lunedì 25 maggio 2009

Seminario: I conflitti dopo il conflitto


Mercoledì 3 giugno 2009 ore 17.00,
Sala studio dell´Istituto storico
viale C. Menotti 137, Modena
I conflitti dopo il conflitto: violenza sui fascisti e crisi del dopoguerra in Emilia Romagna e Veneto
Seminario di studi con
Elena Carano, autrice del volume
Oltre la soglia : uccisioni di civili nel Veneto, 1943-1945, Cluep 2007

Nel corso del seminario, tenuto da Elena Carano, verranno toccati alcuni nodi relativi alla problematica questione della violenza contro i fascisti nell’immediato dopoguerra. Muovendo dalle conclusioni di una tesi di dottorato su questo tema nelle realtà veneta ed emiliano-romagnola, si porranno in evidenza cinque aspetti decisivi: l’eterogeneità degli elementi di crisi in atto alla conclusione del conflitto; la specificità della questione della violenza e le modalità attraverso le quali è interpretata e affrontata dai contemporanei; le analogie e le differenze fra il Veneto “bianco” e l’Emilia “rossa” nei meccanismi di uscita dalla guerra; le motivazioni e gli effetti delle riletture politico-culturali della violenza sui fascisti dagli anni Cinquanta ad oggi; i limiti e le potenzialità di fonti e bibliografia per ricerche su questi temi.
Seminario gratuito a numero chiuso (20 posti), con obbligo di iscrizione.
Per informazioni ed iscrizioni: Istituto storico di Modena, tel. 059219442, e-mail segreteria@istitutostorico.com entro mercoledì 3 giugno ore 13.00



Inerenti a tali problematiche è l'articolo apparso sul quotidiano "Il Giornale" il 22 maggio u.s. dal titolo "Ex partigiano confessa: «Quanta violenza in nome della Resistenza»".
Caro direttore,
ho 86 anni e mi scusi se sono costretto a scriverle a mano: non riesco più a usare la macchina per scrivere. Sono stato partigiano. Avevo 22 anni. Mi trovai in difficoltà con gli altri partigiani, quasi tutti reduci di guerra. Io ero il più giovane. Gli altri erano tutti sui trent’anni e anche più. Quasi tutti erano stati soldati nei vari fronti della spaventosa Seconda guerra mondiale. Io avevo ottenuto l’esonero dal servizio militare perché dovevo lavorare per alimentare i miei sette fratelli. Mio padre era morto d’infarto. Finita la guerra ci fu un’orgia tremenda con la caccia al fascista. Non soltanto venivano maltrattati quelli che avevano aderito al fascismo, ma tanti altri, che con il fascismo non avevano mai avuto nulla a che fare. Fu un’orgia tremenda, ripeto. Ricordo alcuni fatti. Un partigiano (però in quel momento si facevano chiamare partigiani anche molte persone malfamate: ladri, provocatori, gente che viveva di espedienti, furto soprattutto) andò nella casa di un impiegato comunale e volle che quella casa diventasse sua. Costrinse il malcapitato a firmare un foglio nel quale era detto che quella casa la cedeva al partigiano e pretese che la famiglia dell’impiegato uscisse di casa, perché quella casa era sua. Questo è uno dei tanti casi di quei giorni maledetti. Ho visto un carcere strapieno di gente (uomini, donne e bambini) arrestata dai partigiani perché fascista. Ricordo una donna che piangendo mi disse che lei non si era mai occupata di politica. L’avevano arrestata perché non voleva cedere la sua casa ad un partigiano. E poi altri fatti dolorosi, che mi costrinsero a ritirarmi. In quelle settimane in cui ero stato partigiano non ho visto altro che violenze tremende, appropriazioni indebite, furti, ricatti. Gli unici a comportarsi bene erano i reduci di guerra trasformatisi in partigiani. Gli altri erano soltanto ladri. Ora mi domando: io non sono in grado di fare lunghi tragitti, cammino con il bastone. E nel 1945 avevo 22 anni. Come mai esistono oggi baldanzosi partigiani che sfilano baldanzosi? Hanno la mia età? E com’è possibile che l’associazione partigiana abbia sempre nuovi iscritti? E la Quinta armata inglese e l’Ottava armata americana, che dalla Sicilia al Brennero, hanno invaso l’Italia liberandola da un regime ormai finito, non sono esistite? Solo le bande di partigiani hanno liberato l’Italia?
- Milano

ANOETA (Spagna), 5 giugno "Shaking up Anoeta's Memories"


Il 5 giugno p.v. il GAL spagnolo Aranzadi organizzerà ad Anoeta (Paesi Baschi) il primo appuntamento pubblico del progetto "Sharing European Memories" S.E.Me.

Servizio su S.E.Me. su RAI TRE RegionEuropa


Come previsto, domenica 24 maggio u.s. è stato trasmesso il servizio di Antonio Silvetri sul progetto Sharing European Memories girato a Vado di Monzuno in occasione dell'appuntamento "La guerra dei padri raccontata dai figli"
La puntata è visibile online sul sito di Rai Tre RegionEuropa

giovedì 21 maggio 2009

Donne e uomini in guerra


Dal Blog "Pensare in un altra luce" abbiamo preso questa interessante riflessione: "Donne e Uomini in guerra"
i parla delle guerre, di chi vince, di chi perde, dei morti in battaglia, ma si parla poco degli effetti “collaterali”, cioè di come la guerra cambi l’uomo dentro, lo renda un’altra persona, spesso violento, spesso depresso e a volte suicida, a volte non è solo un pericolo per i suoi nemici, ma anche per i suoi compagni o compagne o per se stesso.
Nelle basi americane in Iraq le scritte sono ovunque: «Non aggiratevi per il campo da sole dopo il tramonto». «Cercate una compagna per andare alle docce». E ancora: «In caso di aggressioni a sfondo sessuale possiamo aiutarvi: rivolgetevi a.....». È un fenomeno sempre più difficile da tenere nascosto quello degli abusi sessuali sui militari donne nelle fila delle Forze armate americane, soprattutto in Iraq e Afghanistan. Tempo fa, il Pentagono ha pubblicato dati da cui emerge che nel 2006 un terzo delle veterane ha dichiarato di essere stata molestata sessualmente - in modo fisico o verbale - mentre era sotto le armi, per lo più dagli uomini con cui si trovavano a servire: nello stesso anno, le denunce per abusi sessuali sono state 2688 e il 60% riguardava casi di stupro subiti mentre in servizio. Numeri contestati dalle associazioni di supporto ai veterani e da Helen Benedict, professore della Columbia University di New York e autrice di uno studio in materia: secondo Benedict, la percentuale di veterane che ha subito aggressioni sessuali è addirittura di un terzo, mentre fra il 71 e il 90% di loro ha vissuto molestie di tipo verbale.
Più dell' 11% dei soldati attualmente schierati nei due paesi sono donne: più in generale, le donne costituiscono il 15% delle forze militari attive e il 20% di quelle generali. Un incremento dovuto sia all' allargamento delle maglie del reclutamento scattato dopo il 2003 sia all' impiego in teatri di guerra dei componenti delle Guardia nazionale, una forza tradizionalmente impegnata all' interno degli Stati Uniti e con una componente femminile più alta. Per loro, denunciano le associazioni di supporto ai veterani, la tensione è enorme: «Subiscono, come tutti i militari, le conseguenze dello stress psicologico e quelle di eventuali ferite fisiche. In più, corrono il rischio di essere abusate e se questo capita sono sole - dice Suzanne Avila-Smith, fondatrice di Women Organizing Women - se un militare viene ferito in Iraq è trasferito in Germania e curato. Se una donna ha subito uno stupro non c' è nessuna forma di assistenza in Iraq: la risposta più comune che riceve è "torna al lavoro". Poi, se è coraggiosa, sporge denuncia e inizia un iter lunghissimo e molto duro dal punto di vista psicologico». Come molte delle persone attive nel supporto ai veterani, Avila-Smith denuncia l' immobilismo del dipartimento della Difesa.
Ma bisogna anche ricordare i traumi che si portano dentro i soldati che tornano a casa. E a raccontarlo sono due film importanti. La valle di Elah, che parla dei soldati americani tornati dall’Iraq e Valzer con Bashir che racconta la storia del regista Ari Folman in un film d’animazione e che ho recensito su Abbracci e popcorn qui e qui. Vale la spesa di andarli a vedere.

mercoledì 20 maggio 2009

Dubbio Resistenziale


Questa riflessione di un partigiano che ha combattuto nelle Langhe la prendiamo dal sito dell'Associazione modenese "Bollettario".
NO ALLA GUERRA - SEMPRE E COMUNQUE
Giorgio Barberi Squarotti
Dubbio resistenziale
Afghanistan 7 ottobre 2001

Cara Nadia,
cercherò di scrivere qualcosa, ma a me è sempre difficile dire su un tema fissato.
E poi ho qualche altro dubbio: da ragazzo, nelle Langhe, ho partecipato alla resistenza, e fu una guerra necessaria, nel suo piccolo. E allora? Come si può dire: No alla guerra sempre e comunque?
Con molti cari auguri e saluti, Giorgio Barberi Squarotti

Caro Giorgio,
non devi avere dubbi. La resistenza non è stata una guerra, ma solo una lotta armata, indispensabile per rispondere alla guerra voluta e portata avanti da altri. I partigiani, credimi, ne avrebbero fatto volentieri a meno, così come qualsiasi uomo oggi, soltanto di buon senso. Aspetto un approfondimento?
Carissimi saluti, Nadia Cavalera
27 novembre 2001

venerdì 15 maggio 2009

Monzuno 13 maggio: La guerra dei padri raccontata dai figli. Parte II


Il 13 maggio a Vado di Monzuno, nell'aula magna dell'Istituto Comprensivo Vado Monzuno si è tenuto il secondo incontro sul tema "La guerra dei padri raccontata dai figli. Le problematiche del passaggio delle memorie familiari".
Erano presenti Alessandro Baldi (figlio del partigiano Libero Baldi) e Davide Perlini (figlio del soldato inglese David Jackson che non l'ha mai conosciuto).
L'incontro è stato ripreso dalle telecamere di Arcoiris Tv, che presto metterà l'intera conferenza online sul suo sito; è intervenuto anche il giornalista Rai Antonio Silvestri: il servizio sarà trasmesso domenica 24 maggio, dalle ore 11,45 su TG3 RegionEuropa
Il link al progetto "La guerra dei padri raccontata dai figli"

Portavoce Vaticano: il Papa mai stato nella Gioventù hitleriana


Dalla Reuters del 12 maggio 2009 prendiamo questa notizia:
Portavoce Vaticano: il Papa mai stato nella Gioventù hitleriana
martedì 12 maggio 2009 15:51
GERUSALEMME (Reuters) - Il portavoce ufficiale del Vaticano ha detto oggi che Papa Benedetto XVI, di origini tedesche, non è mai stato membro della gioventù di Hitler, contraddicendo le citazioni attribuite allo stesso pontefice e diffuse dai media durante il suo pellegrinaggio in Israele.
Il reverendo Federico Lombardi ha dichiarato che il Papa, il cui discorso di ieri al museo Yad Vashem in memoria delle vittime dell'Olocausto è stato criticato da Israele perché troppo astratto, è stato membro di unità anti-aeree in cui sono stati arruolati molti giovani negli ultimi due anni della Seconda Guerra Mondiale.
Ma dopo che molte notizie diffuse dai media nel corso del suo viaggio in Medio Oriente hanno fatto riferimento alla sua militanza da adolescente nell'esercito nazista, Lombardi ha detto ai giornalisti a Gerusalemme: "Il Papa non è mai stato nella gioventù di Hitler, mai, mai, mai".
Nel libro "Il Sale della Terra", una raccolta di riflessioni religiose e autobiografiche del 1996, basato su interviste con il giornalista tedesco Peter Seewald, l'allora cardinale Joseph Ratzinger ha detto però di essere stato automaticamente arruolato nella gioventù di Hitler.
Alla domanda se ne sia mai stato membro, avrebbe infatti risposto: "All'inizio non lo eravamo, ma poi quando nel 1941 l'ingresso nella gioventù di Hitler è diventato obbligatorio, mio fratello è stato obbligato ad arruolarsi. Io ero ancora troppo giovane, ma più avanti, quando ero in seminario, sono stato registrato nella gioventù di Hitler. Appena finito il seminario, ne sono uscito".
Ha anche detto di aver fatto parte di batterie anti-aeree e di essere stato coscritto nella fanteria tedesca durante la guerra.
Lombardi non ha detto perché il Vaticano non abbia mai smentito in passato la militanza del Papa nella gioventù hitleriana. I media hanno iniziato a parlarne ancora prima che Benedetto XVI fosse eletto nel 2005, e la notizia riappare regolarmente negli articoli su di lui.
Il portavoce del parlamento israeliano, criticando il discorso al museo Yad Vashem, ha descritto il Papa come un "tedesco che si è unito alla gioventù di Hitler e ... una persona che si è arruolata nell'esercito di Hitler".
Il portavoce del Vaticano ha sottolineato la distinzione tra attivisti convinti della gioventù di Hitler e membri delle unità anti-aeree, omettendo la categoria di membri involontari della gioventù hitleriana di cui Benedetto XVI avrebbe detto di far parte, secondo le citazioni attribuitegli.
"La gioventù di Hitler era un corpo di volontari, ideologicamente e fanaticamente d'accordo con i nazisti", ha detto Lombardi.
Il corpo ausiliario anti-aereo in cui il Papa era arruolato verso la fine della guerra "non aveva assolutamente niente a che fare con la gioventù di Hitler, con i nazisti, o con l'ideologia nazista", ha aggiunto.
"E' importante dire ciò che è vero e non dire ciò che è falso su un argomento sensibile come questo", ha detto Lombardo.
La storia del corpo ausiliario anti-aerei, noto come "Flakhelfer", e quella della gioventù hitleriana, descrivono gli ausiliari come un'unità organizzata della Gioventù di Hitler.

giovedì 14 maggio 2009

Addio ad Alex Lees, l'eroe vero della 'Grande fuga'

Ringraziamo Paolo Gessani per la segnalazione di questa notizia tratta da Italiainformazione.com del 6 maggio.

Alex Lees, uno degli ultimi sopravvissuti della vera 'Grande fuga', immortalata al cinema nel 1963 dall'onomimo leggendario film, è morto all'età di 97 anni. Lo scozzese, che durante la seconda guerra mondiale fu un autista del Royal Army Service Corps, fu uno dei 150 'pinguini', come furono chiamati, ovvero i prigionieri alleati che scavarono un tunnel sotterraneo per fuggire dal campo nazista di massima sicurezza Stalag Luft III, allestito in Slesia. Lees è deceduto nella casa di riposo Erskine a Bishopton, in Scozia, vicino a Glasgow. La notizia della scomparsa, che risale al 22 aprile, è stata resa nota al 'New York Times' da un portavoce della casa di riposo scozzese, dove Lees viveva dal 2005. Al funerale di Lees è stata suonata la marcia tratta dalla colonna sonora del film 'La grande fuga', composta dal musicista Elmer Bernstein. A raccontare l'impossibile fuga di massa di 600 prigionieri di guerra dallo Stalag Luft III fu nel 1950 l'ex aviatore australiano Paul Brickhill, che pubblico' il libro autobiografico ''The great escape''. Tredici anni dopo, nel 1963, il regista John Sturges porto' sul grande schermo le avventure epiche narrate da Brichkill, interpretate da un cast stellare che comprendeva Steve McQueen, James Garner, Richard Attenborough e Charles Bronson. Alex Lees aveva 29 anni quando entro' nel Royal Army Service Corps. Il militare scozzese arrivò allo Stalag Luft III nell'aprile 1943, quando era stato già pianificato lo scavo del tunnel, ma non ancora avviato. Un paio di mesi prima Lees era stato catturato dai tedeschi durante un'operazione bellica sull'isola di Creta. Il suo ruolo nella ''Grande fuga'' fu quello di ''pinguino'', cioe' scavatore nella terra, e anche di 'palo' rispetto al piano segreto messo in atto dai prigionieri alleati.

sabato 9 maggio 2009

RaiNews24: Memorie di guerra


Da RaiNews24 un interessante servizio dal titolo "Memorie di guerra"
E’ sempre più nel digitale il luogo dove si conserva la memoria del nostro tempo. Nel Web sono ospitati tutti i filmati disponibili, da quelli in bianco e nero a quelli in alta definizione di oggi. Esplorare il tema guerra porta a fare delle scoperte interessanti. Sulla seconda Guerra Mondiale il filmato più visto è quello relativo al discorso col quale Benito Mussolini ha annunciato il tragico inizio delle ostilità. Ma è quando passato e presente si incontrano che si ottengono i risultati più straordinari: l’esecuzione di Bella Ciao da parte dei Modena City Ramblers è stata scaricata da oltre un milione di persone. A livello planetario grandi speranze ha suscitato poi l’appello del presidente americano Barack Obama sulla riduzione degli arsenali atomici. Scenari ripropone un viaggio nell’incubo nucleare, tormento delle generazioni che hanno vissuto nella seconda metà del novecento. Tornando in Italia sono la nonviolenza e il desiderio di pace ad incontrare il maggiore successo: non a caso in Rete una delle guerre più gettonate è qualla di Piero, il soldato che esita a sparare, nell’esecuzione del 1969 di Fabrizio De Andrè.

venerdì 8 maggio 2009

Durval Jr. sta girando un nuovo documentario sulla FEB


Durval Jr., apprezzato autore del documentario "O Lapa Azul", sta ora girando un nuovo documentario sulla F.E.B. e ci ha mandato questa animazione in anteprima... Approccio alla Linea Gotica.

sabato 2 maggio 2009

Altre due poesie di Celso Battaglia

Mauthausen

Quando l'uomo il senno avea perduto
a quel tempo nessun portava aiuto.
Terremoto voluto e provocato
l'un contro l'altro si trovò scagliato.

Non vi è aiuto né soccorso,
qui nessuno avrà rimorso,
Il mal su il bene ha trionfato,
salvare un uomo qui divien reato

Se cèca diviene l'ubbidienza,
a chi comanda ma non ha coscienza,
facile dire "a me l'han comandato"
in questo modo si assolve ogni reato.

Compassione, pietà, misericordia;
qui non esiste nessun se la ricorda.
Non chi farà del bene ma del male
forse la vita sua potrà salvare.

Quel mostro, quella belva, quella iena,
tutte insieme non dipingono la scena.
Apocalisse, diluvio, ecatombe,
nessun di questo verbo corrisponde.

Inventar bisogna altra parola
che nel vocabolario non v'è ancora,
Onde poter descrivere lo scenario
Poiché è fuori dall'immaginario.

Via crucis fu chiamata quella cava,
un uomo dopo l'altro stramazzava.
Difficile sarà amare questo mondo
là dove l'uomo aveva toccato il fondo

-°-°-°-°-°-°-

Partigiani

Otto settembre lo sbandamento
E' per l'Italia un gran tormento.
Altro che giorno dell'armistizio
E' cominciato il dì del giudizio.

Chi comandava ha abdicato:
Il militare è abbandonato.
Caduti in mano dell'invasore
ben aiutato dal traditore.

C'è chi reagisce e si difende:
vuole combattere e non si arrende
sacrificando la sua gioventù
per liberarci da schiavitù.

Ricco e povero; è fratellanza,
è lì che nasce l'uguaglianza.
Nel sacrificio e nel dolore
vi è volontà di farsi onore.

Coraggio amici andiamo avanti.
Oggi sian pochi domani tanti:
Formeremo una grande schiera
tutti riuniti da una bandiera.

Banditi, ribelli furon chiamati.
Ma erano quelli i veri soldati.
Loro l'Italia l'han liberata,
una repubblica ci han regalata.

Operai, intellettuali, contadini
mai si trovarono così vicini.
Dandoci questa costituzione
fonte di legge per la nazione.

Per una Patria indipendente,
una Repubblica, un Presidente.
Non ci son più né duce né re,
ma un parlamento eletto da te.

Un "nisei" torna a Massa sui luoghi dove fu ferito


Davide Del Giudice ci ha segnalato questa interessante iniziativa del ritorno a Massa di Noel Okamoto (442nd Infatrny Division "nisei") nei luoghi dove fu ferito.


L'articolo di Joice Costello è consultabile sul settimanale "The Outlook" della Caserma Ederle e Camp Darby del 30 aprile 2009 (.pdf)

sabato 25 aprile 2009

Monzuno 24 aprile: La guerra dei padri raccontata dai figli. Parte I


Si è svolto ieri a Vado di Monzuno, nell'aula magna dell'Istituto Comprensivo Vado Monzuno il primo incontro sul tema "La guerra dei padri raccontata dai figli. Le problematiche del passaggio delle memorie familiari".
Erano presenti Udo Sürer (Germania), Desmond Burges (veterano inglese della 24th Coldstream Guard), Heidi Johnson (traduttrice), Fosco Papini (partigiano e soldato della Legnano) e Ada Veggetti di Monzuno (sopravvissuta alla strage di Monte Sole). Ha parlato anche Giancarlo Rivelli. Nella foto sono presenti la professoressa Elisabetta Tosti (in piedi), Luca Morini e Daniele Amicarella. Questo primo incontro è parte del progetto europeo S.E.Me. (Sharing European Memories). Il secondo incontro si terrà a metà marzo con gli altri ospiti: Alessandro Baldi (Monzuno), Davide Perlini (Castiglione dei Pepoli) e Franceso Pirini (Marzabotto).

Tutti insieme a Livergnano a visitare il museo di Umberto Magnani.

martedì 21 aprile 2009

Calendario proiezioni documentario "Inside Buffalo"


Fred Kuwornu, autore del documentario sulla 92a Divisione di fanteria americana, ci ha comunicato il calendario delle prossime proiezioni che si svolgeranno in Toscana:
23 Aprile alle ore 11 due proiezioni a Sant'Anna di Stazzema (MS)
23 Aprile ore 10 Montignoso (MS)
24 Aprile alle ore 9.30 proiezione a Castelnuovo di Garfagnana (LU)
24 Aprile Proiezione alle ore 10 a Palazzo Ducale di Massa
24 aprile alle ore 18 Sala 1 a Firenze
25 Aprile ore 21 nel Comune di Coreglia (LU)
Inside Buffalo

sabato 18 aprile 2009

BARACK OBAMA, TORTURE ENABLER


Alla notizia il confronto con i processi in Germania è stato automatico. Ho però trovato solo articoli di giornalisti americani. Questo è preso da Yahoo news del 10 aprile.

BARACK OBAMA, TORTURE ENABLER
By Ted Rall Ted Rall – Fri Apr 10, 1:43 pm ET
Spain Enforces America's Laws
NEW YORK--America is a nation of laws--laws enforced by Spain.
John Yoo, Jay Bybee, David Addington, Alberto Gonzales, William Haynes and Douglas Feith wrote, authorized and promulgated the Justice Department "torture memos" that the Bush Administration used for legal cover. After World War II, German lawyers for the Ministry of Justice went to prison for similar actions.
We've known about Yoo et al.'s crimes for years. Yet--unlike their victims--they're free as birds, fluttering around, writing op/ed columns...and teaching. At law school!
Obama has failed to match changes of tone with changes in substance on the issue of Bush's war crimes. "We need to look forward as opposed to looking backwards," he answered when asked whether he would investigate America's worst human rights abuses since World War II. Indeed, there's no evidence that Obama's Justice Department plans to lift a finger to hold Bush or his henchmen accountable.
"They should arrest Obama for trying to impersonate a President," one wag commented on The San Francisco Chronicle's website.
Fortunately for those who care about U.S. law, there are Spanish prosecutors willing to do their job. Baltasar Garzón, the crusading prosecutor who went after General Augusto Pinochet in the '90s, will likely subpoena the Dirty Half Dozen within the next few weeks. "It would have been impossible to structure a legal framework that supported what happened [in Guantánamo]" without Gonzales and his pals," argues the criminal complaint filed in Madrid.
When the six miscreants ignore their court dates (as they surely will), Spain will issue international arrest warrants enforceable in the 25 countries that are party to European extradition treaties. All hail King Juan Carlos I!
Which brings us to a leaked report by the Red Cross, famous for its traditional reticence to confront governments. Which means that physicians are enjoined to do no harm. Doctors are prohibited by their ethical code of conduct from attending, much less participating in, torture. (What does this have to do with Bush's lawyers? Hold on. I'm getting there.)
The Red Cross found that CIA doctors, nurses and/or paramedics "monitored prisoners undergoing waterboarding, apparently to make sure they did not drown. Medical workers were also present when guards confined prisoners in small boxes, shackled their arms to the ceiling, kept them in frigid cells and slammed them repeatedly into walls," reports The New York Times.
"Even if the medical worker's intentions had been to prevent death or permanent injury," the report said, they would have violated medical ethics. But they weren't there to protect anyone but the CIA. They even "condoned and participated in ill treatment....[giving] instructions to interrogators to continue, to adjust or to stop particular methods." Charming.
Since 1945, at least 70 doctors around the world have been prosecuted for participating in torture. But not Bush's CIA torture facilitators. Not by this president. Asked to comment on the Red Cross report, a spokesman for CIA director Leon Panetta replied that Panetta "has stated repeatedly that no one who took actions based on legal guidance from the Department of Justice at the time should be investigated, let alone punished." (There's the lawyer connection.)
Which is similar to what Obama said about the torturers: "At the CIA, you've got extraordinarily talented people who are working very hard to keep Americans safe. I don't want them to suddenly feel like they've got to spend all their time looking over their shoulders and lawyering up." Don't you just hate being micromanaged when you're torturing people?
Ah, the great shell game of American justice. You can't prosecute the torturers because their lawyers advised them that torture was OK. You can't prosecute the lawyers because all they did was theorize--they didn't torture anyone. You can't prosecute the president and vice president who ordered the torture because they have "executive privilege" and, anyway, who would put a head of state on trial? What is this, Peru?
What's the flip side of a victimless crime? A perpless crime?
It's a neat circle, or would be if it fit, but drink some coffee and let the caffeine do its thing and it soon becomes apparent that it doesn't come close. The trouble for the Bushies, and now for Obama--they're his torturers now--is that lawyers are bound by a higher code than following orders.
Yoo, Bybee, Addington, Gonzales, Haynes and Feith were asked by the White House to come up with legal cover for what they knew or ought to have known were illegal acts under U.S. law, international law, and treaties including the Geneva Conventions (which were ratified by the U.S. and therefore hold the force of U.S. law). Since they don't deny what they did--indeed, they continue to justify it--their presumed defense if they wound up on trial in Europe would be that they were just following orders.
However, the decision in the 1948 trials of German attorneys immortalized in the fictionalized film "Judgment at Nuremberg" makes clear that a lawyer's duty is to the law--not his government. And not just his own country's law--international law.
The Nuremberg tribunal acknowledged that Nazi Germany was an absolute dictatorship in which everyone answered to Adolf Hitler and could be shot for disobeying. Nevertheless, the court ruled, "there were [German] restrictions for Hitler under international law." Despite his total legal authority within Germany, Hitler "could issue orders [that violated] international law." Obeying a direct order from Hitler, in other words, was illegal if it violated international law. And German lawyers went to prison for doing just that.
The six lawyers about to face charges in Spain didn't have to worry about Nazi firing squads. They were rank opportunists trying to advance their careers in an Administration that viewed laws as quaint, inconvenient obstacles. Here's how not scared they are: Feith recently penned an op/ed in The Wall Street Journal daring--double-daring--Obama's Justice Department to go after him.
"If President Barack Obama and the prosecutors see a crime to be prosecuted, they can act," Feith wrote.
One can only hope. In the meantime, we'll always have Spain.
(Ted Rall, President of the Association of American Editorial Cartoonists, is author of the books "To Afghanistan and Back" and "Silk Road to Ruin.")


Rimando anche alla lettura di questo interessante articolo del 16 aprile:
Obama to release OLC torture memos; promises no prosecutions for CIA officials preso da "Glenn Greenwald"

venerdì 17 aprile 2009

25 aprile: un percorso che unisce i luoghi storici della seconda Guerra Mondiale


Dal quotidiano Nove.Firenze.it prendiamo questa notizia:
25 aprile: un percorso che unisce i luoghi storici della seconda Guerra Mondiale
E’ stato presentato oggi nella sala Fallaci di Palazzo Medici Riccardi il “Sentiero della Memoria”, un percorso che unisce i luoghi teatro di efferati eccidi avvenuti nel 1944, al termine della Seconda Guerra Mondiale. All’incontro con la stampa erano presenti alcuni rappresentanti della Provincia di Firenze, del Comune di Rufina, di Pontassive, di Pelago e della Comunità Montana della Montagna Fiorentina, e anche personalità del Club Alpino Italiano, del Gruppo Escursionisti Organizzati e dell’Anpi. Nell’occasione è stato presentato il nuovo sentiero attrezzato per incentivare la presenza dei residenti e dei turisti sul territorio rurale e montano. Il percorso sarà inaugurato il 25 e il 26 aprile con due “camminate” commemorative su strade asfaltate, mulattiere e sentieri sterrati. Il tracciato servirà a mantenere vivo il ricordo di un fatto lontano nel tempo e la segnaletica sistemata lungo il percorso servirà per informare i turisti dei fatti accaduti in quei luoghi durante il secondo conflitto mondiale.
La prima tappa, della lunghezza di 10 km, porterà i visitatori dalla Consuma a Pomino. Il percorso, della durata di 3 ore, non presenta difficoltà rilevanti, ed è aperto a chiunque voglia provare un’esperienza di trekking a contatto con la storia del proprio territorio. La seconda tappa invece è lunga 18,5 km ed è riservata a persone più esperte. Il percorso si estende da Pomino a Pontassieve, passando per luoghi ricchi di ricordi storici come Rufina e Pievecchia. Per tutti i partecipanti iscritti è previsto un pranzo a sacco, la cena, e il pernottamento presso la ex-scuola di Pomino e la Misericordia di Pontassieve.
L’obiettivo di tutti gli Enti partecipanti è valorizzare il nuovo percorso nell’intento di promuovere la giornata della Memoria del 27 gennaio, in cui verranno coinvolte le nuove generazioni e le scolaresche del territorio.
Le prenotazioni alla camminata devono arrivare entro il 18 aprile. E’ possibile iscriversi e chiedere informazioni a:
- Geo: 3287239497 – info@gruppogeo.it
- CAI: 3389716739 - info@caipontassieve.it
- Soci Coop Valdisieve: 3472734275 – sez.valdisieve@socicoop.it

sabato 11 aprile 2009

Terremoto, a Onna il risarcimento di Berlino per strage nazista


Dal Velilno.it riportiamo questo interessante articolo di Enzo Piergianni

Terremoto, a Onna il risarcimento di Berlino per strage nazista
Berlino, 10 apr (Velino) - L’offerta tedesca di contribuire alla ricostruzione della chiesa terremotata di Onna, alle porte dell’Aquila, è stata attivata dalla prima puntata di Porta a Porta dopo la catastrofe, andata in onda lunedì scorso. In trasmissione, un inviato del programma di Bruno Vespa ha sottolineato che l’ultima tragedia di Onna prima del terremoto era stata una strage compiuta l’11 giugno 1944 da militari tedeschi in ritirata durante la seconda guerra mondiale, due giorni prima della liberazione dell’Aquila. Sul posto furono trucidati 17 civili innocenti. Poco prima, il 7 giugno 1944, nel vicino comune di Filetto, gli occupanti nazisti avevano ucciso 17 persone e incendiato il paese. Vent’anni dopo si scoprì che il capitano Matthias Defregger, responsabile del massacro come comandante del reparto della Wehrmacht impiegato nella circostanza, aveva tenuto nascosta la propria azione a Filetto ed era diventato vescovo ausiliario dell’arcidiocesi di Monaco di Baviera. Il processo istruito a suo carico dall’autorità giudiziaria in Germania venn e rapidamente archiviato. Il servizio di Porta a Porta non è sfuggito alla diplomazia tedesca.
L’ambasciatore di Germania, Michael Steiner, si è recato personalmente sui luoghi devastati dal sisma e ha visitato le macerie di Onna (50 morti su 300 abitanti) assicurando un pronto interessamento del suo paese per aiutare nella ricostruzione della chiesa di Onna. E’ stato immediatamente informato a Berlino il ministro degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier, e la piena disponibilità tedesca è stata comunicata dallo stesso ministro al suo collega italiano Franco Frattini. La chiesa di Onna risale al 18simo secolo. Costruita in stile romanico e dedicata a San Pietro Apostolo, sede della Congregazione di Maria Santissima delle Grazie, era affrescata con l’immagine della “Madonna del Velo Bianco”. Il ministro Steinmeier ha voluto dare il segno “della vicinanza e della partecipazione” della Germania alla tragedia che ha colpito l’Italia, ribadendo sentimenti di cordoglio e di solidarietà espressi dal capo dello Stato Horst Köhler al presidente Giorgio Napolitano e dalla cancelliera Angela Merkel al premier Silvio Berlusconi. Nel loro ultimo incontro bilaterale, in novembre a Trieste, Frattini e Steinmeier hanno visitato insieme la Risiera di San Sabba per un omaggio alle vittime del nazismo.
Nell’occasione fu decisa l’istituzione di una Commissione di storici per l’elaborazione di una memoria condivisa sui rapporti italo-tedeschi durante l’occupazione nazista della penisola. In marzo la Commissione ha iniziato i suoi lavori a Villa Vigoni sul lago di Como. Il confronto sul passato bellico è stato riaperto dalla sentenza della Corte di Cassazione italiana che ha riconosciuto la legittimità dei risarcimenti individuali alle vittime delle stragi naziste in Italia. La Germania ha presentato alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja un ricorso contro la sentenza della suprema corte italiana.
(Enzo Piergianni)


Venerdi 17 Aprile 2009
12:46 - TERREMOTO IN ABRUZZO: GERMANIA RICOSTRUISCE CHIESA DI ONNA

Il governo tedesco finanzierà il restauro e la ricostruzione della chiesa di Onna, il paese andato distrutto dal terremoto in Abruzzo. E grazie ad un gemellaggio con la cittadina tedesca Rotweil avvierà una raccolta fondi da destinare alle necessità della popolazione di Onna. Un gesto simbolico di “purificazione della memoria” legato ad una strage nazista avvenuta ad Onna l’11 giugno 1944, che provocò 16 vittime innocenti. A riferirlo al SIR è don Claudio Tracanna, portavoce dell’arcidiocesi dell’Aquila, dopo l’incontro avuto con l’ambasciatore della Germania in Italia Michael Steiner, che ha fatto un sopralluogo in quelle zone e si è accordato con il ministro degli esteri Franco Frattini. “Ad Onna ci fu durante la seconda guerra mondiale una strage nazista – spiega don Tracanna -. L’ambasciatore ci ha detto che questo atto di solidarietà vuole essere anche un gesto per purificare la memoria. Ci ha promesso che i lavori partiranno il prima possibile”.

giovedì 2 aprile 2009

Monzuno, 24 aprile "La guerra dei padri raccontata dai figli"


Comune di Monzuno
Istituto Comprensivo di Vado Monzuno

venerdì 24 aprile 2009
ore 10,00

Palestra di Vado (Monzuno)

La guerra dei padri raccontata dai figli
Le problematiche del passaggio delle memorie familiari


Presentano:
Dott. Andrea Marchi
Dott.ssa Nunzia Nardiello
(dirigente scolastica Istituto comprensivo di Vado Monzuno)

Conducono:
Prof.ssa Elisabetta Tosti
(Istituto comprensivo di Vado Monzuno, referente progetto S.E.Me.)
Massimo Turchi
(coordinatore didattico del progetto S.E.Me.)

Intervengono:
Alessandro Baldi (Monzuno)
Davide Perlini (Castiglione dei Pepoli)
Francesco Pirini (Marzabotto)
Udo Sürer (Germania)

S.E.Me. - Sharing European Memories
Comunità Europea - Programma "Cultura" - DG Istruzione e cultura
Associazione Linea Gotica


Quando la guerra finisce, per chi l'ha vissuta non esiste un interruttore da spegnere per poter ricominciare come se nulla fosse accaduto. Ogni persona dovrà fare i conti con i traumi, piccoli o grandi che siano. Il ritorno in famiglia, se esiste ancora, genererà nuove dinamiche familiari e la ricerca di un nuovo equilibrio, che non sempre si riesce a raggiungere. Di solito la prima reazione dell'individuo è quella di far finta di nulla, di tacere, come se questo potesse scacciare i "fantasmi" della coscienza; è però sufficente un oggetto, una situazione per evocarli.
Col tempo la persona sente il bisogno di raccontare, ma cosa? a chi? alla moglie (al marito)? ai figli? ai nipoti? si ma cosa? come? Il raccontare o meno ha inevitabilmente dei riflessi sulle dinamiche familiari e soprattutto sui figli e sui nipoti...
Crediamo che l'esperienza vissuta dai figli, sulle difficoltà della trasmissione delle esperienze da parte dei padri – sia che abbiano o meno raccontato (o abbiano potuto farlo) –, possa servire a capire come i traumi causati dalla guerra ricadano sulle nuove generazioni e che le conseguenze di un conflitto siano molto più lunghe di quanto ci si possa aspettare.
www.progettolineagotica.eu

Bill Mauldin


Non possiamo poi dimenticare il famoso cartoonist americano Bill Mauldin che è stato soldato durante la campagna d'Italia servendo nella 45th Infantry Division.
Le sue sarcastiche vignette sono state molto apprezzate dagli stessi soldati che hanno combattuto in Italia.
Alcune strisce sono visibili su questo sito

mercoledì 1 aprile 2009

Presentazione del prodotto multimediale 3D dedicato a Monte Sole



Venerdì 3 aprile 2009 ore 11.30
Museo Civico Archeologico di Bologna - ingresso da via De’ Musei, 8
Presentazione del prodotto multimediale 3D dedicato a Monte Sole
con la ricostruzione digitale del territorio e la connessione con una banca dati sulle battaglie e gli eccidi

Progetto a cura di Settore Cultura e rapporti con l’Università del Comune di Bologna, CINECA, Fondazione Villa Ghigi e Parco Storico di Monte Sole


Gentile,
sono lieto di invitarLa venerdì 3 aprilealle ore11.30 al Museo Archeologico, sala del Risorgimento, alla presentazione dell'ultimo dei prodotti multimediali 3D nati dall'accordo fra Comune di Bologna e CINECA.
Il Settore Cultura e Rapporti con l’Università del Comune di Bologna, in collaborazione con il CINECA, la Fondazione Villa Ghigi e il Parco Storico di Monte Sole, ha realizzato un prototipo di applicazione multimediale dedicato alla strage di Monte Sole con lo scopo di ricostruire, conservare e diffondere la memoria degli episodi dell'insorgenza partigiana e in particolare della brigata "Stella Rossa", unitamente a quella degli eccidi perpetrati nell'autunno 1944 a Monte Sole e nel circostante territorio tra Reno e Setta, nonché della vita di quelle comunità e degli scenari di guerra della “Linea Gotica”.
Tale prototipo, studiato e realizzato per essere utilizzato in molteplici e differenziate installazioni museali e per la fruizione on line, offrirà la visualizzazione digitale 3D del contesto ambientale di Monte Sole nel 1944 confrontato con quello attuale,e insieme l’accesso ad una banca dati multimediale di tipo storico, con notizie su eventi, luoghi, formazioni partigiane, testimonianze, caduti combattenti.
Intervengono all'incontro:
- Romano Franchi, presidente Parco Storico di Monte Sole
- Antonella Guidazzoli, responsabile Laboratorio Visman Cineca
- Beatrice Magni, curatrice dei contenuti del progetto
- Mino Petazzini, direttore Fondazione Villa Ghigi
Confidando nella Sua partecipazione, porgo i più cordiali saluti.
Il Direttore
Mauro Felicori