affinchè le decisioni della giustizia italiana che contravvengono alla sua immunità siano prive d'effetto e che i suoi tribunali non pronunzino più sentenze su simili casi.

Il contenzioso tra Italia e Germania presso la Corte dell'Aja, il più alto organo giudiziario dell'Onu, è cominciato il 23 dicembre del 2008, quando Berlino ha deciso di ricorrere contro la sentenza della Cassazione del 21 ottobre 2008 che ha riconosciuto la Germania responsabile per essere stata la "mandante" dei militari nazisti che il 29 giugno del 1944 uccisero 203 abitanti di Civitella, Cornia e San Pancrazio (Arezzo), sparando a donne, bambini, uomini e vecchi, compreso il parroco del paese.

La sentenza della Cassazione a suo tempo è stata considerata un "precedente storico" sancendo per la prima volta il diritto per le vittime delle stragi naziste ad essere risarcite nell'ambito di un procedimento penale. Nessun altro Paese al mondo aveva mai intentato cause di risarcimento nei confronti della Germania in ottemperanza alla clausola dell'immunità giurisdizionale. Il contenzioso tra Roma e Berlino ha portato all'iscrizione di un'ipoteca giudiziaria su Villa Vigoni, centro culturale italo-tedesco in provincia di Como. (Ansa)

lunedì 21 novembre 2011

24-25 novembre 2011: A S.Giovanni in Persiceto il prossimo meeting del progetto europeo SEM@S



www.memoriesatschool.eu

Lo spazio dedicato al progetto sul sito
"Uomini in guerra sulla Linea Gotica"


Il 24 e il 25 novembre, a San Giovanni in Persiceto (Bo), si terrà il prossimo meeting del progetto europeo "Sharing European Memories ad School (SEM@S)"


Oltre a Futura S.p.A. che organizza l'evento, saranno presenti:

Aranzadi Society of Sciences
Donostia – San Sebastian (Basque Country – SPAIN)

Stiftelsen Arkivet
Kristiansand (NORWAY)

Adam Mickievicz University
Poznan (POLAND)

Kranj City Library
Kranj (SLOVENIA)

Royal Armouries
Leeds (UNITED KINGDOM)

lunedì 11 ottobre 2010

Budapest (Ungheria), 25 ottobre 2010, convegno: "La fede in una libera Italia - La diplomazia italiana e l'Ungheria"

Abbiamo ricevuto la notizia di questo convegno da Eva Framarino che abbiamo conosciuto alcuni giorni fa. Lei è la nipote di Attilio Perrone Capano (vice console dell'ambasciata italiana in Ungheria) che il 2 gennaio 1945, mentre tentata di passare il fronte (era partito da Roncoscaglia) morì assiderato in località Arca di Canevare di Fanano. Siamo impegnati in un lavoro di ricerca di documentazione locale per aiutarla a comporre, il più completamente possibile, il puzzle delle ultime ore di Attilio.


L'Istituto Italiano di Cultura di Budapest
l'Istituto di Italianistica della Facoltà di Lettere dell'Università Eötvös Loránd
e il Comitato di Budapest della Società Dante Alighieri
hanno il piacere di invitare la S.V. al seminario
"La fede in una libera Italia" - La diplomazia italiana e l'Ungheria

lunedì 25 ottobre 2010, ore 15,00
Sala Conferenze dell'Istituto Italiano di Cultura
(1088 Budapest, Bródy S. u. 8. - Tel.: 483-2040)

Indirizzi di saluto:
Salvatore Ettorre (Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Budapest)

Interverranno:
Elena Dundovich (Università di Pisa) - La politica estera italiana dalla caduta di Mussolini alla liberazione, 1943-1945
Eva Framarino (Torino) - Un pugno di farina d'Ungheria

Intervallo

Ilona Fried (Università degli Studi Eötvös Loránd) - Memoriali sulla Diplomazia Italiana di Budapest: Carlo de Ferrariis Salzano, Antonio Widmar e altri
Fabrizia de Ferrariis Pratesi (Roma) - Ricordi d'infanzia e scuola di vita
Stefano Caccialupi (Roma) - Ricordi


Durante la manifestazione verrà assicurata la traduzione simultanea

giovedì 22 luglio 2010

Crimini nazisti in Italia, Corte internazionale dell’Aja nega risarcimenti alle vittime italiane

Da Direttanews.it del 21 luglio 2010 riportiamo l'articolo di Ferdinando Pelliccia

Crimini nazisti in Italia, Corte internazionale dell’Aja nega risarcimenti alle vittime italiane

La Corte internazionale di giustizia dell’ Aja ha respinto il ricorso presentato dall’ Italia che chiedeva alla Germania indennizzi alle vittime italiane dei crimini compiuti dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Il ricorso è stato respinto con 13 voti su 14. Per i giudici internazionali la richiesta italiana ‘è irricevibile’. A questa sentenza l’Italia potrà fare appello entro il 14 gennaio prossimo. La Germania di fatto, ha ottenuto un grosso successo in quanto si era rivolta alla Corte ONU nel 2008 dopo che una sentenza della Corte di Cassazione italiana, nello stesso anno, aveva riconosciuto ai familiari di alcune vittime il diritto a ottenere indennizzi individuali da parte della Germania.

In particolare ai familiari di alcune vittime di una strage compiuta il 29 giugno 1944 quando 203 civili vennero massacrati dai soldati dell’esercito del Terzo Reich, a Civitella in Val di Chiana, Cornia e San Pancrazio, in Toscana. L’Alta corte italiana aveva quantificato l’indennizzo a circa 800mila euro. La cancelleria tedesca sulla base di un accordo del 1961, ha versato all’Italia un risarcimento per i danni di guerra una tantum pari a 40 milioni di vecchi marchi. Dopo di che ha negato ogni ulteriori indennizzo. Il successo acquisito ha una valenza particolare in quanto stoppa una possibile ‘corsa’ all’indennizzo se la sentenza, emessa da una corte internazionale, fosse stata sfavorevole. Commentando le determinazioni della Corte Internazionale l’avvocato Roberto Alboni, che per conto di un gruppo di familiari della strage di Civitella aveva richiesto l’indennizzo alla Germania, ha affermato: “Non è stato un successo della Germania, ma solo un passaggio tecnico che nulla cambia sul fronte degli indennizzi”. “In sostanza è solo un pronunciamento giurisdizionale. L’Aja ha dichiarato ‘irricevibile’ il ricorso dell’Italia verso la Germania, ma non si è pronunciata nel merito”, ha spiegato Alboni che ha concluso sottolineando come. “che sia la Germania o che sia l’Italia, alla fine di questa vicenda qualcuno pagherà e dovrà risarcire le famiglie delle vittime”. Il riferimento è al dibattito in corso, fuori del Parlamento per ora, dove è in discussione un disegno di legge presentato alla Camera nel giugno 2009 riguardante le misure di equa riparazione a favore delle vittime delle stragi nazifasciste. Un progetto di legge non ancora calendarizzato e di cui è il primo firmatario il deputato del Pd, Gianluca Benamati. Presentando il disegno di legge Benamati a suo tempo aveva sottolineato che: “esso si propone di superare il grave ritardo scontato dalle inchieste, che nel passato ha pregiudicato l’esito delle indagini con evidenti difficoltà nell’accertamento delle responsabilità”. Il disegno di legge dispone anche l’istituzione di un fondo a favore della conservazione della memoria storica di quegli eventi con attività di ricerca storica, azioni di supporto alla manutenzione e custodia di opere dedicate alla memoria delle stragi e diffusione della conoscenza storica nelle scuole. In virtù di questo il vice presidente del Senato, Vannino Chiti, sempre del Pd, ha proposto l’istituzione di un museo per ricordare le stragi nazifasciste in Italia. Chiti ha anche individuato un possibile luogo in cui costituirlo: l’Altare della Patria a Roma.

Sono 695 le stragi compiute dai nazifascismi documentate negli archivi militari della Procura generale militare di Roma e rinvenute nel 1994. Episodi che hanno segnato la storia moderna dell’Italia: dalle fucilazioni indiscriminate alle rappresaglie ed eccidi perpetrati in tutto il territorio nazionale, specialmente in Toscana ed in Emilia Romagna. Sono nomi tristemente noti quelli dove tra il marzo e il settembre del 1944, a Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Civitella Val di Chiana, Vallucciole, San Godenzo, Monchio, Cervarolo, Tavolicci furono trucidati oltre 2.500 inermi civili, donne, vecchi e bambini.

sabato 5 settembre 2009

Danzica 70 anni dopo, Merkel: «Un miracolo l'Europa pacificata»


Da "Il Messaggero" del 1 settembre 2009
Danzica 70 anni dopo, Merkel: «Un miracolo l'Europa pacificata»
La cancelliera: «Mi inchino davanti ai 60 milioni di vittime» Anche Putin ammette gli errori

ROMA (1 settembre) - Sotto il monumento agli eroi di Westerplatte si celebra oggi il 70/mo anniversario dello scoppio della seconda guerra mondiale. Sono giunti nella città polacca una ventina di capi di governo, fra cui il premier russo Vladimir Putin, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente del consiglio Silvio Berlusconi.
La trasformazione pacifica dell'Europa dopo «il terrore e la violenza» della seconda guerra mondiale è un «miracolo», ha detto la cancelliera tedesca nel suo discorso alle commemorazioni. «Nulla può esprimere meglio la differenza fra oggi e l'anno 1939 come l'amicizia fra i nostri popoli» europei, ha aggiunto.
«Mi inchino davanti ai 60 milioni di vittime» della seconda guerra mondiale, ha detto ancora la cancelliera tedesca nel passaggio più toccante del suo discorso. Ha poi aggiunto alla rete Tv Ard che la Germania ha la colpa di avere scatenato la guerra ma anche l'espulsione di oltre 12 milioni di tedeschi dopo il '45 dalla Polonia fu «un'ingiustizia e deve essere detto».
Putin ammette gli errori. Anche da Putin, un accennato atto di contrizione, anche se non le scuse tanto attese dai polacchi per il patto Hitler-Stalin, firmato il 23 agosto 1939 dai ministri degli esteri Ribbentrop-Molotov con cui tacitamente Russia e Germania si accordavano per spartirsi la Polonia. Tutti i patti stretti con la Germania nazista nel '34-'39 erano «moralmente inaccettabili», ha ammesso Putin includendovi quindi tacitamente anche quello Hitler-Stalin. «Dobbiamo ammettere gli errori, il nostro paese l'ha fatto, il parlamento russo ha condannato il patto Molotov-Ribbentrop, abbiamo il diritto di aspettarci la stessa cosa anche dagli altri paesi che hanno fatto accordi con i nazisti», ha detto.
Anche la Polonia ha fatto oggi la sua parte di ammissioni ma ha rimandato i rilievi di Putin al mittente: «fu un errore e un peccato» che la Polonia partecipasse alla divisione della Cecoslovacchia nel 1939, ha detto il presidente polacco Lech Kaczynski. «La Polonia lo sa ammettere», altri no, ha sottolineato alludendo a Mosca. Durante le celebrazioni inoltre aveva onorato la memoria di «tutti i soldati che nella seconda guerra mondiale hanno lottato contro la Germania nazista e il totalitarismo bolscevico».
L'inizo della cerimonia. Poco dopo le 4.45, ora del primo colpo di cannone l'1 settembre 1939, partito dalla corazzata tedesca Schleswig-Holstein verso la base militare polacca, che segnò l'inizio dell'invasione della Polonia da parte della Germania nazista, è stato intonato oggi a Westerplatte l'inno nazionale polacco, la cui prima strofa recita: «La Polonia non è ancora morta».
Con l'inno è iniziata la prima parte delle commemorazioni riservata solo alle autorità polacche. «Westerplatte è il simbolo della resistenza eroica dei deboli contro più forti», ha detto Kaczynski ricordando i primi giorni della guerra quando la Polonia ha dovuto affrontare da sola l'invasione delle truppe di Hitler senza poter contare sull'aiuto di nessuno Stato. Facendo riferimento al Patto fra i ministri degli esteri tedesco e sovietico, Joachim Ribbentropp e Wienceslaw Molotov, e all'invasione dell'Armata rossa del 17 settembre 1939 dei territori orientali della Polonia, Kaczynski ha detto che si trattò di «un coltello messo alle spalle della Polonia».
Fra gli eventi tragici della guerra, Kaczynski ha menzionato l'Olocausto ma anche Katyn (la strage di ufficiali polacchi da parte dei sovietici nel '40). Facendo le debite differenze, Kaczynski ha detto che così come la Germania nazista sterminò sei milioni di ebrei «perché erano ebrei», l'Urss ha trucidato oltre 20mila ufficiali polacchi «perché erano polacchi».
Il premier Tusk ha ribadito che senza la memoria l'Europa non sarà veramente sicura. Il messaggio più breve e significativo è stato lanciato da uno dei quattro sopravvissuti dei difensori di Westerplatte. «Mai più la guerra», ha detto Ignacy Skowron, che assistito alla ceremonia su una sedia a rotelle.

mercoledì 21 gennaio 2009

ERA - European Resistance Archive


Navigando in internet mi sono imbattuto in questo interessante progetto europeo www.resistance-archive.org, per l'Italia è coinvolto l'Istituto Storico di Reggio Emilia, peccato che dal 2007 non abbia più avuto aggiornamenti. E' in inglese.

What is ERA?
ERA is a space in which individual stories of people having resisted against the terror, humiliation and despair fascism brought over Europe are kept alive and visible for everybody. The protagonists and eyewitnesses will disappear in the next years. Soon, there will be no other testimonies of the happenings apart from those having been collected, recorded, recounted and written down. The value of eyewitness interviews is unique. No book or film can replace the opportunity of watching eyewitnesses tell their stories of resistance and independent decision to do so. The European Resistance Archive will enable the documentation of this precious knowledge. It offers video interviews with women and men having taken part in the antifascist resistance. In Europe, these testimonies are often only available to those personally visiting archives or documentary centres. Currently six countries are involved in the project: Poland, Slovenia, Austria, France, Italy and Germany. But it would be in the sense of the project to extend the range of countries and in future being able to integrate every European country being afflicted by fascism and Nazism. ERA is defined to be an open and growing website and it bears the possibility of being extendible in various directions. It should work as a first step in a network of historical research covering the various faces of the European resistance. In the process of creating this new platform, young people participated actively in the realization of the project in form of doing the interviews. The young participants were guided in their work by historians, memory worker and a professional video-team. We hope that this creates an understanding and coming together of the different generations and makes the understanding of the history of Europe possible.

ERA Goals
ERA Memorial Trip, Auschwitz March 2007, Eyewitness Henryk Mandelbaum speaking. The European Resistance Archive (ERA) wants keep the knowledge of the resistance alive und wants to demonstrate by which means people contributed in the liberation of national socialist rule by their decision to fight against fascism, occupation and extermination. ERA offers a specific knowledge of the diversity of the resistance movements and different outcomes in their national contexts. Aim of ERA is to create a common understanding of European rights as the result of a historical path characterized by the fight against fascism/Nazism. The active role of women in the fight against fascism/Nazism should be recognized. People of different political, social and religious motives fought in the resistance and did so because of their conscience. ERA wants to create and spread an European awareness that the resistance against fascism and nazism played a constitutive role in the creation of the new Europe. ERA will promote a methodology in order to teach younger generations how to interact with historical witnesses and how to grasp the nuances of their testimonies to acknowledge these experiences as a specific knowledge of history. Interested individuals, school-classes and universities can participate actively in the work of ERA. In the current historical discourses, especially in the educational systems of schools, still a national perspective dominates in most countries. We want ERA to become a forum, in which the different national perspectives come together and lead to an understanding of European history, for which the resistance against fascism and Nazism played a constitutional role. A Europe-wide research of already existing video-materials of eye-witnesses is aimed at to integrate these recordings into the archive. Of course, this is strongly connected to financial securities. Any future activities depend on funding/other possibilities to keep the work on ERA going.

mercoledì 5 novembre 2008

Cittadini olandesi onorano un soldato tedesco

Su "Welt online" del 17 ottobre scorso è apparso l'articolo nel quale alcuni cittadini olandesi vogliono onorare un soldato tedesco.
"L'immagine dei Tedeschi in Olanda sta dimostrando un barlume di speranza dopo le atrocità naziste. Nel piccolo villaggio di Goirle, alcuni civili hanno deciso di erigere un monumento a Karl-Heinz Rosch, un soldato tedesco della Seconda Guerra Mondiale che il 6 ottobre 1944, dato la sua vita per salvare due bambini."
http://www.welt.de/english-news/article2589665/Dutch-citizens-honor-a-Wehrmacht-soldier.html

L'informazione ci è stata segnalata da Roeland Paardekooper presidente dell'associazione internazionale "Exarc" che si occupa di tutto quello che riguarda l'archeologia sperimentale dei musei all'aperto, incluso le metodologie del living-history.