lunedì 11 ottobre 2010

Budapest (Ungheria), 25 ottobre 2010, convegno: "La fede in una libera Italia - La diplomazia italiana e l'Ungheria"

Abbiamo ricevuto la notizia di questo convegno da Eva Framarino che abbiamo conosciuto alcuni giorni fa. Lei è la nipote di Attilio Perrone Capano (vice console dell'ambasciata italiana in Ungheria) che il 2 gennaio 1945, mentre tentata di passare il fronte (era partito da Roncoscaglia) morì assiderato in località Arca di Canevare di Fanano. Siamo impegnati in un lavoro di ricerca di documentazione locale per aiutarla a comporre, il più completamente possibile, il puzzle delle ultime ore di Attilio.


L'Istituto Italiano di Cultura di Budapest
l'Istituto di Italianistica della Facoltà di Lettere dell'Università Eötvös Loránd
e il Comitato di Budapest della Società Dante Alighieri
hanno il piacere di invitare la S.V. al seminario
"La fede in una libera Italia" - La diplomazia italiana e l'Ungheria

lunedì 25 ottobre 2010, ore 15,00
Sala Conferenze dell'Istituto Italiano di Cultura
(1088 Budapest, Bródy S. u. 8. - Tel.: 483-2040)

Indirizzi di saluto:
Salvatore Ettorre (Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Budapest)

Interverranno:
Elena Dundovich (Università di Pisa) - La politica estera italiana dalla caduta di Mussolini alla liberazione, 1943-1945
Eva Framarino (Torino) - Un pugno di farina d'Ungheria

Intervallo

Ilona Fried (Università degli Studi Eötvös Loránd) - Memoriali sulla Diplomazia Italiana di Budapest: Carlo de Ferrariis Salzano, Antonio Widmar e altri
Fabrizia de Ferrariis Pratesi (Roma) - Ricordi d'infanzia e scuola di vita
Stefano Caccialupi (Roma) - Ricordi


Durante la manifestazione verrà assicurata la traduzione simultanea

Sasso Marconi, 22 ottobre 2010, convegno: "Luoghi della memoria, musei, fra didattica e divulgazione"



ANPI
Comune di Sasso Marconi
Gruppo 25 aprile
Aula della Memoria - Colle Ameno

Venerdì 22 ottobre 2010
dalle ore 15.30

presso il Salone delle Decorazioni del Borgo di Colle Ameno
convegno - seminario
Luoghi della memoria, musei, fra didattica e divulgazione

parteciperanno, fra gli altri:
L’Aula della Memoria di Colle Ameno
Il Museo della Battaglia del Senio di Alfonsine (Ra)
Il Museo della Resistenza di Bologna
Il Parco Storico di Monte Sole
Il Progetto Linea Gotica di Castel d'Aiano
L’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea
nella provincia di Bologna

L’Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea
in Ravenna e provincia

L’Istituto storico della Resistenza e di storia contemporanea di Modena
La Fondazione Fossoli di Carpi (Mo)
L'Aula Didattica di Sabbiuno
L'Istituto Alcide Cervi di Gattatico (Re)
L'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Parma

L'incontro è rivolto agli insegnanti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, agli Assessorati dei Comuni, Provincie, Regione, alle Associazioni Culturali e alle sezioni territoriali dell'ANPI.

Ai docenti che parteciperanno sarà rilasciato un'attestato di frequenza da parte dell’ISREBO, ente riconosciuto per la formazione.

Sarà allestita in concomitanza una mostra, dal titolo La scuola ai tempi dei figli della lupa, con materiale originale del tempo.
Coordinerà Cinzia Venturoli, storica - Isrebo

venerdì 8 ottobre 2010

9 ottobre 2010, Monzuno (Bo): Commemorazione Eccidio Monte Sole



Comune di Monzuno

Commemorazione Eccidio di Monte Sole
9 OTTOBRE 2010
Celebrazioni


ore 9,00 - Ca' Veneziani - Casa del Lupo
ore 10,00 - Oratorio di Cerpiano
ore 11,00 - Valle. Targa 1° Consiglio Comunale
ore 17,00 - Vado Biblioteca Conferenza "Luoghi e uomini e storie sulla Linea Gotica" a cura di Gabriele Ronchetti

Il Sindaco e le Autorità locali deporranno corone commemorative nei luoghi della memoria e in ricordo delle vittime
LA CITTADINANZA E' INVITATA
-.-.-.-.-.-.-.-

Resto del Carlino - Bologna 7 ottobre 2010

MONZUNO
Un monumento a Monte Sole
Pellegrinaggio e sottoscrizione


—MONZUNO—
CON UNA visita a Ca’ Veneziani e la deposizione di una corona nella casa del ‘Lupo’, il comandante della brigata Stella Rossa, Monzuno ricorderà sabato
alle 9 le vittime di Monte Sole. L’iter prevede poi una seconda visita all’Oratorio di Cerpiano, dove le SS trucidarono oltre 30 bambini ospiti dell’asilo. L’episodio viene raccontato in modo straziante dalla suora Antonietta Benni, scampata alla carneficina. Si inizierà una raccolta di fondi per collocare a Cerpiano un monumento che ricordi l’eccidio. Alle 11 la corona verrà depositata a Valle, dove nel ’44 si tenne il primo consiglio comunale di Monzuno post Liberazione. Infine alle 17, nella biblioteca di Vado, conferenza su ‘Luoghi, uomini e storia sulla linea Gotica’ curata da Gabriele Ronchetti.
f. f.

giovedì 7 ottobre 2010

"Barbudos, sujos e fatigados – a sair em outubro" il nuovo libro di Cesar Campiani Maximiano


Il nuovo libro di Cesar Campiani Maximiano "BARBUDOS, SUJOS E FATIGADOS – soldados brasileiros na Segunda Guerra Mundial", Grua (Brasil)
I libri di Cesar Campiani Maximiano

Domenica 10 ottobre 2010: Commemorazione eccidio di Manno di Toano (Re)

Da Sassuolonline.it del 1° ottobre 2010
Domenica 10 ottobre sarà commemorato l'eccidio di Manno di Toano. Le partenze da Sassuolo sono previste alle ore 8.30 con pullman da Piazza Risorgimento, alle ore 8.15 dal piazzale della scuola Caduti per la Libertà di Borgo Venezia (a cura del circolo Pagliani) Dopo la sosta al Muraglione di Baiso e la posa di una corona al cippo di Nino Piccinini, alle ore 9.30 è previsto l'arrivo e la partecipazione alla manifestazione celebrativa: S.S. Messa, corteo, posa di una corona e discorsi ufficiali.
Presenzieranno: il Sindaco di Sassuolo, Luca Caselli, i Sindaci di Toano Michele Lombardi e di Villa Minozzo Luigi Fiocchi, la Presidente dell'ANPI Sassuolo, Antonia Bertoni. Accompagnamento musicale a cura della Banda "La Beneficenza" di Sassuolo.

Nell’ottobre del ’44 proprio in questa località di Manno caddero gli 11 partigiani, dieci dei quali sassolesi, e ancora una volta voglio ricordarne i nomi: Luigi Cervi (18 anni), Nino Fantuzzi (20 anni), Enrico Gambarelli (24 anni), Walter Gandini (20 anni), Alete Pagliani (22 anni), Vittorio Roversi (19 anni), Franco Spezzani (18 anni), Vincenzo Valla (34 anni), Mario Veroni (24 anni), Walter Zironi e Clodoveo Galli (43 anni, di Gorizia).
Walter Zironi, di guardia in quel momento, fu il primo ad essere ucciso. I tedeschi intimarono la resa e incendiarono l’accantonamento. I partigiani, svegliati di soprassalto, accecati dal fumo, si arresero credendo alla promessa che avrebbero avuta salva la vita. Si arresero quindi Cervi, Fantuzzi, Gambarelli, Gandini, Pagliani, Roversi, Spezzani, Valla, Veroni e Galli.Quattro vennero uccisi sul posto e gli altri sei condotti a Villa Gherardini di Manno, dove furono barbaramente seviziati e poi impiccati ad alcuni alberi con fili di ferro strappati dai filari
.
Da Bologna2000

venerdì 24 settembre 2010

Monte Sole, 1-2-3 ottobre 2010: Commemorazioni degli Eccidi di Monte Sole


Ricevo da Marzia Gigli della Scuola di Pace di Monte Sole:

gentilissimi,

siamo molto lieti di invitarvi alle iniziative organizzate in occasione del 66° Anniversario degli eccidi di Monte Sole.

Gli eventi sono numerosi e iniziano già il 1° ottobre 2010 a Bologna.

Proseguono il 2 e il 3 ottobre tra Marzabotto e Monte Sole: incontri con ricercatori,studiosi e giornalisti, conversazioni con alcuni dei superstiti degli eccidi, visite ad alcuni dei luoghi meno visitati della strage e altro ancora.

Da quest'anno le celebrazioni sono gemellate anche con il festival di Internazionale di Ferrara, insieme al quale è stata organizzata l'iniziativa del 2 ottobre. Sarà presente infatti, tra gli altri, Yaqub Ibrahimi, giornalista afgano, vincitore del Premio giornalistico Anna Politkovskaja 2010.

Tutti i dettagli delle iniziative sono nel programma che trovate sul sito www.montesole.org

sabato 18 settembre 2010

Passo del Giogo Scarperia - 18-19 sett. 2010: "Un Tuffo nella Storia: 1944-2010"


Il Comune di Scarperia e la Comunita’ Montana del Mugello
in collaborazione con:
- Associazione Gotica Toscana onlus

"Un Tuffo nella Storia: 1944 - 2010"
1° Museo vivo a cielo aperto, quinta edizione
Visita ricostruita al campo di battaglia del Passo del GIOGO nella II Guerra mondiale
con veicoli, carri, equipaggiamenti, tende, curiosità e soldati in movimento
www.goticatoscana.eu

Una guida dei luoghi della Seconda Guerra Mondiale in Italia edita in america


E' uscita la guida americana dei luoghi della Seconda Mondiale in Italia in lingua americana. L'autrice è Anne Leslie Saunders. Ricca di informazioni utili al turista.
Il testo del retro-copertina:
Italy is today one of the most popular tourist destinations in the world. As you walk through its lovely cities and countryside, it's hard to imagine that many areas suffered immense damage during the Second World War, when Allied and German armies battled from one end of Italy to the other. Reconstruction and development now conceal much of the devastation that occurred. However, the memory of the war is preserved throughout Italy in hundreds of museums, monuments, cemeteries, and former battlegrounds.
This comprehensive guidebook takes visitors to more then one hundred memorial sites, many of which honor the 60,000 Allied soldiers killed in combat and the 252,000 wounded or missing in action. Others pay trbute to Italians who participated in the Resistance or died in reprisal massacres and concentration camps. Included are:
Descriptions of sites in or near Cassino, Anzio, Rome, Florence, Lucca, Ortona, Rimini, Bologna, and Trieste
Historical summaries of the Italian campaign and preceding events
Notes about which sites offer tours in English
Directions by car
Maps and driving tips
Relevant websites
A list of convenient hotels


Anne gestisce anche il website Travel Guide Press con gli aggiornamenti e altre preziose informazioni.

mercoledì 15 settembre 2010

"Accanto alla tigre", incontro con Lorenzo Pavolini


La Tigre di Lorenzo Pavolini
pubblicata da Enzo Ciampi il giorno venerdì 3 settembre 2010 alle ore 17.40
“Accanto alla tigre” di Lorenzo Pavolini


Ci sono libri che, nel momento in cui compaiono sugli scaffali, tu sai che dovrai leggerli. Per me “Accanto alla tigre”, di Lorenzo Pavolini è stato uno di quei libri.
Il motivo, per quel che importa, possono intuirlo coloro che mi conoscono ed hanno letto “Mio cugino il fascista”. Non tanto perché la figura di Alessandro Pavolini compare sullo sfondo, in alcune scene, quanto perché il protagonista Alex è molto “pavoliniano”, nell’essere interprete di quel fascismo, nel suo modo di parlare e di pensare, ed anche nel modo di affrontare la morte.
A ciò si aggiunga il fatto che all’epoca, nel 2005 - attratto come sono dalle vite dei grandi perdenti - ero seriamente intenzionato a scrivere una biografia del gerarca morto a Dongo nell’aprile del 1945. Non un romanzo biografico o una biografia romanzata, bensì una “vera” biografia. Pur conoscendone una abbastanza recente (e poco convincente) di A.Petacco.
Per fortuna non l’ho fatto.
Non sapevo, confesso, che Lorenzo Pavolini fosse il nipote di Alessandro; e non potevo sapere che pochi anni dopo ne avrebbe scritto. Ma ora questo libro c’è, ed anche questa è una fortuna; perché l’Autore ha deciso, a un certo punto della sua vita, di guardare negli occhi la tigre che gli camminava accanto da sempre, la stessa che suo nonno aveva cavalcato fino in fondo.Fino all’ultimo giorno.

Alessandro Pavolini era la RSI. La impersonava più di Mussolini stesso, che dopo il 25 luglio aveva dichiarato la propria morte politica. Di questa vicenda, la storiografia ci aveva già detto molto. Pavolini era l’uomo che aveva condotto il caotico Congresso di Verona, nell’autunno del 1943, riaffermando la fedeltà all’alleato nazista, confermando lo status di nemico del popolo ebraico, legittimando la vendetta retroattiva nei confronti di chi aveva firmato l’Ordine del Giorno Grandi. Era l’uomo che aveva voluto e ottenuto con determinazione la fucilazione di Ciano, al quale doveva la sua carriera politica, assumendosi la responsabilità di non trasmettere a Mussolini le domande di grazia dei cinque giustiziandi. Era l’uomo che aveva voluto rimettere in divisa gli iscritti al partito, creando le Brigate nere, perfettamente conscio del fatto che la sconfitta era imminente, e che i tedeschi avrebbero riconosciuto ai repubblichini il compito di meri gendarmi delle retrovie, esecutori delle repressioni antipartigiane; forse consapevole anche che a guerra finita, ciò avrebbe comportato la condanna a morte di molti miliziani per il solo fatto di avere indossato quella divisa. Era l’uomo che aveva vagheggiato, negli ultimi giorni, l’estrema resistenza nel “Ridotto della Valtellina”, accanto alle ceneri di Dante. Era, infine, l’uomo catturato dai partigiani ferito e con le armi in pugno, unico nel gruppo fucilato sul lungolago di Dongo.
Questo era il Pavolini Alessandro nel suo consolidato clichè un po’ tetro, un po’ romantico, un po’ robespierriano di fanatico e integralista difensore del regime morente.
Suo nipote Lorenzo, fino al momento in cui non ha guardato negli occhi la tigre, aveva non dimenticato, ma rimosso quella figura, quasi volesse affidarla ad un impossibile oblio.

La sua narrazione dà conto in pieno dell’accettazione di tale impossibilità, e di come si sia imposta, giorno dopo giorno, la ricerca di una verità più profonda, quale che fosse.
Scritte sui muri di neofascisti nostrani, inneggianti al nonno, e il primo impulso di cancellarle; le fotografie dei cadaveri appesi a testa in giù a Piazzale Loreto; spezzoni di ricordi di famiglia, o di testimonianze spurie e incomplete; lettere; conversazioni con chiunque fosse in grado di dire qualcosa in più su quell’epoca e su quegli uomini. Visite fallite al cimitero milanese dove sono sepolti i repubblichini morti nella primavera del ’45, compreso Alessandro; indizi e segnali fra i più disparati, spesso descritti con ironia, tutti convergenti verso gli occhi della tigre.
E alla base di tutto, le domande inevitabili: chi era Alessandro Pavolini? Cosa ha spinto un intellettuale gentile e raffinato, nonché scrittore di talento, a cavalcare la tigre? Qual’era il fascismo in cui credeva? Quali erano i suoi valori di uomo, al di fuori della politica? Qual’era il suo reale rapporto con la violenza, la guerra, la vendetta politica? Qual’era la sua intima percezione della vita e della morte?
Le risposte, spesso mediate e sfumate, mai apodittiche, le lascio volentieri alla lettura di questa narrazione, permettendo al lettore di conservare intatto il valore del percorso e condividere con l’Autore il senso della scoperta, che è la cosa più importante.

In quest’opera la scrittura cresce man mano che si procede, che si conosce, che si scopre.
Sono convinto che sia un risultato voluto, perché questa crescita corrisponde al superamento progressivo delle diffidenze e delle incertezze iniziali nell’intraprendere un cammino per molti anni rinviato .
Le brevi riflessioni sul senso della Storia, ben distribuite nell’opera, acquistano di sempre maggiore incisività e profondità, raggiungendo in alcuni passaggi una bellezza letteraria che non contrasta con lo stile asciutto e con la messa al bando di ogni possibile indulgenza al sentimentalismo familistico.
Quando racconta di sé, infatti, Lorenzo Pavolini sa ricorrere perfino all’understatment o all’autoironia; ma quando appare e ricompare, sempre meglio definita, la figura del nonno, le corde sono quelle di una letteratura vera, importante. E il quadro di insieme alla fine si ricompone sempre, con tutta la tragicità di un’epoca difficile, sanguinosa, drammatica e, soprattutto, non abbastanza conosciuta.

Fra le persone cui Lorenzo si rivolge per capire aspetti non banali del regime cui il nonno aveva devoluto anima e corpo, c’è anche Antonio Pennacchi. E’ singolare che nell’edizione dello “Strega” di quest’anno si siano ritrovati entrambi fra i finalisti, con due lavori molto diversi che però fanno riferimento alla stessa epoca. Segno che le riflessioni sul fascismo, un po’ sclerotizzate nella storiografia ufficiale, tornano centrali nella narrativa, sulla spinta di molte domande tuttora inevase, o neppure formulate.

Vincenzo Ciampi

Lorenzo Pavolini, “Accanto alla tigre” – Galleria Fandango, 2010. Pgg. 243, euro 16,50

Memoria indifferente: le donne della Resistenza di Gianluca Foglia "Fogliazza", narrazione a fumetti



Memoria indifferente: le donne della Resistenza
di Gianluca Foglia "Fogliazza", narrazione a fumetti

http://memoriaindifferente.blogspot.com

spettacolo di narrazione a fumetti
atto unico
di e con
Gianluca Foglia "Fogliazza"
durata: 60 minuti
musiche originali Emanuele Cappa
chitarre Emanuele Cappa e Matteo Ravizza

infoLune Nuove - Nicola Casalini
Tel 0521.941878 - Cel 338.8592031
n.casalini@lunenuove.com - www.lunenuove.com

martedì 7 settembre 2010

Linea Gotica, la storia ricostruita sul campo dì battaglia


da: "Il Resto del Carlino - Modena" del 7 settembre 2010

FANANO SI RINNOVA L'INIZIATIVA DIDATTICA CON ANIMAZIONI E NARRAZIONI TRATTE DAI PROTAGONISTI
Linea Gotica, la storia ricostruita sul campo dì battaglia

di Milena Vanoni

FANANO -
CONTINUA anche per il prossimo anno scolastico il progetto 'Uomini in guerra sulla Linea Gotica'. La proposta educativa dell'associazione 'Linea Gotica - Officina della memoria', nata nel 2002, unisce didattica attiva e sperimentazione, proponendo una nuova modalità di animazione sui luoghi della memoria: il 'diorama vivente'.
L'innovativa metodologia usa la narrazione dei personaggi delle varie parti in conflitto e ricostruisce un preciso episodio storico locale, per stimolare negli alunni un coinvolgimento attivo e una riflessione sui fatti e sulle problematiche della guerra. La Linea Gotica, tema cardine dell'iniziativa, rappresentò l'ultimo fronte di guerra in Italia dall'agosto del 1944 all'aprile del 1945, dividendo l'Italia in due parti dal mar Tirreno all'Adriatico. Separando l'esercito tedesco, che difendeva i propri punti strategici sui crinali appenninici, dagli Alleati, che tentavano di penetrare nella Pianura Padana, la Linea rappresentò una sorta di villaggio globale, dove soldati di oltre trenta Paesi diversi entrarono in contatto tra loro e con le popolazioni locali.
'UOMINI in guerra sulla Linea Gotica' si avvale di un archivio audio con centinaia di interviste ai protagonisti, raccolte dal 1995, e di un centro di documentazione e di una biblioteca con foto, libri e documenti in italiano, inglese, americano, tedesco e brasiliano. Il progetto si presenta alle scuole sotto una veste interdisciplinare, in quanto coinvolge non solo storia, ma anche altre materie quali geografia, educazione fisica, educazione civica.
I progetti, concordabili in base alle esigenze del programma scolastico, possono prevedere sia lezioni in classe, sia escursioni guidate nei luoghi della memoria. Per informazioni: Massimo Turchi 335720889.

Davide Perlini: «A Londra con mia sorella in nome di papà»


Dal Resto del Carlino - Bologna, del 4 settembre 2010

«A Londra con mia sorella in nome di papà»
La vittoria di Davide Perlini

di GIANNI LEONI

—LAGARO (Castiglione dei Pepoli)—
UN URLO: «Davide!». E subito la risposta: «Heather!». Poi, gli occhi negli occhi, le mani nelle mani, un abbraccio senza fine e la morsa di un’emozione che portava alle lacrime. «Sono sfinito dalla gioia», sintetizza Davide Perlini appena rientrato da Londra. E del resto, un momento così lo aspettava dai giorni dell’infanzia, quando insisteva per avere notizie del padre, e la mamma si limitava ogni volta a ribadire che «è un militare inglese, non so dove si trova e comunque finché io sono al mondo non devi cercarlo».
LA MAMMA se n’è andata da tempo e Davide Perlini, fin dal giorno dopo e da allora un minuto dopo l’altro, ha dedicato tutta l’esistenza al fantasma di quell’uomo, David Jackson, arrivato a Lagaro con la divisa da portaordini durante la Seconda guerra mondiale e ripartito a bombe appena mute dopo una breve parentesi d’amore con la giovane Fernanda Perlini. Lei rimase incinta e lui divenne un’ombra. Dov’era finito? E perché non aveva mai risposto alla lettera dell’innamorata? Un’ossessione, per Davide, quelle domande e tante altre. Via, allora, con le ricerche tra parrocchie e ministeri, uffici e testimoni, giornali, radio e tv, eppoi di porta in porta, con viaggi, rientri e nuove partenze.
POI, a 65 anni, finalmente una traccia dal nulla. «Ho scoperto che mio padre era il quinto di otto fratelli, che è morto, ma che a Londra aveva una figlia, Heather — racconta Perlini —. L’ho contattata e ci siamo conosciuti. Tra la folla dell’aeroporto ho sentito un urlo: ‘David!’. L’ho vista e ho riconosciuto, in lei, il padre che avevo cercato tanto. E’ stata un’emozione sconvolgente per entrambi. Le ho parlato di me, della mia vita di padre
senza padre e lei mi ha raccontato del marito Robert, appassionatissimo di moto italiane, e della grande sorpresa di avere un fratello italiano. Con mia moglie Emma sono stato alcuni giorni ospiti a casa di Heather. Presto verrà a trovarmi a Bologna e io l’accompagnerò a Lagaro, dove nostro padre
conobbe la mamma».
LA NOTIZIA dell’incontro tra l’inglese e l’italiano ha preso spinta e di voce in voce ha fatto subito molta strada. Le famiglie dei fratelli di David Jackson sono sparse in Spagna, in Canada, in altri Paesi, e tutti i componenti sono stati sorpresi e contenti di scoprire di avere un cugino. «Spero di conoscere tutti, prima o poi. In ogni caso ho già in programma un nuovo viaggio da mia sorella. Insieme andremo in Scozia, nel paese dov’è nato papà e dove ancora si trova la sua casa. E intanto, in un certo senso, sto vicino a mio padre. Heather mi ha regalato alcuni suoi oggetti: un distintivo, un basco, due sciarpe e una cintura. Li aveva in un cassetto e non li ha mai lavati e così è ancora possibile cogliere l’odore di chi li portava e quindi toccare la sua anima. Adesso sono contento. Qui si ferma il mio cammino. Ho realizzato il mio unico, grande sogno: quello di avere un padre».

venerdì 3 settembre 2010

Online le nuove proposte educative as 2010-2011 dell'Associazione Linea Gotica - Officina della Memoria


Uomini in guerra sulla Linea Gotica


La Linea Gotica fu l'ultimo fronte di guerra in Italia dall'agosto del 1944 all'aprile del 1945 dividendo in due l'Italia, dal mar Tirreno all'Adriatico. Da una parte l'esercito tedesco che difendeva i punti strategici sulle alture appenniniche, dall'altra parte gli Alleati che tentavano di penetrare nella Pianura Padana. Accanto alla guerra combattuta al fronte il territorio fu segnato da numerosi episodi di stragi di civili, per tutti Sant'Anna di Stazzema e Monte Sole (Marzabotto).
Ancor più che un teatro bellico la Linea Gotica fu il luogo dove si manifestarono profondi cambiamenti politici a livello mondiale, il timore inglese della fine dell'epoca dell'impero coloniale nel quadro politico di spartizione tra le nuove potenze americana e sovietica che presto sarebbe stato sancito nella Conferenza di Yalta.
Ma la Linea Gotica rappresentò anche un villaggio globale ante litteram che vide l'incontro tra soldati di oltre trenta paesi diversi che con le loro culture entrarono in contatto con le popolazioni locali.

Scarica le nuove proposte educative (.pdf)

mercoledì 18 agosto 2010

La resistenza dei piccoli


Dal sito di Famiglia Cristiana riportiamo l'articolo del 16 agosto 2010
La resistenza dei piccoli
E' uscito il Dvd di "L'uomo che verrà", capolavoro del bravo Giorgio Diritti sulla strage di Marzabotto, vista attraverso gli occhi di una bambina di otto anni e degli umili.


Gli sguardi della piccola Greta Montanari e di Alba Rohrwacher.Un dvd da non perdere quello del film di Giorgio Diritti L’uomo che verrà (Feltrinelli / Mikado, € 16,90 con allegato il libro di testimonianze Uomini d’ogni tempo). E non solo perché è stata giudicata la migliore pellicola italiana della stagione sia dal pubblico del Roma Film Fest sia dalla giuria dei David di Donatello. E’ un’emozione forte, intensa eppure delicata, quella che offre allo spettatore questa storia che mescola verità a poesia.
«Raccontiamo i mesi che precedettero la strage di Marzabotto, sull’Appennino emiliano», spiega Diritti, 50 anni, regista bolognese cresciuto Ermanno Olmi e Pupi Avati. «Una serie di piccoli eventi quotidiani che testimoniano il valore morale della gente umile, quei contadini e montanari che furono trucidati dalle SS, in un impeto di ferocia immotivata, nel corso di vari giorni a partire dal 29 settembre 1944».
Niente paura: non è il solito film su partigiani e nazisti. «Al contrario, è una storia che parla soprattutto di vita, del bisogno di solidarietà», sottolinea il regista. «Ci restituisce il valore delle cose che contano: una stretta di mano, uno sguardo, il cibo, l’amore, una preghiera… L’uomo che verrà narra la guerra vista dal basso, dalla parte di chi la subisce senza capire, di chi se la ritrova nel cortile di casa. A Marzabotto così come in Irak o in Afghanistan. L’attualità dimostra che il pacifismo non è utopia ma necessità».
A dare levità al racconto, pur tragico nella sua verità, è l’insolita chiave narrativa cadenzata nei nove mesi d’attesa per la nascita di un bimbo in un umile famiglia di contadini sul Monte Sole. Filtro agli eventi è lo sguardo stupito di Martina, ragazzina di 8 anni che vuole tanto quel fratellino senza immaginare che, di lì a poco, resterà l’unica speranza per un futuro migliore. Enorme il lavoro di documentazione fatto da Diritti e dagli sceneggiatori raccogliendo testimonianze dirette dei sopravvissuti o dei loro figli e nipoti (di cui si trova traccia preziosa nei contenuti speciali del dvd). Alla toccante bellezza del film, un miracolo di equilibrio e passione, contribuisce poi un cast che è un mix di attori professionisti (Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Stefano Bicocchi, Claudio Casadio) e di gente comune pescata sul luogo (come la piccola Greta Montanari) spesso parenti delle vittime della strage.

Forlì: invasione di Sikh per ricordare i 'soldati col turbante'


Da RomagnaOggi riportiamo la notizie del 15 agosto 2010

Forlì: invasione di Sikh per ricordare i 'soldati col turbante'

FORLI' - "Invasione" di indiani Sikh sabato a Forlì. Oltre 16 pullman provenienti da molte parti d'Italia hanno raggiunto il cimitero cittadino dedicato ai loro caduti. Il cimitero di via Ravegnana custodisce la memoria di centinaia di soldati indiani che combatterono per la liberazione dell'Italia inquadrati nell'Ottava Armata Britannica. Ad accogliere gli indiani, gli assessore comunali Patrick Leech e Gabriella Tronconi.
I Sikh sono giunti in gran parte dalla zona di Mantova e Novellara, in provincia di Reggio Emilia, dove esiste una comunità di oltre 3 mila presenze impegnata prevalentemente nelle attività agricole e nell'industria lattiero-casearia.
I Sikh sono indiani del Punjab, regione geografica tra il Pakistan e l'India. Attualmente nel Punjab indiano se ne concentrano 15 milioni. Fuori dall'India vivono quasi un milione di Sikh di cui oltre 400.000 in Gran Bretagna, 300.000 in Canada e 100.000 negli Stati Uniti. In Italia la loro comunità ammonta a circa 30.000 persone. In Emilia Romagna la loro presenza si conta prevalentemente nella zona di Reggio Emilia, Parma e Modena. Nel 2000 a Novellara l'allora Presidente della Commissione Europea Romano Prodi inaugurò un nuovo tempio del Sikhismo. Il Sikhismo è una religione monoteista e Sikh (la parola deriva dal sanscrito e significa discepolo) è colui che segue la dottrina dei Dieci Guru. I "segni fisici della fede" si possono sintetizzare nelle "5 K": Kesh (capelli lunghi raccolti in un turbante), Kangha (il pettine, segno di capelli raccolti in modo ordinato), Kara (braccialetto di ferro che rappresenta il controllo morale delle azioni e il ricordo di Dio), Kacha (sottovesti di tipo allungato simbolo dell'autocontrollo e della castità) e Kirpan (spada cerimoniale, non un'arma, simbolo religioso di fortezza e lotta contro l'ingiustizia).

> "INVASIONE" DI SIKH A FORLI', LE FOTO

20 agosto 1944: Toscana Libera! Memorie tra Casentino e Firenze

Dal sito Arezzoweb riportiamo la notizia del 17 agosto 2010
Agosto 1944: Toscana Libera! Memorie tra Casentino e Firenze
Il 20 Agosto a Moggiona serata speciale di videoproiezione dalla Banca della memoria della Comunità Montana


MOGGIONA - Il 20 Agosto alle ore 21.00 a Moggiona si terrà, al termine di 2 giornate definite “Memorie resistenti”, la manifestazione “Agosto 1944: Toscana Libera! Memorie tra Casentino e Firenze” serata speciale di videoproiezione dalla Banca della memoria della Comunità Montana con immagini inerenti al Casentino e brani inediti sulla Liberazione di Firenze. La serata di Moggiona si caratterizza per novità ed eccezionalità delle immagini recuperate (sia pure familiari e dalla connotazione strettamente amatoriale) e merita di essere sottolineato come Evento 2010 di vallata per la memoria della Resistenza. Sarà presente anche Franco Innocenti, figlio dell’autore delle immagini cinematografiche girate in Firenze tra il 3 Agosto e il 20 Agosto 1944 e testimone all’epoca tredicenne delle vicende fiorentine. Le videoproiezioni avranno e ci sarà un accompagnamento musicale a cura di Leonardo Rossi (tastiera) e Anna Tenore (violino). Le immagini girate da Alberto Innocenti partono con le colonne di fumo nero della sera del 3 agosto 1944 (I ponti che saltano) e lo spettrale coprifuoco della Firenze occupata dai tedeschi per svilupparsi ai primi momenti della Firenze liberata.

Sempre il 20 agosto la mattina alle ore 9.00 escursione guidata lungo il sentiero della Linea Gotica, visita alla mostra permanente sulla guerra e resistenza in Casentino. Ritrovo presso la piazza di Moggiona info 334.305098. Il 21 Agosto a Strada in Casentino presso le Logge del Grano alle ore 17.30 Partigiani “Uomini e donne che hanno lottato per la libertà”, inaugurazione della mostra fotografica e presentazione del libro di Giulio Malfer.

martedì 17 agosto 2010

Palagano (Modena), 29 agosto 2010: Turchi "17 Marzo 1944, il giorno prima della strage"


Associazione Linea Gotica - Officina della Memoria
Parco Monte Santa Giulia
Consorzio Valli del Cimone

DOMENICA 29 AGOSTO
17 marzo 1944, il giorno prima della strage
Parco Santa Giulia, Monchio di Palagano (Modena)


Il 18 marzo 1944 reparti della divisione corazzata tedesca "H. Göring" arrivarono nella zona di Monchio, Susano e Costrignano (Palagano) e compirono la strage più importante della provincia di Modena: 140 le vittime accertate. Nel 2005 è iniziato il processo contro sette tra ex-ufficiali e soldati.
Una camminata nella storia nei luoghi che videro l'inizio della Resistenza armata in montagna e furono teatro della strage. Ascolteremo le voci dei protagonisti prima della strage.


www.progetttolineagotica.eu - http://progettolineagotica.blogspot.com


Ritrovo: Ingresso del Parco ore 09,30 - Parco di Monte Santa Giulia, Monchio di Palagano (MO)
Quota di partecipazione: € 8,00 adulti, gratis bambini fino a 14 anni.
Animazione: diorama vivente "17 marzo 1944".
Info e prenotazioni: Massimo Turchi massimoturchi@libero.it - 335.7209899

Su Facebook le foto dell'iniziativa del 7 agosto 2010 a Trignano di Fanano (Mo)



Per vedere le foto clicca qui

martedì 10 agosto 2010

Trignano di Fanano (Modena), dal 1° agosto: "Per non dimenticare"


Comune di Fanano
Fanano é

Trignano: movimento franoso recente
dal 1 agosto 2010
“PER NON DIMENTICARE”


Intervento d’arte sulla Linea Gotica
a cura di Giacomo Manenti
con la collaborazione di
Daniele Piccoli e di Adriano Pedroni

Un ringraziamento a Giuliano Zanaglia e ai proprietari dei luoghi

INFO APT FANANO 0536 68696

lunedì 9 agosto 2010

Castel d'Aiano (Bologna), 16 agosto: "Una serata sulla Linea Gotica"


Comune di Castel d'Aiano
Una serata sulla Linea Gotica
Lunedì 16 agosto 2010
Sala Civica
ore 20,45


-> Presentazione del libro "Il coraggio non si compra"
di Gino Costantini e Gabriele Ronchetti
La storia del comandante partigiano John, con gli autori del volume e i sindaci di Castel d'Aiano e Vergato, Salvatore Argentieri e Sandra Focci

-> Presentazione del nuovo filmato del Plastico Multimediale della Linea Gotica
Per la prima volta proiettato nella sala grande, il documentario sulla Linea Gotica dopo il restyling curato da Stefano Rovandi e Gabriele Ronchetti.

Ingresso libero