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domenica 23 settembre 2012

“QUEL SOGNO ANGOSCIOSO”


“QUEL SOGNO ANGOSCIOSO”

Dimmi nonno come andò quel tuo ultimo giorno
su questa maledetta terra?
Da sempre questa domanda mi ha assillato.
sapere se avevi reagito in difesa dei figli e dei nipoti,
o se per primo ti freddarono quegli avvoltoi.
Credi questo pensiero 
un chiodo fisso è stato, nella mente mia.
Tante son le domande che farti vorrei,
 su quegli ultimi terribili momenti,
 sulla triste sorte che il destino ti aveva serbato. 

******

Solo alla fine quando a trovarmi verrai,
allora riuniti questo tu potrai sapere.
Ma voi dopo tanto supplizio,
tanti scempi tanta vigliaccheria 
perché nulla faceste? 
Non vendetta ma giustizia si doveva fare.
Nulla di tutto questo è stato fatto.
Dimenticati da tutti siamo stati.

*****

Hai ragione nonno.
Per questo che io ti voglio ricordare.
Scrivere gridare e far saper, che ciò che accadde, 
mai più possa accadere.


Il nonno dell’autore è stato ucciso assieme a due figli, due figlie, ed una nipotina dai nazifascisti nella strage di Vinca del  24 agosto 44

mercoledì 11 luglio 2012

Santa Giulia di Palagano (Mo), 22 luglio 2012: escursione con diorama vivente "17 marzo 1944, il giorno prima della strage"

Domenica 22 luglio 2012
Santa Giulia di Palagano (Modena)


Diorama vivente
"17 marzo 1944, il giorno prima della strage"


Ritrovo presso il Centro servizi al Turista, Parco Santa Giulia, ore 9.45

Il 18 marzo 1944 reparti della divisione corazzata tedesca “H. Göring” arrivarono nella zona di Monchio, Susano, Savoniero e Costrignano (Palagano) e compirono la strage più importante della provincia di Modena: 140 le vittime accertate. Nel 2005 è iniziato il processo contro sette tra ex-ufficiali e soldati conclusosi con una condanna all’ergastolo in primo grado a luglio 2011. Una camminata nella storia nei luoghi che videro l’inizio della Resistenza armata in montagna e furono teatro della strage. Ascolteremo le voci dei protagonisti prima della strage. 



Ore 14.00, Sala Conferenze
Centro Servizi al Turista – Parco Santa Giulia

Proiezione del documentario
“La malora – 18 Marzo 1944” – 50”
di Vera Paggi
Una produzione Rainews24 - Rai CPTV Milano - 2010


"e poi fecero la Malora…" lo dice così Bruna Libbra, raccontando quel giorno del 18 marzo 1944, quando i tedeschi della divisione esploratori del reparto Herman Goring, fecero scempio di donne e bambini e uomini e poi di case e di ricordi.

Costo: gratuito
Pranzo al sacco a cura dei partecipanti. 
Diorama a cura di Ass.ne Officina della memoria, in collaborazione con Istituto Storico di Modena e il Consorzio di Promo-commercializzazione turistica Valli del Cimone

www.progettolineagotica.eu



mercoledì 16 maggio 2012

Strage di Fraghereto e Tavolicci: Comunicato stampa relativo all'udienza del 11/52012 presso il Tribunale Militare di Verona

COMUNICATO STAMPA Venerdi 11 maggio presso il Tribunale Militare di Verona si è tenuta la terza udienza del processo per la strage di Fragheto di Casteldelci. Avanti i giudici Santoro, Bonafiglia e Miccoli, i tre imputati Weis Karl, Schafer Karl e Plege Ernst, già dichiarati contumaci, erano difesi dagli avvocati Turco, Vassallo e Vinci tutti d’ufficio sostituiti dall’avv. Vetturato del foro di Verona. Per le parti civili erano presenti l’avv. Valenti per i familiari delle vittime, per le Provincie di Rimini e Pesaro e per il Comune di Casteldelci, l’avv. Speranzoni per l’ANPI nazionale, anche in sostituzione dell’avv. Giampaolo per la Regione Emilia Romagna. L’avvocatura dello Stato in rappresentanza della Presidenza del consiglio dei ministri, già costituitasi parte civile, ieri non era presente. L’udienza si è svolta con l’ultima verifica delle costituzioni di parte civile che sono state tutte ammesse, stante l’ulteriore produzione di certificati anagrafici per verificare i gradi di parentela della parti civili con le vittime della strage. Si è passati poi all’esame del Maresciallo Giannoni che aveva condotto le indagini in prima persona prima per la Procura di La spezia e poi per quella di Verona. Il militare ha ricostruito le vicende che hanno portato all’individuazione del battaglione tedesco che operò a Fragheto il 7 aprile 1944 e a alle ricerche per individuare gli ufficiali del gruppo di comando ancora in vita, fra cui i tre imputati. E’ stata poi la volta del consulente tecnico della Procura di Verona Prof. Marco RENZI che ha ricostruito nel dettaglio i quattro episodi contestati agli imputati: l’assalto e l’uccisione di feriti nella infermeria di Capanne, la fucilazione di prigionieri nel combattimento di Calanco di sotto, la strage di civili con donne vecchi e bambini di Fragheto e la fucilazione degli otto martiri la Ponte Carattoni. L’udienza, che è durata quattro ore, è stata seguita anche da persone provenienti dalla zona di Casteldelci. E’stata poi confermata la data del 5 giugno per l’audizione dei testimoni in aula. Per quel giorno, l’amministrazione comunale di Casteldelci in collaborazione con le amministrazioni provinciali di Rimini e Pesaro, stanno organizzando un pulman per trasportare i testimoni, le parti civili e quanti vorranno partecipare all’udienza. Rimini li 12 maggio 2012 Avv. Lorenzo Valenti

sabato 12 maggio 2012

Sönke Neitzel-Harald Welzer "Soldaten. Combattere uccidere morire. Le intercettazioni dei militari tedeschi prigionieri degli Alleati"


Segnaliamo l'uscita del libro di Sönke Neitzel-Harald Welzer: "Soldaten. Combattere uccidere morire. Le intercettazioni dei militari tedeschi prigionieri degli Alleati", Garzanti, Milano (2012)

Dal sito Daringtodo.com

"Libri. Soldaten, le intercettazioni shock dei soldati nazisti"


Sembra che della seconda Guerra Mondiale si conosca ogni cosa, e non è vero. La mitologia del grande conflitto scricchiola spesso, e, certe leggende, se passate al vaglio dei documenti si rivelano inesorabilmente false, come il mito di una Wehrmacht “pulita” e fatta da uomini d’onore, mito che tanta diffusione ha avuto in Germania, e che ha trovato a distanza di quasi 70 anni, puntuale smentita. Uno storico, Sönke Neitzel e uno psicologo, Harald Welzer, ci raccontano che i ligi soldati dell’esercito tedesco, così come gli ufficiali della Luftwaffe “non erano migliori delle SS”. Si sono macchiati di crimini innegabili e l’uccisione era per loro normale routine, anche quando riguardava donne, bambini e civili innocenti, presi com’erano a risultare “perfetti nazisti spietati“.
Da più parti è stato definito un libro sconvolgente, “Soldaten – Combattere, uccidere, morire”, uscirà in Italia il 19 aprile edito da Garzanti; per realizzarlo Neitzel e Welzer hanno spulciato per anni negli archivi di stato di Londra e Washington, a caccia delle intercettazioni delle conversazioni tra migliaia di prigionieri tedeschi, avvenute dal ’40 al ’45. Infatti, nel corso della guerra inglesi e americani operarono intercettazioni sistematiche nei campi di prigionia; registrarono su vinile i passi più interessanti e redassero copie a stampa riempiendo oltre 150 mila pagine di verbali. Quel materiale passato al vaglio dei due autori offre una chiave di lettura inedita della guerra, dei suoi orrori e dell’animo di chi è chiamato a combatterla. Nelle trascrizioni degli interrogatori, si leggono dichiarazioni talvolta raccapriccianti, come quando i soldati tedeschi parlano di “divertimento” e “puro divertimento” nel massacrare civili innocenti e truppe nemiche.
Un caporale chiamato S. raccontava di quando la sua unità si trasferì in un villaggi in Italia dopo la caduta del governo Mussolini, il primo compito era sempre quello di uccidere un paio di civili, poi l’asticella si alzò :«In Italia, in ogni posto dove arrivavamo, il tenente diceva sempre: “Per prima cosa facciamone fuori qualcuno! Fatene fuori venti, così avremo un po’ di calma, che non si facciano strane idee!”.» si legge in una conversazione del 19 dicembre 1944. Dal fronte orientale, alle incursioni sulla Gran Bretagna, alle invasioni in Italia, Francia e Nord Africa, le testimonianze coprono larga parte del teatro di guerra. Un aviatore della Luftwaffe, identificato come B pilot, riferisce del “divertimento enorme” nello sparare sulle colonne di civili in fuga lungo le strade di Francia e Belgio nel 1940 “è stato un grande successo, bello, enorme, fantastico divertimento!“. In un’altra intervista, lo stesso pilota parlando della celebre Battaglia d’Inghilterra, diceva che era “favoloso” vedere le finestre delle case tremare e aggiungeva: “Sul mercato abbiamo visto persone che si sono riunite, la gente parlava. Abbiamo tirato fuori le pistole. E’ stato divertente”. E sempre durante la Battagli d’Inghilterra, un altro pilota: “…abbiamo visto una festa in una villa, abbiamo sparato, ragazze in abito sexy e uomini in abito elegante schizzavano via nel sangue, amico mio che divertimento“. Un altro si vantava: “Nella nostra squadra ero conosciuto come il “sadico professionale”. Ho buttato giù tutto: gli autobus, un treno di civile a Folkestone. Ho ucciso ogni ciclista”. Un altro aviatore, denominato P pilot, ha raccontato come fosse stato “davvero triste” avere mitragliato i cavalli dell’esercito polacco durante l’attacco a Poznan nei primi giorni della guerra: “La gente non mi preoccupava, ma mi dispiacerà per quei poveri cavalli fino alla fine dei miei giorni ...”. L’elenco di atrocità è lungo, si parla – tra l’altro – di stupri atroci e di navi affondate cariche di bambini, l’inimmaginabile.
Ha detto un critico che prima di Soldaten, i tedeschi potevano trarre conforto dal fatto che i crimini dei loro soldati fossero limitati a pochi. Non è più vero tutti, o molti, a quanto pare, furono contaminati dal nazismo e infusi di sete di sangue. E cade anche quanto sostenuto fino ad oggi dagli storici, ovvero che era quasi impossibile per un soldato della Wehrmacht avere informazioni circa l’uccisione degli ebrei. Le conversazioni intercettate confermano invece che praticamente tutti sapevano , o almeno avevano il sospetto e non sono mancati soldati che di tanto in tanto hanno partecipato volontariamente alle fucilazioni di ebrei.

lunedì 23 aprile 2012

4 maggio 2012, Bologna "I CRIMINI CONTRO L’UMANITA’ E LA GIUSTIZIA INTERNAZIONALE"



I CRIMINI CONTRO L’UMANITA’
E LA GIUSTIZIA INTERNAZIONALE

Facciamo il punto dopo la sentenza dell’Aia sui risarcimenti alle vittime
delle stragi nazifasciste in Italia durante la seconda guerra mondiale.
Venerdì 4 maggio, ore 17,30


Sala Convegni Centro Italiano di Documentazione della Cooperazione e l’Economia Sociale
Via Mentana, 2 - Bologna

Paolo Capuzzo (Fondazione Gramsci) – Saluti
Alberto De Bernardi (Istituto Parri) – Saluti
Ne discutono:
Silvia Buzzelli – Docente di procedura penale europea e sovranazionale presso l'Università Milano-Bicocca
Marco De Paolis – Procuratore Militare della Repubblica di Roma
Andrea Speranzoni – Avvocato del Foro di Bologna
Gian Luca Luccarini - Presidente Associazioni vittime Monte Sole
Walter Vitali – Senatore della Repubblica
Coordina Andrea Marchi (ISREBO)

All’incontro parteciperanno familiari delle vittime dell’eccidio di Monte Sole, amministratori locali, rappresentanti politici e della società civile, esperti che porteranno il loro contributo alla riflessione comune, affinché della delicata questione e dei suoi riflessi internazionali si continui a parlare, nella direzione di una giustizia completa da rendere.
Nell’occasione verrà presentato per la prima volta a Bologna il volume La ricostruzione giudiziale dei crimini nazifascisti in Italia, curato da M. De Paolis, A. Speranzoni e S. Buzzelli, edito da Giappichelli, recentemente pubblicato.

giovedì 19 aprile 2012

25 aprile 2012: Marcia della Pace Fragheto - Tavolicci (Forlì Cesena)



Marcia della pace: Fragheto - Tavolicci
Casteldelci - mercoledì 25 Aprile 2012


Una giornata sui luoghi della memoria e una marcia della pace da Fragheto di Pennabilli a Tavolicci di Verghereto.

Programma:
Ore 10 Partenza da Fragheto alla volta di Tavolicci
Ore 12, 15 arrivo a Tavolicci
Ore 12,30 Buffet
Ore 14 Saluto ai convenuti dei sindaci di Casteldelci e Verghereto
Ore 14,15 Intervento del prof. Domenico Pazzini, leggere la Costituzione.
Ore 15 Concerto degli FFF Folli Folletti Folk

Per il buffet è previsto un contributo di 10 euro. E’ gradita la prenotazione entro mezzogiorno del 24 aprile ai seguenti numeri Istorecofo 0543 28999 (8 – 12); Comune di Casteldelci 0541 915423; Alessandra 349/8760654 349/8760654 anche SMS

Evento organizzato da:
Comunità Montana dell’Alta Val Marecchia
Il Borgo della Pace
Comune di Casteldelci
Comune di Verghereto
Coordinamento Provinciale per i Luoghi della Memoria Forlì-Cesena
Istituti per la Storia della Resistenza e Età Contemporanea di Forlì-Cesena e Rimini

giovedì 15 marzo 2012

Palagano, 16-18 marzo 2011: 68° Anniversario della strage di Monchio, Susasno, Savoniero e Costrignano,



VENERDI' 16 MARZO
9.30 - Palagano
Cinema Teatro comunale
Proiezione del documentario
LA MALORA
di Vera Paggi
Produzione Rai News 24
Rai CPTV Milano – 2010
A seguire, incontro degli allievi delle scuole del territorio con i testimoni della strage

SANATO 17 MARZO
15.30 - Monchio
Parco provinciale della Resistenza Monte Santa Giulia, Centro servizi al turista
Presentazione del libro
LA RICOSTRUZIONE GIUDIZIARIA DEI CRIMINI NAZIFASCISTI IN ITALIA
Interverranno gli autori:
Silvia Buzzelli, Docente di Procedura penale europea e sovranazionale
Giovanni de Paolis, Procuratore militare
Andrea Speranzoni, Avvocato

17.30 - Susano
CAMMINATA NEI LUOGHI DELLA STRAGE
Ritrovo presso la Sala del Circolo ACLI di Susano.
La camminata, della durata di 2 ore circa, non presenta particolari difficoltà. Arrivo alla Buca di Susano per assistere alla Cerimonia commemorativa delle vittime della strage

19.00 - Buca di Susano
CERIMONIA COMMEMORATIVA DELLE VITTIME DELLA STRAGE
Lettura di testimonianze e accompagnamento musicale a cura di Associazione culturale La Luna di Palagano

21.00 - Palagano
Cinema Teatro comunale
Proiezione del film
SOPRA LE NUVOLE
di Sabrina Guigli e Riccardo Stefani

DOMENICA 18 MARZO
9.00 - Savoniero
Chiesa di San Geminiano
SS MESSA IN RICORDO DELLE VITTIME DELLA STRAGE

10.30 - Lama di monchio
SCOPRIMENTO DELL’OPERA COMMEMORATIVA DELLE VITTIME DELLA STRAGE UCCISE NELLA FRAZIONE DI LAMA
Interverrà il Corpo bandistico palaganese

11.15 - Monchio
Parco dell’eccidio del 18 marzo
CERIMONIA COMMEMORATIVA DELLE VITTIME DELLA STRAGE, ALLA PRESENZA DELLE AUTORI

11.45 - Monchio
Parco provinciale della Resistenza Monte Santa Giulia, Centro servizi al turista
CONSIGLIO COMUNALE APERTO
Intervento delle autorità


Durante la manifestazione sarà possibile firmare la petizione per il conferimento della Medaglia d’oro al valore civile al Comune di Palagano
Per informazioni: Comune di Palagano
0536 97 09 18 / 328 24 73 358
sindaco@comune.palagano.mo.it

lunedì 27 febbraio 2012

Il presidente dell'Europarlamento a Marzabotto "Sconvolto dalla brutalità dei nazisti"


Da "La Repubblica - Bologna" del 25 febbraio 2012

Il presidente dell'Europarlamento a Marzabotto: "Sconvolto dalla brutalità dei nazisti"

Martin Schulz parla sia in tedesco sia in italiano ai superstiti della strage del 1944: "Uno dei crimini peggiori della Seconda guerra mondiale. Sono figlio di un soldato della Wehrmacht: dopo quello che è successo è un miracolo essere accolto come amico". Il sopravvissuto: "E' una brava persona"
"Non sono qui solo come Presidente del Parlamento europeo ma anche come tedesco": il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, omaggia le vittime dell'eccidio di Marzabotto, compiuto dai nazifascisti nell'autunno del 1944. Nella località sulle colline bolognesi persero la vita centinaia di persone. "Sono il figlio di un soldato della Wehrmacht: oggi un figlio tedesco di un soldato tedesco può essere qui come rappresentante di un'Europa internazionale. Questa è l'Europa. Dopo tutto ciò che è successo, è un miracolo essere accolto come un amico. Per questo regalo, perchè lo considero un regalo, vi sarò grato tutta la mia vita, grazie".
"Crudeltà inimmaginabile". Schulz - protagonista involontario di una battuta al Parlamento europeo di Silvio Berlusconi, "In Italia c'è un produttore che sta preparando un film sui campi di concentramento nazisti, la proporrò per il ruolo di kapò", gli disse l'ex premier, correva l'anno 2003 - sta portando avanti un tour istituzionale in Italia e oggi ricorda la strage di Marzabotto, "uno dei crimini peggiori della seconda guerra mondiale - lo ha definito lo stesso Schulz - nel quale una divisione dei nazisti ha assassinato crudelmente 800 persone tra donne, bambini e anziani". Schulz, che ha parlato sia in tedesco sia in italiano, si è detto "sconvolto e confuso per la brutalità dei tedeschi" e, rivolgendosi al sindaco di Marzabotto, Romano Franchi, e a uno dei sopravvissuti della strage, Francesco Pirini, che perse 14 familiari, alle Autorità e ad una scolaresca presente alla cerimonia, ha definito inimmaginabile "la crudeltà di quell'evento".
"Tenere viva la memoria". Ma Schulz ha voluto portare parole di riconciliazione. "I tedeschi di oggi - ha detto - non hanno una colpa personale in questi crimini, ma una grande responsabilità, quella di tenere viva la memoria e che questi crimini commessi dalla mia nazione non vengano mai dimenticati".
Il sopravvissuto. Ferruccio Lassi, classe 1928, è uno dei sopravvissuti della strage del '44: fa fatica a perdonare e non riesce a trattenere le lacrime. Di Schulz, col quale ha avuto anche un breve incontro, dice: "E' una brava persona, prende a cuore le cose, ho avuto una ottima impressione".
La visita in Italia. Il nuovo presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha scelto l'Italia per la sua prima visita ufficiale. E' nel nostro Paese da giovedì; ha già incontrato il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, il premier Mario Monti, e i presidenti delle Camere Gianfranco Fini e Renato Schifani.
(25 febbraio 2012)

La Memoria deve vivere. Sant’Anna di Stazzema e la pace: dalla memoria al futuro



La Memoria deve vivere. Sant’Anna di Stazzema e la pace: dalla memoria al futuro

28 febbraio ore 15:00, Sant’Anna di Stazzema


Martedì 28 febbraio dalle ore 15:00 a Sant’Anna di Stazzema si svolgerà al Museo Storico di Sant’Anna di Stazzema "La Memoria deve vivere. Sant’Anna di Stazzema e la pace: dalla memoria al futuro", un importante incontro organizzato dal Comune di Stazzema assieme a Regione Toscana, SPI-CGIL nazionale, Provincia di Lucca, UDU, CGIL Lucca, Associazione Martiri di Sant’Anna.
Argomento del dibattito sarà l’importanza della memoria e del ruolo del Parco Nazionale della Pace come punto di riferimento imprescindibile per la divulgazione e la promozione dei valori di pace.
Partecipano Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana; Carla Cantone, Segretario Generale SPI-CGIL; Michele Silicani, Sindaco di Stazzema; Enrico Pieri, Presidente Associazione Martiri di Sant’Anna; Stefano Baccelli, Presidente della Provincia di Lucca; Gianpaolo Mati, segretario generale CGIL-Lucca; Michele Orezzi, UDU- Unione universitari.

venerdì 3 febbraio 2012

La Corte dell'Aja dà ragione a Berlino: stop agli indennizzi per le vittime italiane delle stragi naziste


da: Il Sole 24 ore online del 3 febbraio 2012
La Corte dell'Aja dà ragione a Berlino: stop agli indennizzi per le vittime italiane delle stragi naziste

La Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha accolto il ricorso della Germania contro l'Italia per ottenere il blocco delle indennità alle vittime dei crimini nazisti. Secondo la sentenza l'Italia «ha mancato di riconoscere l'immunità riconosciuta dal diritto internazionale» a Berlino per i reati commessi dal Terzo Reich.

La lettura della sentenza è durata 80 minuti. La Corte ha accolto tutti i punti di ricorso presentati dalla Germania che accusava l'Italia e il suo sistema giudiziario di «venire meno ai suoi obblighi di rispetto nei confronti dell'immunità di uno Stato sovrano come la Germania in virtù del diritto internazionale». La Corte dell'Aja ha poi concordato con la richiesta di Berlino di «ordinare all'Italia di prendere tutte le misure necessarie» affinchè le decisioni della giustizia italiana che contravvengono alla sua immunità siano prive d'effetto e che i suoi tribunali non pronunzino più sentenze su simili casi.

Il contenzioso tra Italia e Germania presso la Corte dell'Aja, il più alto organo giudiziario dell'Onu, è cominciato il 23 dicembre del 2008, quando Berlino ha deciso di ricorrere contro la sentenza della Cassazione del 21 ottobre 2008 che ha riconosciuto la Germania responsabile per essere stata la "mandante" dei militari nazisti che il 29 giugno del 1944 uccisero 203 abitanti di Civitella, Cornia e San Pancrazio (Arezzo), sparando a donne, bambini, uomini e vecchi, compreso il parroco del paese.

La sentenza della Cassazione a suo tempo è stata considerata un "precedente storico" sancendo per la prima volta il diritto per le vittime delle stragi naziste ad essere risarcite nell'ambito di un procedimento penale. Nessun altro Paese al mondo aveva mai intentato cause di risarcimento nei confronti della Germania in ottemperanza alla clausola dell'immunità giurisdizionale. Il contenzioso tra Roma e Berlino ha portato all'iscrizione di un'ipoteca giudiziaria su Villa Vigoni, centro culturale italo-tedesco in provincia di Como. (Ansa)

mercoledì 9 novembre 2011

19 novembre 2011 Palagano (Mo): Fiaccolata della Memoria in ricordo delle vittime della strage di Monchio, Susano, Costrignano e Savoniero


Sabato 19 novembre 2011
Monchio di Palagano
Parco della Resistenza Monte Santa Giulia

FIACCOLATA DELLA MEMORIA



16.00 | Savoniero
Monumento a Don Sante Bartolai

Fiaccolata della memoria
Un gruppo di podisti delle locali associazioni, partirà dal monumento di Savoniero con una fiaccolata che farà tappa presso alcuni luoghi simbolo della strage nelle frazioni di Susano, Costrignano e Monchio

17.30 | Monchio di Palagano
Piazza dei caduti

Arrivo della fiaccolata della memoria
Letture di testimonianze dei sopravvissuti alla strage

18.15 | Monchio di Palagano
Parco provinciale della Resistenza Monte Santa Giuli
a
Cerimonia in memoria delle vittime
Saluti delle autorità
Conversazione con l’Avv. Andrea Speranzoni sulle motivazioni della sentenza del processo sulla strage di Monchio, Susano, Costrignano e Savoniero

Durante la manifestazione sarà possibile firmare la petizione per il conferimento della Medaglia d’oro al valore civile al Comune di Palagano

Per informazioni:
Comune di Palagano
0536 97 09 18 / 328 24 73 358
sindaco@comune.palagano.mo.it

In caso di maltempo la manifestazione si svolgerà interamente presso il cinema parrocchiale di Savoniero a partire dalle 16.30

Iniziativa promossa da:
Comune di Palagano
in collaborazione con
Associazione famigliari delle vittime di Monchio
Istituto storico di Modena
Anpi Provinciale
Anpi Palagano
Consorzio Valli del Cimone

con il patrocinio di
Assemblea legislativa Regione Emilia Romagna
Provincia di Modena
Comune di Frassinoro
Comune di Ligonchio
Comune di Montefiorino
Comune di Polinago
Comune di Prignano s/S
Comune di Toano
Comune di Villa Minozzo

martedì 27 settembre 2011

Marzabotto (Bo): 30 settembre 2011: "Il ragazzo di Marzabotto"


Per non dimenticare
IL RAGAZZO DI MARZABOTTO

Venerdì 30 settembre
Ore 10, matinée per le scuole medie di Marzabotto
Ore 20.30 per il pubblico
PRIMA NAZIONALE


Durante la seconda guerra mondiale tutti potevano essere "i ragazzi di Marzabotto" e forse dei tanti ragazzi di Marzabotto, qualcuno, sopravvissuto alla più feroce strage nazista di civili avvenuta in Europa, ha avuto la fortuna di poter raccontare cosa è realmente successo nei giorni che vanno dal 29 settembre al 5 di Ottobre del 1944 ed è diventato " Il Ragazzo di Marzabotto"... un simbolo di pace ! Gli occhi e la memoria ancora viva di uno di quei ragazzi, Francesco Pirini, hanno illuminato la mia permanenza a Monte Sole. Il fascino, il vissuto e la lucida consapevolezza nel riportare indietro i suoi ricordi, incurante delle laceranti ferite che gli si riaprono ogni volta che racconta gli episodi cruenti di quei giorni al fine di illustrare a giovani studenti e non solo che cosa è la guerra, mi hanno rapito e fatto innamorare di un uomo che ha fatto del perdono l'unica via per la pace. "Se c'è perdono c'è pace" queste le parole di una semplicità el ementare ma di una difficoltà mondiale che Francesco Pirini dice agli studenti che vanno in visita a Monte Sole ma, sono anche le stesse parole che ha pronunciato durante il processo ai nazisti di La Spezia conclusosi nel 2007. Francesco ha perdonato i carnefici di 15 membri della sua famiglia.
Lo spettacolo, semplice per la sua struttura drammaturgica ma difficile come narrazione, prevede un impianto multimediale. A supportare gli attori, che interpreteranno vari personaggi da Reder a Kappler, da Francesco a Lidia Pirini, ci saranno dei video estrapolati dai film: L'Uomo Che Verrà, Il Grande Dittatore, Schindler's List, Miracolo a S. Anna, documentari dell'epoca ed altro che si innesteranno con la recitazione al fine di creare dei momenti suggestivi, drammatici ma al tempo stesso poetici. Non mancheranno canzoni tipiche dell'epoca, cantate dal vivo, che faranno da colonna sonora portante. Gli attori, che interpreteranno i tanti ragazzi di Marzabotto, i partigiani dell a Stella Rossa da Lupo a Miguel, i tedeschi della 16a divisione SS di Helmut Loose e del battaglione Reder, faranno rivivere alcuni momenti storici per far capire alle nuove generazioni cosa è la guerra e perché battersi contro di essa con le armi della memoria. La pace si costruisce a partire dai rapporti interpersonali. Attraverso la memoria e il perdono si raggiunge la pace, eliminando la violenza in ogni sua forma. Da non sottovalutare anche il fenomeno del bullismo tipico esempio di prevaricazione che in modi, tempi e forme più violente ha portato all'odio razziale, ragion per cui anch'esso va combattuto.
Far rivivere dei momenti drammatici può essere duro ma è giusto affinchè non si dimentichi cosa è accaduto durante la seconda guerra mondiale ed in particolare a Monte Sole. Lo spettacolo tratterà con attenzione e leggerezza il dramma vissuto dai civili di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi cercando di renderlo comprensibi le ai tanti studenti che assisteranno alla rappresentazione. Personalmente, ho deciso di rappresentare Il ragazzo di Marzabotto perché ha la stessa forza narrativa del "Diario di Anna Frank" e del racconto di Primo Levi " Se questo è un Uomo" con una piccola differenza: Francesco Pirini l'ho conosciuto e gli ho potuto dire grazie di essere sopravvissuto.
Vito Cesaro

giovedì 15 settembre 2011

Pavullo n/F (Modena): 25 settembre Escursione con diorama vivente "22 settembre 1944, il giorno dopo la battaglia"


Domenica 25 settembre 2011
Sassoguidano di Pavullo nel Frignano
Escursione con diorama vivente
22 settembre 1944
il giorno dopo la battaglia di Sassoguidano



Un duro scontro che vide coinvolti i partigiani di Armando e i soldati tedeschi della 65° divisione di fanteria. Ascolteremo le loro storie e lo svolgersi della battaglia e dell’uccisione di 8 civili da parte dei tedeschi. Nel pomeriggio Massimo Turchi, autore del libro La Linea Gotica e le stragi parlerà della strage, a seguire Gabriele Ronchetti presenterà il libro La Linea Gotica. I luoghi dell'ultimo fronte di guerra in Italia

Ritrovo partecipanti ore 10 al parcheggio della riserva
Pranzo al sacco a carico dei partecipanti
Quota di partecipazione: gratis

venerdì 12 agosto 2011

Sant'Anna di Stazzema: ricorre il 67esimo anniversario dell'eccidio


Lo Schermo, 11 agosto 2011

Sant'Anna di Stazzema: ricorre il 67esimo anniversario dell'eccidio
11-08-2011 / Eventi / La redazione

SANT’ANNA DI STAZZEMA (Lucca), 11 agosto - Ricorre domani il 67° anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. Le celbrazioni inizieranno alle 8,30 con la S. Messa officiata da Don Marco Marchetti, Parroco di Valdicastello, La Culla e S.Anna.
Alle 9:00 è previsto il ritrovo delle autorità e delle delegazioni provenienti da tutta Italia, che si ritroveranno al Parco Nazionale della Pace per rendere omaggio ai Martiri.
Alle 9:30 saranno deposte le corone di alloro ai cippi e alle lapidi in memoria dei caduti quindi sarà celebrata la S. Messa con le autorità sul sagrato della chiesa, officiata dall’Arcivescovo di Pisa S.E. Giovanni Paolo Benotto.
Alle 10:30 sarà dato il via alla IIIa Edizione della Marcia della Pace Sant’Anna –Marzabotto, con la consegna delle tessere ad honorem dell’Anpi da parte della presidente provinciale dell’associazione, Didala Ghilarducci, ai coniugi Westermann per il loro impegno profuso nella realizzazione dell’Organo della Pace.
Successivamente si comporrà il corteo e salita al Monumento Ossario, dove sarà consegnato il Premio cittadino Europeo ad Enrico Pieri, presidente dell’Associazione Martiri di Sant’Anna, da parte dell’eurodeputato Niccolò Rinaldi. Dal Sacrario prenderà il via la cerimonia ufficiale, con i saluti del Prefetto, S.E. dott. Alessio Giuffrida, il sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, a nome dei Sindaci della Versilia in memoria della Medaglia d’Oro al Valor Militare e l’assessore della Regione Toscana Cristina Scaletti. Quindi interverrà il sindaco di Stazzema e Presidente del Comitato Onoranze ai Martiri di Sant’Anna, Michele Silicani e chiuderà la cerimonia l’Orazione Ufficiale del Sindaco di Torino, Città Medaglia d’Oro al Valor Militare, Piero Fassino.

Info:
Museo Storico della Resistenza di Sant'Anna di Stazzema: tel/fax 0584.772025 - tel. 0584.772286 – cell. 328.0160304
www.santannadistazzema.org
santannamuseo@comune.stazzema.lu.it

lunedì 18 luglio 2011

Ricorre oggi, 18 di luglio, il sessantasettesimo anniversario dell'eccidio ai Boschi di Ciano (Zocca, Mo)


L'Informazione, 18 luglio 2011
di Giuseppe Bondi

ZOCCA I nazifascisti impiccarono cittadini inermi
Eccidio nei boschi di Ciano Il ricordo delle 20 vittime


Ricorre oggi, 18 di luglio, il sessantasettesimo anniversario dell'eccidio ai Boschi di Ciano. Furono impiccati dai nazifascisti venti cittadini inermi e innocenti. Fra loro si trovava anche il padre del neo sindaco di Zocca, Pietro Balugani, ucciso nonostante la corda i-nizialmente si fosse spezzata, fatto che solitamente concedeva la salvezza al condannato a morte ma i nazifascisti non lo ri-sparmiarono. Momento toccante dunque per il figlio, oggi sindaco di Zocca, che si stringerà ai parenti delle altre vit-time. Alle 17,30 presso il monumento avverrà la presentazione del libro del tenente Danilo
De Masi, «C'è urgente bisogno di Carabinieri».
Alle 18 si terrà la commemorazione ufficiale. La Messa sarà officiata dal parroco don Luca Fioratti. Seguirà alle 19,30 la deposizione delle corone ai monumenti di Ciano, Montombraro e Montalbano. L'accompagnamento musicale sarà a cura di Gianluca Magnani e Alessandro Pivetti. Come risulta da un volantino stilato dagli assessori alla cultura dei Comuni di Zocca e Castello di Serravalle (Flavia Barbieri e Simone Bini) ci sarà la presenza dei sindaci delle due Amministrazioni, oltre alle autorità militari, civili, religiose e alla popolazione della vallata. Sarà un momento importante per ricordare il sacrificio di chi ha consentito di portare la libertà e la democrazia, e tutte quelle vittime innocenti come i venti uccisi dalla rappresaglia nazifascista nei boschi di Ciano.

sabato 16 luglio 2011

Eccidio di Palagano: il 16 luglio giornata della memoria


Foto della commemorazione alla Buca di Susano, parla l'avvocato Andrea Speranzoni (Foto M.T.)

Da "La Gazzetta di Modena", 13 luglio 2011
Eccidio di Palagano: il 16 luglio giornata della memoria
Il Comune ha indetto la commemorazione ufficiale il 16 luglio per ricordare le 140 vittime civili trucidate dai nazisti nel 1944; l’iniziativa arriva dopo la sentenza storica che ha inflitto tre ergastoli ad ex SS. Verrà celebrata ogni anno

Il Comune di Palagano ha indetto, per sabato 16 luglio, la giornata della memoria in ricordo dei 140 civili trucidati il 18 marzo 1944 a Monchio, Costrignano, Susano e Savoniero. Per quello che fu il più grave fatto di sangue nei confronti di una popolazione inerme, compiuto nel modenese, durante il secondo conflitto mondiale, sono stati condannati all'ergastolo, lo scorso 6 luglio, dal Tribunale Militare di Verona, gli ufficiali e i sottufficiali della divisione “Herman Goehring” responsabili dell'eccidio. È proprio partendo da questa sentenza, giunta dopo 67 anni, che Comune, Regione Emilia Romagna, Provincia ed Anpi modenese, costituitisi parte civile unitamente ai familiari delle vittime, hanno decisa l'iniziativa di sabato prossimo. Questo il programma della giornata: ore 9 ritrovo delle autorità e dei familiari delle vittime presso la piazza del municipio; ore 9,30, alla presenza della banda musicale di Palagano, sfilata per le strade del paese fino al monumento delle vittime di guerra davanti alla chiesa parrocchiale per la deposizione della corona. Alle 10 saluto delle autorità al teatro comunale: relazione da parte dell'avv. Andrea Speranzoni sulle fasi salienti del processo. Ore 11 partenza per la deposizione delle corone ai cippi monumentali di Savoniero, Susano, Costrignano e Monchio. Ore 13 ritrovo al parco della Resistenza Monte S.Giulia di Monchio per la cerimonia conclusiva di questa prima Giornata per la Memoria. «Il risultato processuale - sottolinea il sindaco di Palagano Fabio Braglia- rende finalmente giustizia ai familiari delle vittime e sancisce la verità storica su quei tragici fatti. Ritengo che il nostro compito sia oggi quello di intraprendere tutte le iniziative necessarie affinché l'alto tributo di sangue innocente e la distruzione d'intere borgate, non vengano dimenticati».

giovedì 7 luglio 2011

Stragi naziste sull’Appennino, nove ergastoli. Ma nessun criminale verrà estradato


Da "Il Fatto Quotidiano" del 7 luglio 2011

Stragi naziste sull’Appennino, nove ergastoli
Ma nessun criminale verrà estradato

di Stefano Santachiara

Il tribunale di Verona ha condannato tutti gli ufficiali della divisione paracadutisti Goehring per gli eccidi tra Emilia e Toscana nel 1944. Per i giudici fu una rappresaglia per stroncare la Resistenza e vennero trucidate le persone più indifese. Gli imputati resteranno liberi e non pagheranno i risarcimenti, ma il processo ha scritto una pagina importante della storia
Nove ergastoli ai criminali nazisti e circa trenta milioni di euro di risarcimento alle trecento parti civili. Il tribunale militare di Verona ha condannato tutti gli ufficiali e sottoufficiali della divisione paracadutisti “Herman Goehring” e della guardia nazionale repubblicana alla sbarra per gli eccidi che insanguinarono l’appennino tosco-emiliano dal 18 marzo al 5 maggio 1944.


Fu un unico filo rosso di rappresaglie sugli inermi per stroncare la Resistenza all’occupazione nazifascista: 131 le persone trucidate nel comune modenese di Palagano (frazioni di Monchio, Costrignano e Susano), 23 nel reggiano Villa Minozzo (frazioni di Cervavolo e Civago), 240 cittadini nelle province di Arezzo e Firenze intorno al Monte Falterona, 27 nella zona di Monte Morello e 20 tra Mommio e Fivizzano, in provincia di Massa. Non risparmiando sacerdoti come don Giovanni Battista Pigozzi, parroco di Cervarolo ucciso perché si rifiutò di incastrare i partigiani, anziani semiparalizzati, donne e bambini freddati nel silenzio dei borghi modenesi.
Il giudice ha accolto quasi in toto le richieste della pubblica accusa, ossia diciassette ergastoli per omicidio plurimo pluriaggravato e continuato. Gli imputati, dagli 85 ai 93 anni, sono l’allora capitano Helmut Odenwald, gli ex tenenti Karl Friedrich Mess e Erich Koeppe, i sottotenenti Hans Georg Karl Winkler, Fritz Olberg, Herbert Wilke e Ferdinand Osterhaus, il sergente Karl Wilhelm Stark e il caporale Alfred Luhmann.
Non luogo a procedere ovviamente per Horst Gunther Gabriel, Günther Heinroth e Hilmar Lotz, deceduti prima del processo. In ogni caso nessuno finirà in carcere in quanto le autorità tedesche non hanno mai concesso l’estradizione né permesso l’esecuzione della pena in loco. Resteranno sulla carta i risarcimenti in via provvisionale a superstiti, familiari ed istituzioni (dai 60 ai 200mila euro ciascuno) che avevano citato per danni anche la Repubblica federale tedesca come avvenuto con successo nel 2008 per l’eccidio nazifascista di Civitella.
Tutto è bloccato da quando la Germania ha impugnato le sentenze sulla base del principio di immunità davanti a un tribunale di uno Stato estero, seguita a ruota dal decreto del governo italiano che ne sospende l’esecutività. Ma la gioia delle parti civili, dopo 9 ore di camera di consiglio, 44 udienze, 23 faldoni, 40 avvocati, 50 rogatorie internazionali, 300 testimoni, è tutta per la pagina di verità processuale scritta oggi.
Su una ferita storica per troppo tempo dimenticata mentre nel centrodestra italiano si equiparano vittime civili e partigiane ai nazisti e fascisti senza prima chiedere giustizia per chi si sacrificò per la democrazia e la libertà di tutti. Alla lettura del dispositivo della sentenza, le duecento persone che affollavano l’aula veronese hanno sciolto la tensione in un applauso liberatorio, abbracci e lacrime.
La pubblica accusa è stata rappresentata in aula dai pm Luca Sergio e Bruno Bruni ma immerso tra il pubblico era presente anche Marco De Paolis, capo della procura militare di Roma. Fu lui, quando si trovava ancora a La Spezia, ad affrontare i fantasmi della Norimberga italiana emersi dall’armadio della vergogna, quei 700 fascicoli relativi ai crimini dell’occupazione nazi-fascista scoperti solo nel 1994 in uno sgabuzzino della cancelleria della procura militare capitolina.
Tanti i procedimenti aperti: nel 2007 sono arrivati gli ergastoli definitivi di nove Ss, più 62 milioni di più euro di risarcimenti, per le 770 vittime di Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema, Civitella e San Polo. Nel processo di Verona (una prima assoluta dopo la soppressione del tribunale spezzino) erano state raccolte meno prove documentali, come gli appunti sul diario di Alfred Luhmann relativi alla ‘vendetta sanguinosa’ o la firma di Fritz Olberg sul verbale di sequestro dell’auto in cui furono uccisi due ufficiali tedeschi, episodio che fu l’atto iniziale della strage aretina di Stia Vallucciole: 107 morti all’alba del 13 aprile 1944.
Perciò sono state determinanti le testimonianze e le intercettazioni telefoniche effettuate dalla polizia tedesca su ordine del pm De Paolis. Sì, perchè non c’è mai stato alcun pentimento. I nazisti sono rimasti in contatto costante, organizzando rimpatriate nostalgiche e ricordando gli anni trascorsi in Italia durante la guerra, quando insieme ai fascisti seminarono il terrore per l’appennino tosco-emiliano.
E venuti a sapere delle indagini, hanno cercato protezione nell’associazione tradizionalistica ‘Herman Goehring‘ e concordato versioni di comodo. Nel 2006 Gunther Gabriel apostrofa Luhmann dopo gli interrogatori circa il suo diario: “Mai sei matto? Glielo hai fatto vedere! Io ho sempre detto ‘non lo conosco, mai visto’, anche se c’erano alcuni volti conosciuti. Ma io ho sempre negato”. Emergono anche insulti agli investigatori, “sono venuti anche da te gli imbecilli?”, e particolari terribili. L’ex paracadutista Hilmar Lotz parla dell’ omicidio di un bambino lanciato in aria e usato come bersaglio da tiro a segno. Gabriel in una telefonata del 2006 con Luhmann riferisce di quello che “ha sparato alle donne alla testa”.
In questi mesi sono poi sfilati commilitoni tedeschi, che hanno ricostruito catene di comando e responsabilità degli imputati, e decine di superstiti. Proprio a loro va il plauso più grande. L’avvocato bolognese Andrea Speranzoni, già impegnato nelle stragi di Marzabotto e Sant’Anna di Stazzema e oggi legale di 92 parti civili più la Regione Emilia Romagna, l’Anpi e la Provincia di Modena, ricorda come “queste persone abbiano atteso una vita, seguito un anno di udienze, parlato del massacro dei propri cari. L’accoglimento dell’impianto accusatorio è per tutti motivo di grande soddisfazione – sottolinea Speranzoni – si confermano in un processo dall’esito meno scontato dei precedenti le sentenze sugli altri crimini nazisti. Questo verdetto ripropone con forza la questione che va risolta, la necessità di riconoscere lo status di vittime a queste persone”.

Sette ergastoli per le stragi di Cervarolo e Monchio e la Germania deve pagare


Da La Gazzetta di Reggio Emilia del 7 luglio 2011

Sette ergastoli per le stragi di Cervarolo e Monchio e la Germania deve pagare

Dopo undici ore di camera di consiglio, la Corte del tribunale militare di Verona ha emesso la sentenza nei confronti dei militari nazisti ritenuti responsabili delle stragi compiute sull’Appennino reggiano e modenese nella primavera del 1944. Sette ufficiali e sottufficiali alla sbarra sono stati condannati all’ergastolo, mentre due (che non erano coinvolti nell'eccidio di Cervarolo) sono stati assolti

VERONA. Un’attesa durata più di undici ore poi, per più di venti minuti, il presidente della giuria ha letto la sentenza per le stragi di Cervarolo, Monchio, Costrignano e Palagano. Tutti gli ex militari tedeschi alla sbarra (rimasti in nove dopo la morte di alcuni imputati) sono stati condannati all’ergastolo. La Corte ha anche deliberato che la Germania debba pagare i danni e risarcire le famiglie delle vittime. La camera di consiglio è stata particolarmente lunga, più di undici ore, perché i giudici sono stati chiamati a ricostruire con precisione le singole responsabilità di ogni imputato.

Cervarolo, il giorno più lungo (Articolo del 5 luglio)

VIDEO L'attesa di Paola Fontana e Talide Vannucci

VIDEO L'intervista all'avvocato di parte civile Ernesto D'Andrea

VIDEO Anche il sindaco Luigi Fiocchi in attesa della sentenza

FOTO Le immagini della lunga attesa in aula

Strage di Monchio, ergastolo per sette ex nazisti


Da "La Gazzetta di Modena" del 6 luglio 2011

Strage di Monchio, ergastolo per sette ex nazisti

La sentenza del Tribunale militare di Verona è il carcere a vita per ufficiali e sottufficiali della “Goehring” che ordinarono ed eseguirono la strage di Monchio del 1944


PALAGANO. Ergastolo per sette dei nove ex nazisti imputati. E’ la sentenza emessa questa sera alle 20.45 dal tribunale militare di verona al termine del processo contro le stragi di civili a Monchio di Palagano e a Cervarola nel Reggiano nel 1944. Assolti i due imputati per la strage di Vallucciole di Arezzo sono stati assolti. La massima pena è stata inflitta per le gravissime colpe sia nell’ideazione che nell’esecuzione di una carneficina voluta per ritorsione, un caso di rappresaglia efferato e persino inutile nella logica militare.
Si è così concluso il processo a 67 anni dai fatti tragici che segnarono per sempre Monchio Susano Savoniero e Costrignano.
Erano 23 i faldoni di prove documentali presentate dai pubblici ministeri Bruno Bruni e Carlo Sergio ieri alla ripresa, di fronte al Tribunale militare di Verona, del processo per la strage di Monchio, Costrignano e Susano compiuta dai nazisti della divisione''Herman Goehring'' il 18 marzo del 1944 con 140 vittime accertate nel modenese. La lista dei testimoni ammontava a 263 nomi, un centinaio dei quali proprio relativi alle vicende modenesi, ai quali si aggiungevano i 91 presentati dalle parti civili tra le quali, insieme agli 89 familiari delle vittime, al Comune di Palagano, alla Regione Emilia Romagna e all'Anpi, c'è anche la Provincia di Modena rappresentata a Verona dal presidente del Consiglio Demos Malavasi e assistita dall'avvocato Andrea Speranzoni. Le udienze sono iniziate ascoltando gli ufficiali di polizia giudiziaria che hanno svolto le indagini per proseguire poi con i consulenti tecnici, tra i quali la storica Toni Rovatti che ha approfondito proprio le vicende di Monchio, Costrignano e Susano, mentre dall'udienza del 10 novembre inizieranno le testimonianze dei familiari delle vittime.Dalla Germania sono giunti numerosi atti richiesti dalla Procura di Verona e inviati dall'archivio federale di Berlino sulla presenza in Italia della Divisione Hermann Goehring. All'udienza hanno preso parte anche gli avvocati tedeschi di due dei sette imputati (comunicato n. 1016) che hanno presentato altri testimoni.
La difesa della Repubblica federale di Germania era affidata allo studio legale Dossena di Firenze, dopo la citazione da parte dei familiari delle vittime accolta dal Tribunale con un'ordinanza nella quale si sottolinea come l'immunità degli Stati dalla giurisdizione civile incontra un limite nella «grave violazione della libertà e della dignità della persona umana» con condotte che possano essere qualificate «come crimini internazionali».
Erano sette gli imputati per il reato di concorso in omicidio plurimo pluriaggravato e continuato relativo alla strage di Monchio, Costrignano e Susano compiuta dai nazisti della divisione ''Herman Goehring'' il 18 marzo del 1944 con 140 vittime accertate nel modenese. Si tratta di Erich Koeppe, 91 anni, tenente dello Stato maggiore del III reparto della Goering; Hans Georg Karl Winkler, 88 anni, sottotenente, comandante della quarta compagnia; Fritz Olberg, 89 anni, sottotenente, comandante di plotone della terza compagnia; Wilhelm Karl Stark, 89 anni, sergente, comandante di squadra della terza compagnia; Ferdinand Osterhaus, 93 anni, sottotenente, comandante di plotone della quinta compagnia; Helmut Odenwald, 90 anni, capitano, comandante della decima batteria artiglieria contraerea; G²nther Heinroth, 85 anni, soldato della terza compagnia. Gli imputati potrebbero diventare nove nelle prossime udienze quando verrà valutata la posizione dei due caporali Horst Gunther Gabriel, 85 anni, e Alfred Luhmann, 85 anni.

Il processo: la fotogalleria

Eccidi nazisti 1944 sull'Appennino, 9 ergastoli


Da Forum - CHIOSCHETTO del 6 luglio 2011

Eccidi nazisti 1944 sull'Appennino, 9 ergastoli
Stragi dei nazifascisti sull'Appennino, la sentenza: nove ergastoli per cinque eccidi
Dopo ore di Camera di consiglio, la lettura del giudice


VERONA (6 luglio 2011) - Sono passati 67 anni. Oggi per le stragi naziste commesse nel 1944 sull'Appennino tosco-emiliano, il Tribunale militare di Verona ha condannato all'ergastolo nove ex ufficiali e sottoufficiali tedeschi che oggi sono tutti circa novantenni. La sentenza del Tribunale militare riguarda in particolare le stragi operate a Monchio, Costrignano e Susano nell'alto crinale del modenese, Cervarolo nel Reggiano e Vallucciole di Arezzo. Tutti i condannati appartenevano alla divisione Hermann Goering, impegnata a debellare la Resistenza che massacrò anche la popolazione civile, oltre 140 persone vennero uccise nel marzo del '44 nel Modenese. Mentre 24 furono i martiri di Cervarolo. I condannati sono: Ferdinand Osterhaus, 93 anni, ex sottotenente; Alfred Luhmann, 86 anni, ex caporale; Fritz Olberg, 89 anni, ex sottotenente; Wilhelm Karl Stark, 90 anni ex sergente; Helmut Odenwald, 91 anni, ex capitano; Hans Georg Karl Winkler, 88 anni, ex sottotenente; Erich Koeppe, 91 anni, ex tenente; Karl Friedrich Mess, 89 anni, ed Herbert Wilke, 92 anni. Per altri tre accusati la Corte ha deciso di non procedere in quanto già deceduti. La sentenza è stata letta dal giudice Vincenzo Santoro dopo ore di Camera di consiglio. Sono stati ristabiliti risarcimenti per i parenti delle vittime, per i comuni interessati, per l'Anpi e la Regione Emilia-Romagna.
Alla lettura del verdetto hanno assistito alcuni parenti delle vittime e le istituzioni delle città e comuni coinvolti nella vicenda, tra i quali il sindaco modenese di Palagano, Fabio Braglia e quello reggiano di Villa Minozzo, Luigi Fiocchi. Il primo cittadino di Villa, la cui frazione di Cervarolo fu colpita dalla strage, ha detto: "Da lungo tempo aspettavano giustizia. La nostra cittadina pagò il tributo di 24 civili uccisi, lasciando intere generazioni nella miseria. Una sentenza esemplare".
IL GIORNO DELLA SENTENZA - Dopo una udienza molto breve, senza repliche, la Corte si è già riunita per decidere. Per oggi, infatti, è prevista, al tribunale militare di Verona, la sentenza per le stragi nazifasciste del marzo del 1944, tra le quali quella avvenuta il 20 marzo sull’aia di Cervarolo, dove i tedeschi, arrrivati nel paese con l’aiuto dei fascisti della Gnr, per tutta la giornata avevano tenuto prigionieri gli uomini che erano riusciti a rastrellare anche a Civago. Poi li massacrarono tutti e diedero fuoco al paese. I morti alla fine furono ventiquattro. Solo due giorni prima, il 18 marzo, l'obiettivo delle stesse unità militari era stato invece il confinante crinale modenese del Dragone-Secchia. Le vittime furono allora centotrentuno.
I responsabili di quelle stragi avevano potuto nascordersi, fino al 1994, perché i documenti sulle stragi naziste e fasciste erano state tenuti nascosti dal dopoguerra nel cosidetto ”armadio della vergogna", fortunosamente ritrovato a Roma. Le indagini condotte dalla Procura militare di La Spezia hanno portato a un processo che ha preso avvio nel novembre 2009 presso il Tribunale militare di Verona. Un pullman organizzato dall’Anpi e Alpi è partito questa mattina per Verona.
La sentenza e' stata letta in tarda serata dal Giudice Vincenzo Santoro dopo una lunga camera di consiglio. Hanno atteso pazientemente per ore nello spazio riservato al pubblico nell'aula del tribunale militare di Verona, dove sono arrivati anche in pullman assieme ai loro sindaci i familiari delle vittime delle stragi naziste compiute nell'Appennino tosco-emiliano nel 1944 ed hanno ascoltato in silenzio la sentenza letta alle 21 dal presidente Vincenzo Santoro, con la quale tutti gli imputati sono stati condannati ad almeno un ergastolo per gli eccidi che sono costati la vita a 140 civili.
"E' una sentenza storica - ha detto Italo Rovali, presidente dell'Associazione Vittime di Cervarolo (Reggio Emilia) -, ritengo che le testimonianze che abbiamo fornito siano state determinanti. Siamo stati forti, non abbiamo mai mollato e la nostra tenacia ha vinto".
"Dobbiamo dare atto ha tutti i familiari delle vittime - ha detto Fabio Braglia, sindaco di Palagano (Modena) - che hanno seguito il processo fin dalle prime battute e si sono costituiti parte civile insieme a noi". "Volevamo giustizia per le vittime dell'eccidio e finalmente l'abbiamo avuta - ha aggiunto - e noi siamo qui vicino a loro, li abbiamo sempre sostenuti, per portare alla luce la storia dei nostri paesi".
Inoltre lo Stato tedesco, non perseguibile penalmente, è stato condannato civilmente a risarcire i familiari delle vittime perché all'epoca dei fatti non ha impedito che i propri connazionali si macchiassero di tali crimini. La Corte di Cassazione italiana, ricordiamo, aveva ribadito che gli Stati non possono pretendere la validità del principio di immunità, al quale si vuole invece rifare la Germania. Se al contrario passasse la linea che i diritti umani sono da considerare più importanti dell'immunità dello Stato, si creerebbe un precedente positivo che riguarderebbe non solo il 1944 ma anche le guerre future.
Per questo motivo, dopo un incontro fra Merkel e Berlusconi nel 2008, la Germania ha presentato azione legale presso la Corte Internazionale dell'Aia contro le decisioni dei tribunali italiani, di cui ancora si aspetta l'esito.
Il procuratore speciale per la Germania, avvocato Dossena, durante il dibattimento a Verona aveva espresso parere contrario rispetto alla richiesta di risarcimento a favore dei familiari delle vittime da parte dello Stato tedesco. Con la rinuncia all’immunità degli Stati, si rischierebbe, afferma l'avvocato: "la citazione in giudizio di qualsiasi Stato che abbia commesso violazioni anche dello ius belli gli Stati Uniti per le bombe al napalm in Vietnam."