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sabato 23 marzo 2013

La scala della vita


La scala della vita

Dall’amore di una coppia,
ecco il seme vien gettato
nel terreno poi germoglia,
nove mesi già è sbocciato.
A tre anni mangia solo
corre, gioca, è indipendente,
a sei anni già va a scuola
qui si vede è intelligente.
Quindici anni adolescente
tanti grilli per la testa,
ma maturo ancor non è,
pensa solo a fare festa.
La ventina già raggiunta
ecco l’uomo ora è formato
il suo corpo qui ha raggiunto
lo splendore del suo stato.
Trenta e oltre una famiglia,
siam nel mezzo del cammino,
a sua volta avrà dei figli
prende in mano il suo destino.
Sessanta e passa la discesa,
l’han chiamata terza età,
si comincia a domandarsi
l’avvenir come sarà.
Ecco ottanta, quattro venti
così dicono i francesi,
ora ci rendiamo conto
che i più sono già spesi.
Al di là di tutto questo
si può dire in supplemento,
solo qualche fortunato
può arrivare fino a cento.

Celso Battaglia


domenica 23 settembre 2012

“QUEL SOGNO ANGOSCIOSO”


“QUEL SOGNO ANGOSCIOSO”

Dimmi nonno come andò quel tuo ultimo giorno
su questa maledetta terra?
Da sempre questa domanda mi ha assillato.
sapere se avevi reagito in difesa dei figli e dei nipoti,
o se per primo ti freddarono quegli avvoltoi.
Credi questo pensiero 
un chiodo fisso è stato, nella mente mia.
Tante son le domande che farti vorrei,
 su quegli ultimi terribili momenti,
 sulla triste sorte che il destino ti aveva serbato. 

******

Solo alla fine quando a trovarmi verrai,
allora riuniti questo tu potrai sapere.
Ma voi dopo tanto supplizio,
tanti scempi tanta vigliaccheria 
perché nulla faceste? 
Non vendetta ma giustizia si doveva fare.
Nulla di tutto questo è stato fatto.
Dimenticati da tutti siamo stati.

*****

Hai ragione nonno.
Per questo che io ti voglio ricordare.
Scrivere gridare e far saper, che ciò che accadde, 
mai più possa accadere.


Il nonno dell’autore è stato ucciso assieme a due figli, due figlie, ed una nipotina dai nazifascisti nella strage di Vinca del  24 agosto 44

lunedì 27 febbraio 2012

Emigrazione

Emigrazione

O milanese
che il destino volle
che qui vedessi luce,
altrove potevi essere nato,
non per questo
avresti l’ onta del peccato.
Rispetta colui
che vien su la tua terra,
vivrai in pace,
nessuno viene qui
per farti guerra.

O tu “terrone”
lombardo diventato,
che per necessità
qui fosti trapiantato.
L’ or che arrivasti
tu eri in quella condizione,
sappi dunque che anch’ essi
come te sono persone.
Tu in fabbrica entrasti,
a loro non è concesso
poiché gli ci vorrà
prima il permesso.
Tu bianco arrivasti con la valigia di cartone,
lui nero arriverà col suo borsone


Celso Battaglia

mercoledì 1 febbraio 2012

mauthausen

mauthausen


Quando l’uomo il senno avea perduto
a quel tempo nessun portava aiuto.
Terremoto voluto e provocato,
l’un contro l’altro si trovò scagliato

Non vi è aiuto né soccorso,
qui nessuno avrà rimorso.
Il mal sul bene ha trionfato,
salvare un uomo qui divien reato

Se cieca diviene l’ubbidienza,
a chi comanda ma non ha coscienza,
facile dire “a me l’han comandato”
in questo modo si assolve ogni reato.

Compassione, pietà, misericordia;
qui non esiste nessun se la ricorda.
Non chi farà del bene ma del male
forse la vita sua potrà salvare.

Quel mostro, quella belva, quella iena,
tutte insieme non dipingono la scena.
Apocalisse, diluvio, ecatombe,
nessun di questo verbo corrisponde.

Inventar bisogna altra parola
che nel vocabolario non v’è ancora,
onde poter descrivere lo scenario,
Poiché è fuori dall’immaginario.

Via crucis fu chiamata quella cava,
un uomo dopo l’altro stramazzava.
Difficile sarà amare questo mondo
là dove l’uomo aveva toccato il fondo

Celso Battaglia

lunedì 14 novembre 2011

Bandiera Italiana




BANDIERA ITALIANA

Con i colori più belli del mondo
bianco della purezza,
verde della speranza,
rosso della fiamma che arde,
questa è la nostra bandiera.
Segno di fratellanza,
unione di un popolo,
vanto e onore della nostra patria,
gloria di quanti si sono immolati.
Vessillo a cui dobbiamo la libertà,
conquistata con sacrifici e sangue.
Drappo, troppo spesso
posato sulle bare dei martiri,
quasi manto a tardiva protezione,
di chi ha dato la vita per la sua difesa.


Celso Battaglia

Ogni volta che l'uomo ritorna



Poesia inviata a Celso Battaglia da Fabio Pilade Milani

OGNI VOLTA CHE L'UOMO RITORNA

Ogni volta che l'uomo ritorna al paese
riconosce le facce di un tempo,
non conosce le facce di adesso.
Riconosce gli odori annusati da bimbo,
i colori, le pietre;
e ripensa alle sere passate davanti al camino, tra i racconti e le fole
dei vecchi. Ogni volta ricorda la guerra
e il paese com'era.
E risente l'odore del fumo,
e il bagliore dolente del fuoco rivede,
e la terra, che cede leggera al suo piede che fugge.
Ogni volta che l'uomo ritorna al paese
non sa non pensare al passato,
non sa non sedere sullo stesso scalino di casa
dove sempre sedeva da bimbo
al tramonto.


Vinca: 24 agosto



Una poesia di Edda Pellegrini Conte

a Celso Battaglia

VINCA: 24 agosto


Sotto il sole di Agosto
nel silenzio dei muri sgretolati
le ferite parlano ancora
e pluriennale lutto ricorda
nel chiuso di un ovile
l'azione feroce degli uomini...

Oggi quel luogo
è sacra rimembranza.

Ogni anno il tricolore
corona il monumento alla memoria
e parole di commozione
strappano qualche lacrima agli astanti...
eppure
nel cuore dei superstiti
vive ancora il Presente
e la forza disperata
che partorì il coraggio.

Vinca
come Sant'Anna e come Marzabotto
ripete ancora dentro i cuori
quella domanda che non ha risposta:
Perché Perché Perché...

E tu - Celso Battaglia -
forte di ricordi e di lutti familiari
ricco di esperienze in terra forestiera
conservi nella mente i giorni del terrore
e con l'animo aperto alla speranza
vai raccontando verità e dolore
perché deve sapere il mondo
e deve ricordare
non per vendetta ma per giustizia
e soprattutto amore
verso chi cadde vittima innocente
per mano di assassini.


martedì 22 marzo 2011

ITALIA


ITALIA

Tra terra cielo e mare
Paese straordinario,
Ce questa nostra Italia
Stesa nel suo scenario.

Dal sole ognor baciata
Con i monti per confine,
Dal mare circondata
qual rosa senza spine.

Il clima suo è perfetto
Grandiosa la sua storia,
Il Monte Bianco a tetto
Sorveglia la sua gloria.

Famosi i monumenti
Che ci hanno tramandato,
Vanto dei nostri tempi
Che fan grande lo stato.

Del marmo di Carrara
Trovi sculture ovunque,
Questa bellezza rara
Va conservata dunque.

Famoso il Colosseo
Il Vaticano immenso,
Emblemi son di Roma
Splendore gloria incenso.

Firenze e la Toscana
Patria di gran scultori,
Con le sue cattedrali
Frutto di tanti autori


Celso Battaglia

Per i cento cinquanta anni

lunedì 15 marzo 2010

La Speranza

La speranza

I valori son perduti,
è tutto un grande inganno.
Ovunque serve aiuti:
il mondo sta annaspando.

Distruggere le armi,
cancellarle dalla terra.
La fame dimenticarmi
e dimenticar la guerra.

Aiuto tra i popoli,
amore e fratellanza,
o tutto andrà a rotoli,
si perde la speranza.

Per giovane ed anziano
la salute sia un diritto,
che l’uomo resti sano
e non vecchio relitto.

Il lavoro sia per tutti,
il benesser ripartito,
ognun raccolga i frutti,
il male sia bandito.

Con questa terra in pace
dove vivere vorrei
l’augurio che a me piace
per nipoti e figli miei.

Celso Battaglia

giovedì 24 dicembre 2009

L'uomo coraggioso di Celso Battaglia

L’UOMO CORAGGIOSO

Coraggioso un tempo era il guerriero:
si imponeva con superbia e prepotenza.
Voleva guadagnar tutto l’impero,
non pensava di avere una coscienza.

Coraggioso oggi è il pacifista,
ovunque difende povero ed oppresso,
quando riesce è la sua conquista,
continua poi a lottar per il progresso.

Non con le armi si può fare pace,
dialogo, diplomazia e intelligenza,
o si va dalla padella nella brace,
ci insegna la storia e l’esperienza.

Fratellanza ci vuole in questo mondo.
Troppe sono le armi in questa terra.
Meglio tornar bambini far girotondo,
Che combattersi l’un l’altro e fare guerra.

Celso Battaglia

giovedì 3 dicembre 2009

"Ugualianza e giustiza" di Celso Battaglia

Riceviamo e pubblichiamo questa poesia di Celso Battaglia

Ugualianza e Giustizia

Finita è la guerra diamoci la mano,
Figli siamo di una stessa nazione.
Mai repubblichino uguale a partigiano!
Non confondiamo il torto e la ragione.

Con l'oppressore per opportunismo,
Forse qualcun di loro in buona fede?...
Certo non si potrà dir per altruismo,
Poiché a questo più nessuno crede.

Suo nonno è morto nel suo letto,
Il mio nei boschi è stato trucidato.
Pagato non hanno le sue colpe.
Ora l'un l'altro si vuole assimilato.

Chi con l'invasore squartava donne,
Lanciava bimbi in aria e gli sparava.
Oggi, non perdono, riconoscenza vuole.
Ma allora l'uguaglianza dove stava?

Rispetto, pietà o compassione
Per donne e bambini non vi è stato.
Con quale pretesa, o qual ragione,
L'un l'altro venga oggi equiparato?

I morti sì sono tutti morti,
Non tutti con la stessa sepoltura.
Non vorrei che qualcun vengan risorti!
Vi dico che io ho ancora assai paura.

Da tempo il progetto si prepara.
Vegliate: sta venendo lentamente.
Che la storia si ripeta non è rara,
Possibile non si possa far niente?

Le ronde già si sta legalizzando.
A quel tempo erano solo tollerate.
Pian piano il potere van prendendo,
Le squadre (olio di ricino e bastonate.)

Celso Battaglia

mercoledì 2 dicembre 2009

"Vinchese fuggiasco" di Celso Battaglia

Vinchese fuggiasco

Quei monti diletti
(1)Col pizzo per tetto
Rifugio t'an dato
Quand'eri braccato
Da estraneo invasore
Cui aiutò il traditore

Tedesco e Italiano
Si dieder la mano
Il vicin t'ha tradito
E il martirio hai subito.

Nascosto tra i monti
In grotte e per ponti
Nei boschi fuggisti e,
guai essere visti
dalla grande cozaglia
con fucile e mitraglia.

Spietata la caccia
di quella gentaccia
a spose fiorenti
coi bimbi piangenti;
Pietà non vi è stata
per vecchio o malato:
Di sangue assetati
Eran quei sciagurati
(2)Quel monco selvaggio
gli dava coraggio.

Uccisi e straziati
per odio e vendetta
Venduti al Tedesco
per calcolo infame,
quei corpi scempiati
poi furon bruciati

Ma, in tutte le valli
Rincorse la voce:
"A Vinca c'è stata
una strage feroce":
Ognuno sapeva,
lo Stato taceva.

Fu allor che il potere,
servile ed infetto,
dovette creare
la sporca bisogna
di ascondere i fatti
in armadi vergogna.

Che siano disfatti!
Giustizia sia fatta!
Quel giorno d'agosto
nell'agro di Vinca
non v'eran ribelli
ma solo fratelli!

E Vinca dei martiri,
tornata alla pace
ricorda i suoi morti:
che siano risorti,
che vivano eterno.
E siano dannati
i nemici all'inferno!

Celso Battaglia


(1) Il pizzo D'uccello è la vetta che sovrasta Vinca
(2) Walter Reder organizzò la strage di Vinca, San Terenzo e tutte quelle dell'appennino Tosco-Emiliano. Il braccio lo aveva perduto durante la campagna di Russia.

Tratta dal libro di Celso Battaglia, Vinca. La sua storia e il suo martirio, Felice Editore (San Giuliano Terme, Pisa), 2006, pp. 12-13.

sabato 2 maggio 2009

Altre due poesie di Celso Battaglia

Mauthausen

Quando l'uomo il senno avea perduto
a quel tempo nessun portava aiuto.
Terremoto voluto e provocato
l'un contro l'altro si trovò scagliato.

Non vi è aiuto né soccorso,
qui nessuno avrà rimorso,
Il mal su il bene ha trionfato,
salvare un uomo qui divien reato

Se cèca diviene l'ubbidienza,
a chi comanda ma non ha coscienza,
facile dire "a me l'han comandato"
in questo modo si assolve ogni reato.

Compassione, pietà, misericordia;
qui non esiste nessun se la ricorda.
Non chi farà del bene ma del male
forse la vita sua potrà salvare.

Quel mostro, quella belva, quella iena,
tutte insieme non dipingono la scena.
Apocalisse, diluvio, ecatombe,
nessun di questo verbo corrisponde.

Inventar bisogna altra parola
che nel vocabolario non v'è ancora,
Onde poter descrivere lo scenario
Poiché è fuori dall'immaginario.

Via crucis fu chiamata quella cava,
un uomo dopo l'altro stramazzava.
Difficile sarà amare questo mondo
là dove l'uomo aveva toccato il fondo

-°-°-°-°-°-°-

Partigiani

Otto settembre lo sbandamento
E' per l'Italia un gran tormento.
Altro che giorno dell'armistizio
E' cominciato il dì del giudizio.

Chi comandava ha abdicato:
Il militare è abbandonato.
Caduti in mano dell'invasore
ben aiutato dal traditore.

C'è chi reagisce e si difende:
vuole combattere e non si arrende
sacrificando la sua gioventù
per liberarci da schiavitù.

Ricco e povero; è fratellanza,
è lì che nasce l'uguaglianza.
Nel sacrificio e nel dolore
vi è volontà di farsi onore.

Coraggio amici andiamo avanti.
Oggi sian pochi domani tanti:
Formeremo una grande schiera
tutti riuniti da una bandiera.

Banditi, ribelli furon chiamati.
Ma erano quelli i veri soldati.
Loro l'Italia l'han liberata,
una repubblica ci han regalata.

Operai, intellettuali, contadini
mai si trovarono così vicini.
Dandoci questa costituzione
fonte di legge per la nazione.

Per una Patria indipendente,
una Repubblica, un Presidente.
Non ci son più né duce né re,
ma un parlamento eletto da te.

martedì 24 marzo 2009

Un'altra poesia di Celso Battaglia


LA COSTITUZIONE

Quella nobile Signora
raggiunto ha la terza età.
È ancora in grande forma,
poco c'è da ritoccar

Di modifiche si parla,
si vorrebbe far lo shampoo,
il colore a convenienza…
non toccatela Dio Santo!

Testa alta Con orgoglio
a sessanta è già arrivata.
Certo a cento arriverà,
sol con piccola piallata.

Nata chiara e cristallina
Non le servon coloranti.
Applicata sia a dovere
e protegge tutti quanti.

Fu l'unione degli eroi
che l'Italia ha liberato:
con sudore, sangue, onore
sul nemico ha trionfato.

Lor le regole del gioco
tutti insieme han stabilito,
anche se di lì a poco
ognun torna al suo partito.

Tutti quanti rispettiamo
per il ben della Nazione,
quella nobile Signora
Che chiamiam Costituzione

Celso Battaglia


Ringraziamo Celso per la gentilezza con la quale ci invia le sue poesie e che volentieri pubblichiamo.

lunedì 16 febbraio 2009

Da Vinca due poesie di Celso Battaglia

Celso Battaglia, autore del ilbro "Vinca, la sua storia e il suo martirio. Memorie di ieri, seme di domani", e gestore del "Blog su Vinca ci ha inviato due poesie che pubblichiamo.

Sant’Anna

Paese tristemente assai famoso,
per una strage immane perpetrata.
Che i martiri tuoi abbian riposo
e la tua storia mai sia dimenticata.

Là, sugli Appennini in santa pace
col campanil la chiesa, gli abitanti:
dove non vi è più guerra e tutto tace
sono stati sterminati tutti quanti.

Rifugio eri per tanti sfollati,
che fiduciosi lassù cercaron scampo;
saranno anch’essi tutti massacrati
non furono protetti da alcun santo.

Piccolo paradiso di tranquillità,
com’è avvenuto tanto orrore?
questo è il destino dell’umanità,
se l’odio prende il posto dell’amore.

Ma quando gli strateghi capiranno?
Stragi, abusi su deboli innocenti,
prima o poi su di loro ricadranno
e da vincitori diverranno perdenti.

Quel sacrario eretto alla memoria,
quale monito perenne deve stare,
per trasmettere ai posteri la storia:
che un tal dramma mai più possa tornare.

- ° -

Vinca e Sant’Anna

La strage di S. Anna1 è vera storia:
come tale va trasmessa fedelmente,
a fin di tramandarne la memoria,
Come andarono le cose veramente.

Dodici giorni appena son passati,
un'altra strage sarà consumata.
Ecco che a Vinca già son arrivati,
la stessa sorte gli era destinata.

La strage di Vinca2 è la riprova,
voluta preparata a tavolino.
tutti sappiamo e non è cosa nuova.
Così che si decise il suo destino.

Solo unico scopo fu la strategia,
per far terra bruciata su quei monti.
Non vi era “Farfalla”3 traditor, spia,
per sterminare tutti gli abitanti

Il paese intero condannato a morte.
questa e la verità sulla tua storia.
Così che fu decisa la tua sorte
nessuno venga qui per cercare gloria.


1) Strage di Sant’Anna 560 morti
2) Strage di Vinca 174 morti
3) Nome del presunto, capo partigiano, che si dice ricercato dai tedeschi