domenica 31 ottobre 2010

13-14 novembre 2010 - Monte San Pietro e Monzuno: "Le stragi di guerra come fratture"


Regione Emilia Romagna
Provincia di Bologna
Comune di Monte San Pietro
Istituto per la storia della Resistenza e della societá contemporanea nella provincia di Bologna
Associazione Linea Gotica - Officina della Memoria
Associazione La Rana dalla bocca larga - Cinerana
Associazione culturale La Conserva

13 NOVEMBRE 2010 - Monte San Pietro
Auditorium Scuola Media
via IV Novembre, 4
Calderino di Monte San Pietro - Bologna
ore 15
Seminario
Le stragi di guerra come fratture
Diverse prospettive di lettura


Interventi:
Fabio Dei, docente di Antropologia culturale all’Università di Pisa
Giorgio Diritti, regista del film “L’uomo che verrà” "Il vento fa il suo giro"
Andrea Speranzoni, avvocato di parte civile nei processi delle stragi di Marzabotto, Casalecchio di Reno e Monchio
Paolo Pezzino, docente di Storia contemporanea all’Università di Pisa
Adriano Zamperini, docente di Psicologia sociale all’Università di Padova
Coordina: Giusi Marcante (Radio Città del Capo - Bologna)


Con il contributo di
Coop Reno
Intermediazioni immobiliari Leli

L'iniziativa rientra tra le attività del Festival della Storia 2010

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Regione Emilia Romagna
Provincia di Bologna
Comune di Monzuno
Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nella provincia di Bologna
Associazione Linea Gotica - Officina della Memoria
Associazione La Rana dalla bocca larga - Cinerana
Associazione culturale La Conserva
Circolo Monte Adone

14 NOVEMBRE 2010 - Monzuno
Escursione con diorama vivente
17 ottobre 1944: le voci dopo la strage
Ritrovo in piazza a Vado (Monzuno) ore 9,30
traferimento con mezzi propri a Monterumici
Info: Massimo Turchi 335.7209899 massimoturchi@libero.it

Brento ore 15,00 presso il Circolo di Monte Adone
Conferenza
“Gli effetti del passaggio del fronte”
di Giancarlo Rivelli (Ass. Linea Gotica - Officina della Memoria)
introduce Gabriele Ronchetti
Stand gastronomico Circolo Monte Adone - prenotazioni: 338.5438966 - 338.1917149
(Crescentine doppie farcite - Patatine fritte - Acqua - Bibite - Caffé)

Con il contributo di
Emilbanca Credito Cooperativo
Coop Reno
Savenottica Plus
A.R. Alimentari

Si ringrazia l'assessore alla cultura del Comune di Monzuno Ermanno Pavesi
L'iniziativa rientra tra le attività del Festival della Storia 2010

lunedì 25 ottobre 2010

Il Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema a Deinze per un convegno europeo sulla memoria


Dal sito www.santannadistazzema.org riportiamo la notizia:

Convegno a Deinze sui luoghi di memoria in Europa

Il Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema a Deinze per un convegno europeo sulla memoria
Il vicesindaco di Stazzema Maurizio Verona ha incontrato Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo

STAZZEMA- Si sono svolti a Vinkt, nel comune di Deinze in Belgio, le celebrazioni per il 70 anniversario della strage di civili nella quale furono uccise ottanta persone alla presenza del Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy. Per celebrare l’occasione, giovedì 21 e venerdì 22 ottobre si è svolto un importante convegno nel castello di Ooidonk al quale è stato invitato il Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema con il vicesindaco di Stazzema, Maurizio Verona, assieme al dr. Simone Caponera e al dr. Simone Tonini del Museo Storico della Resistenza di Sant’Anna. Verona si è incontrato con Van Rompuy per parlare di Sant’Anna e avviare un dialogo per progetti assieme all’Unione Europea. “Il Parco Nazionale della Pace sta assumendo un’impronta sempre più europea, per un respiro internazionale delle iniziative” - commenta Verona. “E’ fondamentale mettere in rete le città teatro di strage per sviluppare progetti ed attività comuni”. A Deinze, oltre al Parco Nazionale della Pace, sono stati inviatati dall’Ename Centre, l’ente organizzatore della manifestazione (assieme al Governo belga, l’Unione Europea e il comune di Deinze), la Scuola di Pace di Monte Sole, l’Associazione nazionale vittime del Nazismo (Vn-Bda, Germania), Oradour (Francia), Michniów (Polonia), Vinkt, Meigem (Belgio), Putten (Olanda). La sessione accademica è stata tenuta dal prof. John Carman dell’Università di Birmingham. Le delegazioni sono state accolte dal Conte Juan t’ Kint de Roodenbeke nel suo castello alle porte di Deinze. “Nella prima giornata di lavori” - prosegue Verona - “ciascuna realtà si è presentata, illustrando la storia e come viene perpetrata la memoria dei fatti. Il Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna fino a pochi anni fa non era molto conosciuto in Europa ma dopo il processo le cose sono cambiate. Si è parlato molto di Sant’Anna anche il secondo giorno, quando ho consegnato al Presidente Van Rompuy il materiale e le informazioni relative al Parco Nazionale della Pace”. Venerdì le delegazioni si sono recate nella chiesa di Vinkt per rendere omaggio alle vittime del massacro del 1940; con una sobria ma sentita commemorazione, Van Rompuy, assieme al Ministro della Difesa belga, Pieter de Crem, il sindaco di Deinze e le autorità locali hanno sottolineato l’importanza di questo convegno. “E’ molto importante preservare la memoria” - ha detto Van Rompuy durante l’incontro con Verona, ringraziando la delegazione di Stazzema per essere andata a Vinkt.

mercoledì 20 ottobre 2010

Campo Tizzoro (San Marcello P.se): Ritorno alla SMI


Le riprese del documentario sulla battaglia della Maceglia si sono concluse sabato scorso con la visita alla ex-fabbrica di munizioni della SMI (Società Metallurgica Italiana) a Campo Tizzoro. Erano più di sessant'anni che gli ex-partigiani non entravano nello stabilimento. La visita ai bunker sotterranei della fabberica è stata molto emozionante.


La targa a Campo Tizzoro

Due articoli tratti dal Tirreno - Pistoia del 6 ottobre 2010 riguardanti la visita dei nipoti dell'ing. Kurt Kayser a San Marcello P.se

«Non sapevamo che lo zio era un eroe»
Tornerà nel 2011 la famiglia dello "Schindler" di Campo Tizzoro

di A.S.
SAN MARCELLO. Hanno lasciato ieri mattina la Montagna pistoiese, ma quasi certamente torneranno a San Marcello nel 2011, in occasione del centenario della nascita della Smi di Campo Tizzoro. Si tratta di Jeans Kaiser, di sua moglie Mae e dei figli Tina e Led che, lunedì, nella sala consiliare del Comune, hanno ricevuto dal sindaco Carla Strufaldi una targa con lo stemma del comune di San Marcello in memoria di Kurt Kaiser (di cui Jeans è bisnipote), che durante l'occupazione nazista, quando era ingegnere capo dello stabilimento Smi, salvò decine di operai, entrati a far parte della Resistenza, dalla fucilazione. L'ingegnere tedesco fu anche colui che salvò dalla distruzione certa l'intero stabilimento, perché le truppe tedesche in ritirata non volevano lasciare agli alleati anglo-americani una cosi ghiotta fabbrica di armi a loro disposizione. In Italia la storia di Kaiser ha iniziato ad essere conosciuta grazie ad un libro di Daniele Amicarella, ma in Germania è stata una ricercatrice pistoiese, che lavora là, a mettere un'inserzione sul giornale per conoscere i parenti di Kurt Kaiser. «Noi non sapevamo nulla - ha detto Jens Kaiser ricevendo la targa dalla mani del sindaco - che il nostro parente fece tutto questo. Lo abbiamo saputo solo da due settimane e la Tv tedesca tra poco girerà un documentario su nostro zio. Sono veramente emozionato di questa accoglienza. So che era molto riservato e non amava mai parlare dei fatti inerenti alla Seconda guerra mondiale, per questo motivo nessuno in famiglia ha mai saputo nulla. Sono anche venuto a conoscenza e sempre da poco, che una targa con il nome di mio zio è apposta a Campo Tizzoro, accanto ai vecchi rifugi anti aerei». Targa che l'amministrazione comunale di San Marcello collocò il 25 Aprile del 2009. «Tra un anno ricorreranno i cento anni della nascita della Smi - ha spiegato a Jens Kaiser al termine della cerimonia il sindaco Strufaldi - vorrei che tu e tutta la tua famiglia foste presenti per quell'occasione, ci farebbe immensamente piacere».


Salvò decine di operai della Smi
Targa al pronipote di Kayser: non sapeva dell'illustre bisnonno

di Roberta Ripaoni
S.MARCELLO. Che effetto fa scoprire improvvisamente che tuo bisnonno è stato un eroe e che ha salvato la vita a centinaia di persone? Ecco una delle tante storie della Resistenza, delle quali la nostra montagna è ricca, che tornano dal passato, riaffacciandosi nel presente, forse come monito alla memoria. L'ignaro, fino a poco tempo fa, protagonista è Jens Kayser, bisnipote di Kurt Kayser, un ingegnere tedesco che, durante la seconda guerra mondiale, fu mandato sui monti sanmarcellini a controllare la produzione bellica della Smi di Campotizzoro e che, servendosi della propria autorità, mise in salvo un gran numero di civili condannati a fucilazione. E chissà qual'è stato anche lo stupore dell'amministrazione di San Marcello, quando è venuta a sapere, da passaraparola, che un parente del cosiddetto " Il Kaiser" si trovava proprio da queste parti, spinto dall'annuncio pubblicato su un giornale tedesco. «E' una vicenda curiosa - spiega Luisa Soldati, vicesindaco di San Marcello - appena ci hanno informato che un nipote di Kurt Kayser era qui, abbiamo voluto incontrarlo e rendere il dovuto omaggio alla memoria dell'ingegnere, scomparso venti anni fa, con una cerimonia nella sala consiliare e la consegna di un piatto con lo stemma comunale, in segno di riconoscimento alla grande umanità e al coraggio di questo personaggio». Una vicenda a molti nota, quella de "Il Kaiser", raccontata anche in un libro da Daniele Amicarella, ma che il bisnipote dell'ingegnere non conosceva ed ha scoperto solo alcuni mesi fa. «Il tutto è nato da un annuncio di una giornalista italiana, che sta facendo alcune ricerche sulla resistenza e che proprio in Germania stava cercando i parenti di Kurt Kayser - continua Soldati - il bisnipote, ricostruendo la vicenda e incuriosito dalla storia, è venuto in Italia ed è arrivato fino qui, a Campotizzoro». Un ruolo insospettabile quello dell'ingegnere Kayser, che non era uomo d'armi e che silenziosamente è diventato una sorta di eroe per tutta la montagna pistoiese. «La Smi era una fabbrica di munizioni, allo stesso tempo, vero e proprio laboratorio della Resistenza - spiega il vicesindaco - Kayser era stato mandato per visionare la produzione, ma, avvalendosi del proprio ruolo, ha aiutato di nascosto le cellule della Resistenza ed ha messo al sicuro la vita di tante persone, fingendo ordini o speciali lasciapassare per gli operai e non solo. In questo modo ha contribuito alla lotta partigiana e ha preservato dalla distruzione un realtà industriale, fonte importante di lavoro locale». Una sorta di Oscar Schindler della montagna pistoiese, insomma, al quale il comune di San Marcello ha voluto rendere tributo. «Kurt Kayser era già venuto in Italia agli inizi degli anni 80, raccontando la sua storia - conclude Soldati - ma allora era mancata l'occasione per un riconoscimento da parte del nostro territorio. Lo abbiamo fatto adesso, tramite il bisnipote. E' stata una circostanza commovente, il ricordo di quella storia è ancora forte e presente in montagna».

giovedì 14 ottobre 2010

Buon compleanno "Uomini in guerra sulla Linea Gotica": 37.618 visite, due anni ben portati!



Il 13 ottobre 2008 abbiamo creato il sito internet www.progettolineagotica.eu utilizzando pagine gratuite di Google, contenitore del progetto educativo "Uomini in guerra sulla Linea Gotica", che ha da subito riscosso grande attenzione sia in Italia che all'estero.

I numeri: 37.618 visite provenienti da 105 Paesi

1. Italy 33.922
2. Germany 640
3. United States 609
4. Brazil 420
5. France 299
6. Switzerland 281
7. United Kingdom 232
8. Spain 107


Il blog del progetto educativo (http://progettolineagotica.blogspot.com) invece è stato realizzato il 10 gennaio 2009 e da allora ha totalizzato 25.336 visite per una media giornaliera di 39.

Nel 2010 il progetto ha creato la pagina su facebook "Uomini in guerra sulla Linea Gotica" e ad oggi conta 327 fan

Nell'aprile di quest'anno è nata l'"Associazione "Linea Gotica - Officina della Memoria" nella quale il progetto educativo è confluito e presto sarà online con un nuovo sito internet...

GRAZIE!



Massimo Turchi

lunedì 11 ottobre 2010

Budapest (Ungheria), 25 ottobre 2010, convegno: "La fede in una libera Italia - La diplomazia italiana e l'Ungheria"

Abbiamo ricevuto la notizia di questo convegno da Eva Framarino che abbiamo conosciuto alcuni giorni fa. Lei è la nipote di Attilio Perrone Capano (vice console dell'ambasciata italiana in Ungheria) che il 2 gennaio 1945, mentre tentata di passare il fronte (era partito da Roncoscaglia) morì assiderato in località Arca di Canevare di Fanano. Siamo impegnati in un lavoro di ricerca di documentazione locale per aiutarla a comporre, il più completamente possibile, il puzzle delle ultime ore di Attilio.


L'Istituto Italiano di Cultura di Budapest
l'Istituto di Italianistica della Facoltà di Lettere dell'Università Eötvös Loránd
e il Comitato di Budapest della Società Dante Alighieri
hanno il piacere di invitare la S.V. al seminario
"La fede in una libera Italia" - La diplomazia italiana e l'Ungheria

lunedì 25 ottobre 2010, ore 15,00
Sala Conferenze dell'Istituto Italiano di Cultura
(1088 Budapest, Bródy S. u. 8. - Tel.: 483-2040)

Indirizzi di saluto:
Salvatore Ettorre (Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Budapest)

Interverranno:
Elena Dundovich (Università di Pisa) - La politica estera italiana dalla caduta di Mussolini alla liberazione, 1943-1945
Eva Framarino (Torino) - Un pugno di farina d'Ungheria

Intervallo

Ilona Fried (Università degli Studi Eötvös Loránd) - Memoriali sulla Diplomazia Italiana di Budapest: Carlo de Ferrariis Salzano, Antonio Widmar e altri
Fabrizia de Ferrariis Pratesi (Roma) - Ricordi d'infanzia e scuola di vita
Stefano Caccialupi (Roma) - Ricordi


Durante la manifestazione verrà assicurata la traduzione simultanea

Sasso Marconi, 22 ottobre 2010, convegno: "Luoghi della memoria, musei, fra didattica e divulgazione"



ANPI
Comune di Sasso Marconi
Gruppo 25 aprile
Aula della Memoria - Colle Ameno

Venerdì 22 ottobre 2010
dalle ore 15.30

presso il Salone delle Decorazioni del Borgo di Colle Ameno
convegno - seminario
Luoghi della memoria, musei, fra didattica e divulgazione

parteciperanno, fra gli altri:
L’Aula della Memoria di Colle Ameno
Il Museo della Battaglia del Senio di Alfonsine (Ra)
Il Museo della Resistenza di Bologna
Il Parco Storico di Monte Sole
Il Progetto Linea Gotica di Castel d'Aiano
L’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea
nella provincia di Bologna

L’Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea
in Ravenna e provincia

L’Istituto storico della Resistenza e di storia contemporanea di Modena
La Fondazione Fossoli di Carpi (Mo)
L'Aula Didattica di Sabbiuno
L'Istituto Alcide Cervi di Gattatico (Re)
L'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Parma

L'incontro è rivolto agli insegnanti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, agli Assessorati dei Comuni, Provincie, Regione, alle Associazioni Culturali e alle sezioni territoriali dell'ANPI.

Ai docenti che parteciperanno sarà rilasciato un'attestato di frequenza da parte dell’ISREBO, ente riconosciuto per la formazione.

Sarà allestita in concomitanza una mostra, dal titolo La scuola ai tempi dei figli della lupa, con materiale originale del tempo.
Coordinerà Cinzia Venturoli, storica - Isrebo

venerdì 8 ottobre 2010

9 ottobre 2010, Monzuno (Bo): Commemorazione Eccidio Monte Sole



Comune di Monzuno

Commemorazione Eccidio di Monte Sole
9 OTTOBRE 2010
Celebrazioni


ore 9,00 - Ca' Veneziani - Casa del Lupo
ore 10,00 - Oratorio di Cerpiano
ore 11,00 - Valle. Targa 1° Consiglio Comunale
ore 17,00 - Vado Biblioteca Conferenza "Luoghi e uomini e storie sulla Linea Gotica" a cura di Gabriele Ronchetti

Il Sindaco e le Autorità locali deporranno corone commemorative nei luoghi della memoria e in ricordo delle vittime
LA CITTADINANZA E' INVITATA
-.-.-.-.-.-.-.-

Resto del Carlino - Bologna 7 ottobre 2010

MONZUNO
Un monumento a Monte Sole
Pellegrinaggio e sottoscrizione


—MONZUNO—
CON UNA visita a Ca’ Veneziani e la deposizione di una corona nella casa del ‘Lupo’, il comandante della brigata Stella Rossa, Monzuno ricorderà sabato
alle 9 le vittime di Monte Sole. L’iter prevede poi una seconda visita all’Oratorio di Cerpiano, dove le SS trucidarono oltre 30 bambini ospiti dell’asilo. L’episodio viene raccontato in modo straziante dalla suora Antonietta Benni, scampata alla carneficina. Si inizierà una raccolta di fondi per collocare a Cerpiano un monumento che ricordi l’eccidio. Alle 11 la corona verrà depositata a Valle, dove nel ’44 si tenne il primo consiglio comunale di Monzuno post Liberazione. Infine alle 17, nella biblioteca di Vado, conferenza su ‘Luoghi, uomini e storia sulla linea Gotica’ curata da Gabriele Ronchetti.
f. f.

giovedì 7 ottobre 2010

"Barbudos, sujos e fatigados – a sair em outubro" il nuovo libro di Cesar Campiani Maximiano


Il nuovo libro di Cesar Campiani Maximiano "BARBUDOS, SUJOS E FATIGADOS – soldados brasileiros na Segunda Guerra Mundial", Grua (Brasil)
I libri di Cesar Campiani Maximiano

Domenica 10 ottobre 2010: Commemorazione eccidio di Manno di Toano (Re)

Da Sassuolonline.it del 1° ottobre 2010
Domenica 10 ottobre sarà commemorato l'eccidio di Manno di Toano. Le partenze da Sassuolo sono previste alle ore 8.30 con pullman da Piazza Risorgimento, alle ore 8.15 dal piazzale della scuola Caduti per la Libertà di Borgo Venezia (a cura del circolo Pagliani) Dopo la sosta al Muraglione di Baiso e la posa di una corona al cippo di Nino Piccinini, alle ore 9.30 è previsto l'arrivo e la partecipazione alla manifestazione celebrativa: S.S. Messa, corteo, posa di una corona e discorsi ufficiali.
Presenzieranno: il Sindaco di Sassuolo, Luca Caselli, i Sindaci di Toano Michele Lombardi e di Villa Minozzo Luigi Fiocchi, la Presidente dell'ANPI Sassuolo, Antonia Bertoni. Accompagnamento musicale a cura della Banda "La Beneficenza" di Sassuolo.

Nell’ottobre del ’44 proprio in questa località di Manno caddero gli 11 partigiani, dieci dei quali sassolesi, e ancora una volta voglio ricordarne i nomi: Luigi Cervi (18 anni), Nino Fantuzzi (20 anni), Enrico Gambarelli (24 anni), Walter Gandini (20 anni), Alete Pagliani (22 anni), Vittorio Roversi (19 anni), Franco Spezzani (18 anni), Vincenzo Valla (34 anni), Mario Veroni (24 anni), Walter Zironi e Clodoveo Galli (43 anni, di Gorizia).
Walter Zironi, di guardia in quel momento, fu il primo ad essere ucciso. I tedeschi intimarono la resa e incendiarono l’accantonamento. I partigiani, svegliati di soprassalto, accecati dal fumo, si arresero credendo alla promessa che avrebbero avuta salva la vita. Si arresero quindi Cervi, Fantuzzi, Gambarelli, Gandini, Pagliani, Roversi, Spezzani, Valla, Veroni e Galli.Quattro vennero uccisi sul posto e gli altri sei condotti a Villa Gherardini di Manno, dove furono barbaramente seviziati e poi impiccati ad alcuni alberi con fili di ferro strappati dai filari
.
Da Bologna2000

venerdì 24 settembre 2010

Monte Sole, 1-2-3 ottobre 2010: Commemorazioni degli Eccidi di Monte Sole


Ricevo da Marzia Gigli della Scuola di Pace di Monte Sole:

gentilissimi,

siamo molto lieti di invitarvi alle iniziative organizzate in occasione del 66° Anniversario degli eccidi di Monte Sole.

Gli eventi sono numerosi e iniziano già il 1° ottobre 2010 a Bologna.

Proseguono il 2 e il 3 ottobre tra Marzabotto e Monte Sole: incontri con ricercatori,studiosi e giornalisti, conversazioni con alcuni dei superstiti degli eccidi, visite ad alcuni dei luoghi meno visitati della strage e altro ancora.

Da quest'anno le celebrazioni sono gemellate anche con il festival di Internazionale di Ferrara, insieme al quale è stata organizzata l'iniziativa del 2 ottobre. Sarà presente infatti, tra gli altri, Yaqub Ibrahimi, giornalista afgano, vincitore del Premio giornalistico Anna Politkovskaja 2010.

Tutti i dettagli delle iniziative sono nel programma che trovate sul sito www.montesole.org

sabato 18 settembre 2010

Passo del Giogo Scarperia - 18-19 sett. 2010: "Un Tuffo nella Storia: 1944-2010"


Il Comune di Scarperia e la Comunita’ Montana del Mugello
in collaborazione con:
- Associazione Gotica Toscana onlus

"Un Tuffo nella Storia: 1944 - 2010"
1° Museo vivo a cielo aperto, quinta edizione
Visita ricostruita al campo di battaglia del Passo del GIOGO nella II Guerra mondiale
con veicoli, carri, equipaggiamenti, tende, curiosità e soldati in movimento
www.goticatoscana.eu

Una guida dei luoghi della Seconda Guerra Mondiale in Italia edita in america


E' uscita la guida americana dei luoghi della Seconda Mondiale in Italia in lingua americana. L'autrice è Anne Leslie Saunders. Ricca di informazioni utili al turista.
Il testo del retro-copertina:
Italy is today one of the most popular tourist destinations in the world. As you walk through its lovely cities and countryside, it's hard to imagine that many areas suffered immense damage during the Second World War, when Allied and German armies battled from one end of Italy to the other. Reconstruction and development now conceal much of the devastation that occurred. However, the memory of the war is preserved throughout Italy in hundreds of museums, monuments, cemeteries, and former battlegrounds.
This comprehensive guidebook takes visitors to more then one hundred memorial sites, many of which honor the 60,000 Allied soldiers killed in combat and the 252,000 wounded or missing in action. Others pay trbute to Italians who participated in the Resistance or died in reprisal massacres and concentration camps. Included are:
Descriptions of sites in or near Cassino, Anzio, Rome, Florence, Lucca, Ortona, Rimini, Bologna, and Trieste
Historical summaries of the Italian campaign and preceding events
Notes about which sites offer tours in English
Directions by car
Maps and driving tips
Relevant websites
A list of convenient hotels


Anne gestisce anche il website Travel Guide Press con gli aggiornamenti e altre preziose informazioni.

mercoledì 15 settembre 2010

"Accanto alla tigre", incontro con Lorenzo Pavolini


La Tigre di Lorenzo Pavolini
pubblicata da Enzo Ciampi il giorno venerdì 3 settembre 2010 alle ore 17.40
“Accanto alla tigre” di Lorenzo Pavolini


Ci sono libri che, nel momento in cui compaiono sugli scaffali, tu sai che dovrai leggerli. Per me “Accanto alla tigre”, di Lorenzo Pavolini è stato uno di quei libri.
Il motivo, per quel che importa, possono intuirlo coloro che mi conoscono ed hanno letto “Mio cugino il fascista”. Non tanto perché la figura di Alessandro Pavolini compare sullo sfondo, in alcune scene, quanto perché il protagonista Alex è molto “pavoliniano”, nell’essere interprete di quel fascismo, nel suo modo di parlare e di pensare, ed anche nel modo di affrontare la morte.
A ciò si aggiunga il fatto che all’epoca, nel 2005 - attratto come sono dalle vite dei grandi perdenti - ero seriamente intenzionato a scrivere una biografia del gerarca morto a Dongo nell’aprile del 1945. Non un romanzo biografico o una biografia romanzata, bensì una “vera” biografia. Pur conoscendone una abbastanza recente (e poco convincente) di A.Petacco.
Per fortuna non l’ho fatto.
Non sapevo, confesso, che Lorenzo Pavolini fosse il nipote di Alessandro; e non potevo sapere che pochi anni dopo ne avrebbe scritto. Ma ora questo libro c’è, ed anche questa è una fortuna; perché l’Autore ha deciso, a un certo punto della sua vita, di guardare negli occhi la tigre che gli camminava accanto da sempre, la stessa che suo nonno aveva cavalcato fino in fondo.Fino all’ultimo giorno.

Alessandro Pavolini era la RSI. La impersonava più di Mussolini stesso, che dopo il 25 luglio aveva dichiarato la propria morte politica. Di questa vicenda, la storiografia ci aveva già detto molto. Pavolini era l’uomo che aveva condotto il caotico Congresso di Verona, nell’autunno del 1943, riaffermando la fedeltà all’alleato nazista, confermando lo status di nemico del popolo ebraico, legittimando la vendetta retroattiva nei confronti di chi aveva firmato l’Ordine del Giorno Grandi. Era l’uomo che aveva voluto e ottenuto con determinazione la fucilazione di Ciano, al quale doveva la sua carriera politica, assumendosi la responsabilità di non trasmettere a Mussolini le domande di grazia dei cinque giustiziandi. Era l’uomo che aveva voluto rimettere in divisa gli iscritti al partito, creando le Brigate nere, perfettamente conscio del fatto che la sconfitta era imminente, e che i tedeschi avrebbero riconosciuto ai repubblichini il compito di meri gendarmi delle retrovie, esecutori delle repressioni antipartigiane; forse consapevole anche che a guerra finita, ciò avrebbe comportato la condanna a morte di molti miliziani per il solo fatto di avere indossato quella divisa. Era l’uomo che aveva vagheggiato, negli ultimi giorni, l’estrema resistenza nel “Ridotto della Valtellina”, accanto alle ceneri di Dante. Era, infine, l’uomo catturato dai partigiani ferito e con le armi in pugno, unico nel gruppo fucilato sul lungolago di Dongo.
Questo era il Pavolini Alessandro nel suo consolidato clichè un po’ tetro, un po’ romantico, un po’ robespierriano di fanatico e integralista difensore del regime morente.
Suo nipote Lorenzo, fino al momento in cui non ha guardato negli occhi la tigre, aveva non dimenticato, ma rimosso quella figura, quasi volesse affidarla ad un impossibile oblio.

La sua narrazione dà conto in pieno dell’accettazione di tale impossibilità, e di come si sia imposta, giorno dopo giorno, la ricerca di una verità più profonda, quale che fosse.
Scritte sui muri di neofascisti nostrani, inneggianti al nonno, e il primo impulso di cancellarle; le fotografie dei cadaveri appesi a testa in giù a Piazzale Loreto; spezzoni di ricordi di famiglia, o di testimonianze spurie e incomplete; lettere; conversazioni con chiunque fosse in grado di dire qualcosa in più su quell’epoca e su quegli uomini. Visite fallite al cimitero milanese dove sono sepolti i repubblichini morti nella primavera del ’45, compreso Alessandro; indizi e segnali fra i più disparati, spesso descritti con ironia, tutti convergenti verso gli occhi della tigre.
E alla base di tutto, le domande inevitabili: chi era Alessandro Pavolini? Cosa ha spinto un intellettuale gentile e raffinato, nonché scrittore di talento, a cavalcare la tigre? Qual’era il fascismo in cui credeva? Quali erano i suoi valori di uomo, al di fuori della politica? Qual’era il suo reale rapporto con la violenza, la guerra, la vendetta politica? Qual’era la sua intima percezione della vita e della morte?
Le risposte, spesso mediate e sfumate, mai apodittiche, le lascio volentieri alla lettura di questa narrazione, permettendo al lettore di conservare intatto il valore del percorso e condividere con l’Autore il senso della scoperta, che è la cosa più importante.

In quest’opera la scrittura cresce man mano che si procede, che si conosce, che si scopre.
Sono convinto che sia un risultato voluto, perché questa crescita corrisponde al superamento progressivo delle diffidenze e delle incertezze iniziali nell’intraprendere un cammino per molti anni rinviato .
Le brevi riflessioni sul senso della Storia, ben distribuite nell’opera, acquistano di sempre maggiore incisività e profondità, raggiungendo in alcuni passaggi una bellezza letteraria che non contrasta con lo stile asciutto e con la messa al bando di ogni possibile indulgenza al sentimentalismo familistico.
Quando racconta di sé, infatti, Lorenzo Pavolini sa ricorrere perfino all’understatment o all’autoironia; ma quando appare e ricompare, sempre meglio definita, la figura del nonno, le corde sono quelle di una letteratura vera, importante. E il quadro di insieme alla fine si ricompone sempre, con tutta la tragicità di un’epoca difficile, sanguinosa, drammatica e, soprattutto, non abbastanza conosciuta.

Fra le persone cui Lorenzo si rivolge per capire aspetti non banali del regime cui il nonno aveva devoluto anima e corpo, c’è anche Antonio Pennacchi. E’ singolare che nell’edizione dello “Strega” di quest’anno si siano ritrovati entrambi fra i finalisti, con due lavori molto diversi che però fanno riferimento alla stessa epoca. Segno che le riflessioni sul fascismo, un po’ sclerotizzate nella storiografia ufficiale, tornano centrali nella narrativa, sulla spinta di molte domande tuttora inevase, o neppure formulate.

Vincenzo Ciampi

Lorenzo Pavolini, “Accanto alla tigre” – Galleria Fandango, 2010. Pgg. 243, euro 16,50

Memoria indifferente: le donne della Resistenza di Gianluca Foglia "Fogliazza", narrazione a fumetti



Memoria indifferente: le donne della Resistenza
di Gianluca Foglia "Fogliazza", narrazione a fumetti

http://memoriaindifferente.blogspot.com

spettacolo di narrazione a fumetti
atto unico
di e con
Gianluca Foglia "Fogliazza"
durata: 60 minuti
musiche originali Emanuele Cappa
chitarre Emanuele Cappa e Matteo Ravizza

infoLune Nuove - Nicola Casalini
Tel 0521.941878 - Cel 338.8592031
n.casalini@lunenuove.com - www.lunenuove.com

martedì 7 settembre 2010

Linea Gotica, la storia ricostruita sul campo dì battaglia


da: "Il Resto del Carlino - Modena" del 7 settembre 2010

FANANO SI RINNOVA L'INIZIATIVA DIDATTICA CON ANIMAZIONI E NARRAZIONI TRATTE DAI PROTAGONISTI
Linea Gotica, la storia ricostruita sul campo dì battaglia

di Milena Vanoni

FANANO -
CONTINUA anche per il prossimo anno scolastico il progetto 'Uomini in guerra sulla Linea Gotica'. La proposta educativa dell'associazione 'Linea Gotica - Officina della memoria', nata nel 2002, unisce didattica attiva e sperimentazione, proponendo una nuova modalità di animazione sui luoghi della memoria: il 'diorama vivente'.
L'innovativa metodologia usa la narrazione dei personaggi delle varie parti in conflitto e ricostruisce un preciso episodio storico locale, per stimolare negli alunni un coinvolgimento attivo e una riflessione sui fatti e sulle problematiche della guerra. La Linea Gotica, tema cardine dell'iniziativa, rappresentò l'ultimo fronte di guerra in Italia dall'agosto del 1944 all'aprile del 1945, dividendo l'Italia in due parti dal mar Tirreno all'Adriatico. Separando l'esercito tedesco, che difendeva i propri punti strategici sui crinali appenninici, dagli Alleati, che tentavano di penetrare nella Pianura Padana, la Linea rappresentò una sorta di villaggio globale, dove soldati di oltre trenta Paesi diversi entrarono in contatto tra loro e con le popolazioni locali.
'UOMINI in guerra sulla Linea Gotica' si avvale di un archivio audio con centinaia di interviste ai protagonisti, raccolte dal 1995, e di un centro di documentazione e di una biblioteca con foto, libri e documenti in italiano, inglese, americano, tedesco e brasiliano. Il progetto si presenta alle scuole sotto una veste interdisciplinare, in quanto coinvolge non solo storia, ma anche altre materie quali geografia, educazione fisica, educazione civica.
I progetti, concordabili in base alle esigenze del programma scolastico, possono prevedere sia lezioni in classe, sia escursioni guidate nei luoghi della memoria. Per informazioni: Massimo Turchi 335720889.

Davide Perlini: «A Londra con mia sorella in nome di papà»


Dal Resto del Carlino - Bologna, del 4 settembre 2010

«A Londra con mia sorella in nome di papà»
La vittoria di Davide Perlini

di GIANNI LEONI

—LAGARO (Castiglione dei Pepoli)—
UN URLO: «Davide!». E subito la risposta: «Heather!». Poi, gli occhi negli occhi, le mani nelle mani, un abbraccio senza fine e la morsa di un’emozione che portava alle lacrime. «Sono sfinito dalla gioia», sintetizza Davide Perlini appena rientrato da Londra. E del resto, un momento così lo aspettava dai giorni dell’infanzia, quando insisteva per avere notizie del padre, e la mamma si limitava ogni volta a ribadire che «è un militare inglese, non so dove si trova e comunque finché io sono al mondo non devi cercarlo».
LA MAMMA se n’è andata da tempo e Davide Perlini, fin dal giorno dopo e da allora un minuto dopo l’altro, ha dedicato tutta l’esistenza al fantasma di quell’uomo, David Jackson, arrivato a Lagaro con la divisa da portaordini durante la Seconda guerra mondiale e ripartito a bombe appena mute dopo una breve parentesi d’amore con la giovane Fernanda Perlini. Lei rimase incinta e lui divenne un’ombra. Dov’era finito? E perché non aveva mai risposto alla lettera dell’innamorata? Un’ossessione, per Davide, quelle domande e tante altre. Via, allora, con le ricerche tra parrocchie e ministeri, uffici e testimoni, giornali, radio e tv, eppoi di porta in porta, con viaggi, rientri e nuove partenze.
POI, a 65 anni, finalmente una traccia dal nulla. «Ho scoperto che mio padre era il quinto di otto fratelli, che è morto, ma che a Londra aveva una figlia, Heather — racconta Perlini —. L’ho contattata e ci siamo conosciuti. Tra la folla dell’aeroporto ho sentito un urlo: ‘David!’. L’ho vista e ho riconosciuto, in lei, il padre che avevo cercato tanto. E’ stata un’emozione sconvolgente per entrambi. Le ho parlato di me, della mia vita di padre
senza padre e lei mi ha raccontato del marito Robert, appassionatissimo di moto italiane, e della grande sorpresa di avere un fratello italiano. Con mia moglie Emma sono stato alcuni giorni ospiti a casa di Heather. Presto verrà a trovarmi a Bologna e io l’accompagnerò a Lagaro, dove nostro padre
conobbe la mamma».
LA NOTIZIA dell’incontro tra l’inglese e l’italiano ha preso spinta e di voce in voce ha fatto subito molta strada. Le famiglie dei fratelli di David Jackson sono sparse in Spagna, in Canada, in altri Paesi, e tutti i componenti sono stati sorpresi e contenti di scoprire di avere un cugino. «Spero di conoscere tutti, prima o poi. In ogni caso ho già in programma un nuovo viaggio da mia sorella. Insieme andremo in Scozia, nel paese dov’è nato papà e dove ancora si trova la sua casa. E intanto, in un certo senso, sto vicino a mio padre. Heather mi ha regalato alcuni suoi oggetti: un distintivo, un basco, due sciarpe e una cintura. Li aveva in un cassetto e non li ha mai lavati e così è ancora possibile cogliere l’odore di chi li portava e quindi toccare la sua anima. Adesso sono contento. Qui si ferma il mio cammino. Ho realizzato il mio unico, grande sogno: quello di avere un padre».

venerdì 3 settembre 2010

Online le nuove proposte educative as 2010-2011 dell'Associazione Linea Gotica - Officina della Memoria


Uomini in guerra sulla Linea Gotica


La Linea Gotica fu l'ultimo fronte di guerra in Italia dall'agosto del 1944 all'aprile del 1945 dividendo in due l'Italia, dal mar Tirreno all'Adriatico. Da una parte l'esercito tedesco che difendeva i punti strategici sulle alture appenniniche, dall'altra parte gli Alleati che tentavano di penetrare nella Pianura Padana. Accanto alla guerra combattuta al fronte il territorio fu segnato da numerosi episodi di stragi di civili, per tutti Sant'Anna di Stazzema e Monte Sole (Marzabotto).
Ancor più che un teatro bellico la Linea Gotica fu il luogo dove si manifestarono profondi cambiamenti politici a livello mondiale, il timore inglese della fine dell'epoca dell'impero coloniale nel quadro politico di spartizione tra le nuove potenze americana e sovietica che presto sarebbe stato sancito nella Conferenza di Yalta.
Ma la Linea Gotica rappresentò anche un villaggio globale ante litteram che vide l'incontro tra soldati di oltre trenta paesi diversi che con le loro culture entrarono in contatto con le popolazioni locali.

Scarica le nuove proposte educative (.pdf)

mercoledì 18 agosto 2010

La resistenza dei piccoli


Dal sito di Famiglia Cristiana riportiamo l'articolo del 16 agosto 2010
La resistenza dei piccoli
E' uscito il Dvd di "L'uomo che verrà", capolavoro del bravo Giorgio Diritti sulla strage di Marzabotto, vista attraverso gli occhi di una bambina di otto anni e degli umili.


Gli sguardi della piccola Greta Montanari e di Alba Rohrwacher.Un dvd da non perdere quello del film di Giorgio Diritti L’uomo che verrà (Feltrinelli / Mikado, € 16,90 con allegato il libro di testimonianze Uomini d’ogni tempo). E non solo perché è stata giudicata la migliore pellicola italiana della stagione sia dal pubblico del Roma Film Fest sia dalla giuria dei David di Donatello. E’ un’emozione forte, intensa eppure delicata, quella che offre allo spettatore questa storia che mescola verità a poesia.
«Raccontiamo i mesi che precedettero la strage di Marzabotto, sull’Appennino emiliano», spiega Diritti, 50 anni, regista bolognese cresciuto Ermanno Olmi e Pupi Avati. «Una serie di piccoli eventi quotidiani che testimoniano il valore morale della gente umile, quei contadini e montanari che furono trucidati dalle SS, in un impeto di ferocia immotivata, nel corso di vari giorni a partire dal 29 settembre 1944».
Niente paura: non è il solito film su partigiani e nazisti. «Al contrario, è una storia che parla soprattutto di vita, del bisogno di solidarietà», sottolinea il regista. «Ci restituisce il valore delle cose che contano: una stretta di mano, uno sguardo, il cibo, l’amore, una preghiera… L’uomo che verrà narra la guerra vista dal basso, dalla parte di chi la subisce senza capire, di chi se la ritrova nel cortile di casa. A Marzabotto così come in Irak o in Afghanistan. L’attualità dimostra che il pacifismo non è utopia ma necessità».
A dare levità al racconto, pur tragico nella sua verità, è l’insolita chiave narrativa cadenzata nei nove mesi d’attesa per la nascita di un bimbo in un umile famiglia di contadini sul Monte Sole. Filtro agli eventi è lo sguardo stupito di Martina, ragazzina di 8 anni che vuole tanto quel fratellino senza immaginare che, di lì a poco, resterà l’unica speranza per un futuro migliore. Enorme il lavoro di documentazione fatto da Diritti e dagli sceneggiatori raccogliendo testimonianze dirette dei sopravvissuti o dei loro figli e nipoti (di cui si trova traccia preziosa nei contenuti speciali del dvd). Alla toccante bellezza del film, un miracolo di equilibrio e passione, contribuisce poi un cast che è un mix di attori professionisti (Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Stefano Bicocchi, Claudio Casadio) e di gente comune pescata sul luogo (come la piccola Greta Montanari) spesso parenti delle vittime della strage.

Forlì: invasione di Sikh per ricordare i 'soldati col turbante'


Da RomagnaOggi riportiamo la notizie del 15 agosto 2010

Forlì: invasione di Sikh per ricordare i 'soldati col turbante'

FORLI' - "Invasione" di indiani Sikh sabato a Forlì. Oltre 16 pullman provenienti da molte parti d'Italia hanno raggiunto il cimitero cittadino dedicato ai loro caduti. Il cimitero di via Ravegnana custodisce la memoria di centinaia di soldati indiani che combatterono per la liberazione dell'Italia inquadrati nell'Ottava Armata Britannica. Ad accogliere gli indiani, gli assessore comunali Patrick Leech e Gabriella Tronconi.
I Sikh sono giunti in gran parte dalla zona di Mantova e Novellara, in provincia di Reggio Emilia, dove esiste una comunità di oltre 3 mila presenze impegnata prevalentemente nelle attività agricole e nell'industria lattiero-casearia.
I Sikh sono indiani del Punjab, regione geografica tra il Pakistan e l'India. Attualmente nel Punjab indiano se ne concentrano 15 milioni. Fuori dall'India vivono quasi un milione di Sikh di cui oltre 400.000 in Gran Bretagna, 300.000 in Canada e 100.000 negli Stati Uniti. In Italia la loro comunità ammonta a circa 30.000 persone. In Emilia Romagna la loro presenza si conta prevalentemente nella zona di Reggio Emilia, Parma e Modena. Nel 2000 a Novellara l'allora Presidente della Commissione Europea Romano Prodi inaugurò un nuovo tempio del Sikhismo. Il Sikhismo è una religione monoteista e Sikh (la parola deriva dal sanscrito e significa discepolo) è colui che segue la dottrina dei Dieci Guru. I "segni fisici della fede" si possono sintetizzare nelle "5 K": Kesh (capelli lunghi raccolti in un turbante), Kangha (il pettine, segno di capelli raccolti in modo ordinato), Kara (braccialetto di ferro che rappresenta il controllo morale delle azioni e il ricordo di Dio), Kacha (sottovesti di tipo allungato simbolo dell'autocontrollo e della castità) e Kirpan (spada cerimoniale, non un'arma, simbolo religioso di fortezza e lotta contro l'ingiustizia).

> "INVASIONE" DI SIKH A FORLI', LE FOTO