lunedì 2 novembre 2009

Montagne di Parma - 12 dic. "Fischia il vento", 19 dic. "Urla la bufera"


Montagne di Parma - 21 nov. "Fischia il vento", 28 nov. "Urla la bufera"
Le iniziative sono state spostate al 12 e al 19 dicembre

Camminaparco e dintorni - Parco dei Cento Laghi e Appennino Parma Est
Guida: Giovanni Bosi - giovannidellaverrucola@hotmail.it
Due escursioni guidate lungo i sentieri del grande rastrellamento del Novembre 1944 contro le Brigate Partigiane.
Scaricate il programma (.pdf, pag. 25)

giovedì 29 ottobre 2009

La storia di Davide Perlini su Chi l'ha visto (Rai Tre)


Davide Perlini cerca il suo papà scozzese (clicca sul link per vedere il filmato online).
Davide Perlini abita a Bologna ed è un postino di 63 anni in pensione. Nel 1944 sua madre che viveva a Castiglione dei Pepoli (Bologna) conobbe e si innamorò di un soldato scozzese della R.A.S.C. di nome David Jackson. Si accorse di aspettare un bambino ma purtroppo non ebbe modo di dirglielo perchè o si spostò il fronte o lui fu ucciso. Fece di tutto per poterlo rintracciare ma purtroppo non ci riuscì. L'anno dopo nacque Davide e purtroppo in quel periodo quelli nati fuori dal matrimonio erano considerati bastardini e la madre e il bambino furono cacciati di casa. Il bambino finì in un orfanatrofio per 14 anni e sua madre a fare la cameriera a Milano. Quando Davide uscì dal collegio, tornò a vivere con la madre a Bologna. Adolescente chiese alla donna di suo padre e lei, piangendo, gli raccontò del bene che si erano voluti e di quanto aveva fatto per poterlo ritrovare ma che nessuno le aveva dato una mano.
Rai Tre - Chi l'ha visto: puntata del 12 ottobre 2009

lunedì 26 ottobre 2009

Noventa. 1945 - La storia rivive nel film "Anima e fuoco"


Noventa. 1945 - La storia rivive nel film "Anima e fuoco"
Dal Giornale di Vicenza
Il lungometraggio realizzato da Nicola Dall’Armellina e Massimiliano Forcato
L’amicizia di due ragazzi negli anni del conflitto mondiale diventa “Anima e fuoco” pellicola costata 15 mila euro


Da scrittori a registi di un film: quello che doveva essere solo un racconto ambientato nella seconda guerra mondiale dal titolo Anima e fuoco si è trasformato per i due amici appassionati di storia locale Nicola Dall' Armellina e Massimiliano Forcato in una coinvolgente esperienza sul set che dopo due anni di lavorazione sarà presentata stasera al Modernissimo alle 21 con la proiezione del lungometraggio con repliche domenica alle 17 e alle 21. «A darci la spinta nell'intraprendere l'avventura cinematografica è stato il presidente di Televeneto Luigi Giacomuzzi che ha subito creduto in questo progetto didattico rivolto alle scuole che punta a valorizzare la memoria storica locale calando emotivamente lo spettatore in un crudele periodo storico», spiega Nicola Dall'Armellina.
La storia del film ruota attorno all'amicizia tra due ragazzi, Dino e Antonio, messa a dura prova dal clima di paura del fascismo con episodi che prendono spunto da testimonianze raccolte dai due registi e poi trasportate nella sceneggiatura con un effetto romanzato.
Una ventina gli attori della zona (tra cui alcuni componenti della locale compagnia 'Amici del Teatro') selezionati dopo un mese di casting che hanno affrontato con entusiasmo la loro prima esperienza recitativa.
«Un film dal carattere amatoriale che punta a trasmettere specie ai ragazzi il messaggio di condanna della guerra esaltando il sentimento di amicizia e fratellanza e la passione nel perseguire i propri obiettivi», aggiunge Dall' Armellina.
La registrazione delle scene storiche ha visto la partecipazione di un gruppo di giovani figuranti della zona di Ferrara dotati di armi,divise e maschere anti gas della seconda guerra mondiale, mentre per ricostruire l'arrivo degli alleati a Noventa si è ricorsi a mezzi militari dell'epoca del raggruppamento Marin, associazione di rievocazione storica di Montecchio Maggiore.

Altre scene sono state girate nel Duomo e a Villa Cantarella, a Villa Troglio di Agugliaro,ad Albettone e a Pojana Maggiore con fase del montaggio eseguita negli studi di Televeneto e in in quelli milanesi di Euro Italy per un costo finale di 15 mila euro col sostegno di qualche sponsor.

martedì 13 ottobre 2009

Il sito internet del progetto compie un anno... e che anno!



Sito internet "Uomini in guerra sulla Linea Gotica"
13 ottobre 2008 - 13 ottobre 2009
Totale visite 14.101


Media Pagine/vista sito: 2,66
Tempo medio sul sito 00:02:47
Prima volta 80,72%

1. Italy 12.693
2. Germany 320
3. United States 239
4. Brazil 212
5. France 92
6. Switzerland 87
7. United Kingdom 84
8. Austria 29
9. Spain 26
10. Netherlands 19

Il Blog del progetto
10 gennaio 2009 - 13 ottobre 2009

8.423 impresioni per una media di 30 al giorno!
GRAZIE!

16 ottobre, Porretta Terme presentazione libro "La Linea Gotica e le stragi"


Venerdì 16 ottobre, ore 21
Porretta Terme (Bologna)
Teatro Parrocchiale Testoni
Presentazione del libro
"La Linea Gotica e le Stragi"
Saranno presenti:
l’autore Massimo Turchi
l’Assessore Alla Cultura Igor Taruffi
Marco Tamarri
Renzo Zagnoni

domenica 11 ottobre 2009

17 ottobre: Natura Aperta 2009 - Acquerino (Prato)



Natura Aperta 2009
187° ANNUALE DELLA FONDAZIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO (15 OTTOBRE 1822)

17 OTTOBRE 2009 - L'ACQUERINO TRA STORIA E NATURA
ESCURSIONE GUIDATA - RITROVO ALLA CASCINA DI SPEDALETTO ORE 9.00


A CURA DELL'UFFICIO TERRITORIALE PER LA BIODIVERSITA' DEL C.F.S. DI PISTOIA E DEL COMANDO PROVINCIALE C.F.S. DI PRATO
(per informazioni: C.F.S. Prato 0574/611304 - U.T.B. Pistoia 0573/23103 - C.F.S. Acquerino 0573/898047)

L'Ufficio Territoriale per la Biodiversità del Corpo Forestale dello Stato di Pistoia, ed il Comando Provinciale C.F.S. di Prato, celebrano il 187° annuale di fondazione del Corpo (15 ottobre 1822) organizzando una escursione guidata sul crinale che sovrasta la Riserva Naturale Biogenetica di Acquerino (Pistoia) e l'Area protetta di Acquerino-Luogomano (Prato).
Il percorso inizia dalla Cascina di Spedaletto (881 metri), dove un filare di faggi secolari segna ancora il confine tra i territori comunali di Cantagallo (Prato) e Montale (Pistoia). Il sentiero, un tempo importante via di comunicazione medievale tra le valli dell'Agna, della Limentra Orientale e del Bisenzio, raggiunge il Passo degli Acquiputoli (999 metri) da dove la "via di stancalasino" conduce al crinale in prossimità di Poggio di Celso (1121 metri).
Lungo il sentiero che conduce al Monte Bucciana, è possibile osservare altri notevoli esemplari di faggio e numerose "piazze carbonaie". In località Culipiana (1153 metri) si trovano tangibili testimonianze della Linea Gotica: una serie di postazioni da mortaio e la tomba di un soldato ci riportano al drammatico periodo del fronte (settembre 1944).
Ritornando indietro dal medesimo itinerario, si raggiunge la località detta L'Uccelliera (1015 metri) da dove è possibile osservare dall'alto la Riserva Naturale Biogenetica di Acquerino con le sue maestose fustaie di Douglasia (Abete canadese). Attraversando una fustaia di Pino Nero il sentiero ci riconduce in breve al punto di partenza.
Il percorso, della durata di 2 ore, è facile: si consiglia di indossare di calzature idonee, di portarsi al seguito una mantellina impermeabile, borraccia rifornita e pranzo "al sacco". Al termine dell'escursione ed in caso di maltempo, i partecipanti saranno invitati a visitare l'aula didattica della caserma forestale di Acquerino (2 km da Cascina di Spedaletto)

Per raggiungere Cascina di Spedaletto:
Strada Provinciale Pistoia-Riola, fino al bivio con le indicazioni per Cascina di Spedaletto-Tobbiana (per chi viene da PISTOIA il bivio è sulla destra - senso unico).
Da BOLOGNA raggiungere Badi (Lago di Suviana) e risalire la Pistoia-Riola, oltrepassare l'Acquerino e proseguire per 2 km fino al bivio suddetto (a sinistra - senso unico). Proseguendo dal bivio per circa 200 metri si raggiunge il punto di ritrovo (ore 9.00, davanti al fabbricato della Cascina).

lunedì 5 ottobre 2009

Monte Sole: 4 ottobre 2009


La commerazione dell'eccidio di Monte Sole è stata un'occasione per ritrovare i vecchi amici:
In piedi (da sx): Heidi Johnson, Daniele Amicarella, Giancarlo Rivelli, Luca Morini e Alessandro Baldi
Seduti: Regana, Desmond Burges e Elide Ruggeri
Al mattino a Marzabotto abbiamo incontrato Celso Battaglia e Davide Perlini.

Strage di Monchio e Cervarolo, via al processo


Dalla Gazzetta di Modena e Reggio Emilia riportiamo i due articoli del 4 ottobre 2009.
Strage di Monchio, via al processo
la Gazzetta di Modena — 04 ottobre 2009 pagina 09 sezione: PROVINCIA
di Rolando Balugani
PALAGANO. Domani al Tribunale Militare di Verona udienza preliminare per decidere sull’ammissione delle costituzioni di parte civile e sulla richiesta di rinvio a giudizio per la strage di Monchio, Susano e Costrignano del 1944 e di quella di Cervarolo. I morti furono 136. Autori della strage del 18 marzo 1944 e di quella di Cervarola (Reggio) perpetrata due giorni dopo, i soldati nazisti di un reparto della divisione paracadutisti Hermann Goering, che era comandato dal famigerato capitano, Kurt Cristian Von Loeben. Nel luglio del 2008, il procedimento penale era pendente presso la Procura Militare della Spezia diretta dal dottor De Paolis. Con la soppressione di quell’Ufficio Giudiziario la competenza sui medesimi crimini passava alla Procura Militare di Verona e (fortunatamente) veniva assegnata al dr De Paolis, che era stato trasferito presso quest’ultimo ufficio giudiziario. A conclusione delle indagini, il 20 luglio scorso, il Pubblico Ministero, dottor Marco De Paolis depositava presso la cancelleria del Gip di Verona la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei seguenti criminali nazisti, tutti appartenenti alla divisone corazzata, Hermann Goring: Gustav Brandt, 94 anni, sottotenente; Hans Georg Winkler, di anni 86, sottotenente, comandante della 4ª compagnia; Fritz Olberg, 88 anni, sottotenente, comandante di plotone della 3ª compagnia; Wilhelm Karl Stark, di anni 89, sergente, comandante di squadra della 3ª compagnia; Ferdinand Osterhaus, di ani 92, sottotenente, comandante di plotone della 5ª compagnia; Helmut Oderwald, di anni 90, capitano, comandante della 10ª batteria artiglieria antiaerea; Gunter Heiroth, di anni 84, soldato della 3ª compagnia.
LE ACCUSE. Tutti gli imputati sono accusati dei seguenti crimini contro l’umanità: «Concorso in violenza con omicidio contro privati nemici pluriaggravata e continuata (...) perché durante lo stato di guerra tra l’Italia e la Germania essendo in servizio nelle forze armate tedesche nemiche dello stato italiano quali militari aventi funzioni (ad eccezione di Gunther) di comando, inquadrati nella Divisione corazzata Hermann Goering, reparto esplorante, con più azioni esecutive di un medesimo criminoso (...) contribuendo alla materiale realizzazione dei crimini (...) e sempre agendo al programma criminale, senza necessità e senza giustificato motivo (...) e con finalità di ampie operazioni punitive contro i partigiani e la popolazione civile (...) contribuendo a cagionare la morte di numerosi privati cittadini italiani, fra cui donne, anziani e bambini inermi, agendo con crudeltà e premeditazione». Nel corso della complessa inchiesta giudiziaria sono stati individuati decine di testimoni, quasi tutti familiari delle vittime, che saranno chiamati a testimoniare all’apertura del processo che sarà celebrato lunedì, presso il tribunale Militare di Verona. Fra i testi vi sono ovviamente tutti coloro che si sono costituite parte civile. Particolarmente preziose si sono rilevate le indagini e le intercettazioni telefoniche effettuate dalla magistratura tedesca che, con teutonica precisione, ha ricostruito la più feroce strage perpetrata dai nazisti in provincia di Modena. Attraverso le intercettazioni telefoniche è stato possibile accertare che questi vecchi criminali, tutti ultraottantenni, che hanno vissuto una vita tranquilla ed agiata (uno di essi è stato per lunghi anni il capo della polizia dell’Assia), sono ancora in contatti fra di loro e parlano dei crimini perpetrati in Italia durante la guerra e come difendersi al processo di Verona. E’ stata anche particolarmente preziosa l’attività investigativa svolta dall’avvocato Andrea Speranzoni, del Foro di Bologna, che ha già assistito con successo i familiari delle vittime delle stragi di Marzabotto e di Casalecchio di Reno (Bologna). Oltre a 53 familiari delle vittime (45 della provincia di Modena ed 8 di quella di Reggio Emilia), si sono costituiti parte civile la regione Emilia Romagna, le province di Modena e di Reggio Emilia, i comuni di Palagano e Vetto d’Enza e l’Anpi nazionale e di Modena e Reggio Emilia. L’avvocato Andrea Speranzoni cura la difesa di parte civile della Provincia e dellAnpi di Modena, del comune di Palagano, e di 45 vittime di Monchio Susano e Costrignano La Regione Emilia Romagna. è rappresentata dall’avvocato Giuseppe Giampaolo. La provincia di Reggio ed i comune di Villa Minozzo sono rappresentati dall’avvocato Ernesto d’Andrea L’Anpi e otto civili di Cervarolo sono assistiti dall’avvocato Wainer Burani. Si è appreso informalmente che è tuttora in corso un secondo troncone di indagini per gli stessi fatti per i quali sono indagati altri nove imputati, tra i quali i non meglio identificati Gabriel e Luhmann, entrambi appartenenti alla 4ª compagnia. L’udienza preliminare per questo secondo troncone di indagini è prevista per la fine di novembre prossimo. La delegazione, Anpi guidata dalla presidente Aude Pacchoni e dal segretario Renzo Montorsi, ha organizzato un pullman che accompagnerà a Verona i rappresentanti delle istituzioni e una cinquantina di familiari delle vittime che si sono costituiti parte civile. La partenza è prevista domani alle 7 davanti alla Motorizzazione Civile.
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Strage di Cervarolo, via al processo
la Gazzetta di Reggio — 04 ottobre 2009 pagina 30 sezione: PROVINCIA

VILLA MINOZZO. In un mese e mezzo, dal 18 marzo al 5 maggio 1944, le compagnie e i plotoni della divisione Hermann Goering che comandavano uccisero 390 persone (tra le quali le 24 vittime di Cervarolo) sull’Appennino tosco-emiliano. Domani sei ufficiali tedeschi (il settimo è morto), dovranno rispondere di questi crimini davanti al gip di Verona. Indagati altri nove loro colleghi. Al tribunale militare di Verona, infatti, alle 9 è prevista l’udienza preliminare per decidere sull’ammissione delle parti civili e sulla richiesta di rinvio a giudizio per le stragi di Cervarolo, Monchio, Susano e Costrignano. I morti furono 156. Gli autori furono i soldati nazisti di un reparto della divisione paracadutisti Hermann Goering, comandata dal capitano Kurt Cristian Von Loeben.
GLI INDAGATI. A conclusione delle indagini, il 20 luglio scorso, il pm Marco De Paolis ha depositato alla cancelleria del gip di Verona la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di sette criminali nazisti: il sottotenente Gustav Brandt , 95 anni, che è morto a fine luglio; il sottotenente Hans Georg Karl Winkler , 87 anni, comandante di plotone della 3ª compagnia, che operò a Cervarolo; Fritz Olberg , 88 anni, sottotenente, comandante di plotone della 3ª compagnia; Wilhelm Karl Stark , 88 anni, sergente, comandante di squadra della 3ª compagnia; Ferdinand Osterhaus , 92 anni, sottotenente, comandante di plotone della 5ª compagnia; Helmut Odenwald , 89 anni, capitano, comandante della 10ª batteria artiglieria antiaerea; Gunter Heinroth , 84 anni, soldato della 3ª compagnia.
LE ACCUSE. Tutti i sei indagati devono rispondere dell’accusa di «Concorso in violenza con omicidio contro privati nemici pluriaggravata e continuata. Perché, durante lo stato di guerra, essendo in servizio nelle forze armate tedesche nemiche dello Stato italiano, quali militari aventi funzioni (ad eccezione di Gunther) di comando, con più azioni esecutive di un medesimo piano criminoso, contribuendo alla materiale realizzazione dei crimini (...) senza necessità e senza giustificato motivo (...) e con finalità di ampie operazioni punitive contro i partigiani e la popolazione civile (...), contribuirono a cagionare la morte di numerosi cittadini, fra cui donne, anziani e bambini inermi, agendo con crudeltà e premeditazione». Nel corso della complessa inchiesta sono stati individuati decine di testimoni, quasi tutti familiari delle vittime, che saranno chiamati a testimoniare.
LE INTERCETTAZIONI. Particolarmente preziose si sono rilevate le indagini e le intercettazioni telefoniche effettuate dalla magistratura tedesca, che ha ricostruito le feroci stragi. Attraverso le intercettazioni telefoniche è stato possibile accertare che questi vecchi criminali sono ancora in contatto fra loro e parlano dei crimini perpetrati in Italia e di come difendersi al processo di Verona.
LE PARTI CIVILI. Sono tanti coloro che chiedono giustizia: 33 familiari delle vittime di Cervarolo (9 rappresentati dall’avvocato Andrea Speranzoni di Modena, 9 dall’avvocato Ernesto D’Andrea e 16 dall’avvocato Vainer Burani), 45 familiari delle vittime di Monchio, Susano e Costrignano, le Province di Reggio e Modena, i Comuni di Villa Minozzo e Palagano, l’Anpi provinciale di Reggio e di Modena, la Regione.
GLI ALTRI NOVE. E’ tuttora in corso un secondo troncone di indagini per gli stessi fatti per i quali sono indagati altri nove ufficiali, tra i quali i non meglio identificati Gabriel e Luhmann, entrambi appartenenti alla 4ª compagnia. L’udienza preliminare per questo secondo troncone di indagini è prevista per la fine di novembre.

sabato 3 ottobre 2009

Archeologi o tombaroli?


Da Massimo Ballerini abbiamo ricevuto la segnalazione di molte buche, alcune molto profonde, scavate sul Pizzo di Campiano... La tabella che è visibile potrebbe riguardare l'area di un campo di soft-air?
Attendo i vostri commenti?

18-24 Ottobre. Mémoire de la Seconde Guerre mondiale. Approche comparée France - Italie


Dal 18 al 24 ottobre, saremo impegnati a partecipare all'inizitiva organizzata da Maison d'Izieu e dall'Istituto Storico di Modena, con il patrocinio dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna:

Mémoire de la Seconde Guerre mondiale
Approche comparée France - Italie

Place dans les enseignements – utilisation des ressources locales
Résistance et déportation dans l'histoire locale au travers des ressources pédagogiques

Du 18 au 24 octobre 2009 - Lyon
Référence base de formation Comenius/Grundtvig : FR-2009-251-001

giovedì 1 ottobre 2009

Cutigliano 17 ottobre: Presentazione libro "La Linea Gotica e le stragi"



17 ottobre 2009 - Cutigliano - Sala Consiliare - ore 17,00
Presentazione del libro di Massimo Turchi "La Linea Gotica e le Stragi - Il fronte di guerra nell'Appennino bolognese, modenese e pistoiese.Cà Berna e Ronchidoso due stragi"
a cura del Gruppo di Studio Alta Val di Lima
Interverrà Daniele Amicarella

I giorni della "Linea Gotica": la miseria della guerra sul nostro Appennino


Università Primo Levi - A. A. 2009-2010
Programma di corso in dieci incontri (di cui una visita guidata) il mercoledì 15.00 - 17.00 dal 10/03/2010
presso l'Istituto Rubbiani Aldrovandi, via Marconi 40
Iscrizione euro 74


I giorni della "Linea Gotica": la miseria della guerra sul nostro Appennino
(docente: Rinaldo Falcioni)

Lo scopo del corso è di ripercorrere le vicende della seconda guerra mondiale lungo l'arco appenninico tosco-emiliano fra il 1944 e il 1945. Cosa sanno gli attuali abitanti, in particolare i giovani, della guerra che attraversò tanto crudelmente i loro borghi appenninici? Come se la rappresentano? Attraverso i ricordi e i racconti degli anziani, attraverso le testimonianze di chi ha perduto familiari e amici? O anche di coloro che si trovarono, giovanissimi a combattere in quelle trincee? Se la raffigurano per avere letto libri, o visto film su questi temi? Quali sono le loro emozioni a fronte di questo ricordo? Conoscere il proprio passato, anche negli aspetti più crudi, serve a crescere apprezzando la vita vissuta nel rispetto degli altri, del lavoro e delle condizioni di pace fra i propri vicini in Europa e nel resto del mondo.

Programma di 10 incontri (due ore l'uno):
1. Polenta e castagne: la vita economica e sociale nell'Appennino
2. La campagna d'Italia e la situazione nell'estate 1944
3. Le formazioni partigiane: i rapporti con la popolazione civile e con gli Alleati
4. Le stragi dei civili: San'Anna di Stazzema
5. Le stragi dei civili: Marzabotto
6. La fine della guerra e le ricostruzioni dei fatti
7. I luoghi della memoria. Monte Sole (eventuale escursione)
8. I luoghi della memoria: cimiteri e sacrari (eventuale escursione)
9. Il passare delle generazione e l'affacciarsi del "revisionismo"
10. Pace e guerra: una prospettiva antropologica

Rinaldo Falcioni (ma10160@iperbole.bologna.it) è Dottore di Ricerca in "Storia del pensiero politico e delle istituzioni politiche". Si è occupato soprattutto del pensiero politico moderno, con particolare riguardo al pensiero francese dell'Illuminismo e del periodo rivoluzionario, approfondendo i temi del repubblicanesimo, dell'ordine politico e delle dottrine della pace e della guerra. Questi studi hanno prodotto diverse pubblicazioni scientifiche. Lavora per la Casa editrice Il Mulino, Bologna, in qualità di redattore per le scienze sociali e traduttore dal francese e dall'inglese. Nell'ambito dell'insegnamento privato, ha una collaborazione continuata dal 1997 con il Centro Europeo per la Preparazione Universitaria (Cepu). Rinaldo Falcioni si è infine occupato di numerose iniziative artistiche, che ha curato e allestito dall'inizio degli anni Ottanta a oggi.

lunedì 28 settembre 2009

Strage Casalecchio la sentenza congela il mistero del 1944


Strage Casalecchio la sentenza congela il mistero del 1944
"L'Unità - Bologna" del 9 settembre 2009
di Giulia Gentile
È una sentenza che assolve,ma solo perché non è certo che l'imputato sia in vita. L'ufficiale che nel '44 ordinò la strage di Casalecchio si è invatti dissolto nel nulla, probabilmente reclutato dalla Cia dopo la guerra.

Si tratto di "brutali assassini", e a pianificarli ed eseguirli c'era il capitano del 16° reparto corazzato nella 16a Panzergrenadierdivision Ss, Manfred Schmidt. Detto questo, però, "sussiste un rilevante dubbio che l'ex addetto alle informazioni e al controspionaggio oggi 96enne non sia piu in vita". In 105 pagine fitte di richiami a documenti recuperati negli archivi tedeschi, e di citazioni dei racconti di famigliari delle vittime ascoltati come testi, la seconda sezione del Tribunale militare di Verona motiva cosi la sentenza che, lo scorso 11 giugno, aveva stabilito il "non luogo a procedere per estinzione del reato" nei confronti dell'unico ex gerarca nazista finito alla sbarra per l'eccidio del cavalcavia, alle porte di Bologna.
VENTI VITTIME Venti fra partigiani e civili rastrellati e fucilati fra Casalecchio e Sasso Marconi dall'8 al 10 ottobre 1944, quando tredici uomini vennero "uccisi a colpi d'arma da fuoco, e poi legati con filo spinato ai pali della corrente elettrica ed alla recinzione di una villetta". Una decisione, chiarisce il collegio presieduto dal giudice Vincenzo Santoro che nel 2007 aveva condannato dieci ex Ss per l'eccidio di Monte sole, "conseguente all'insuperabile dubbio" che, nel frattempo, Schmidt sia morto. Per i giudici del Tribunale militare dove sono state trasferite le inchieste sui crimini di guerra alla chiusura di La Spezia, i fatti di sangue alle porte di Bologna "non ebbero carattere isolato e sporadico ne furono la rabbiosa iniziativa di singoli militari delle Ss". Secondo il Pm Marco De Paolis si tratto di una ben più "vasta operazione, finalizzata a reperire illegalmente mano d'opera" da inviare ai lavori forzati in Germania. "Brutali assassini - scrivono le toghe nella motivazione della sentenza - commessi nel corso del programmato rastrellamento e durante l'altrettanto programmato trasferimento dei civili catturati, che dovevano essere ammazzati con modalità che rendessero evidente che venivano uccisi per vendicare la morte di due soldati del reparto comandato dall'imputato". Nessun dubbio che Schmidt sia responsabile dell'accaduto, per "la sua posizione gerarchica". Per le toghe, pero, "da più di 60 anni non si sa più nulla" dell'imputato, che a detta del commilitone Paul Rosch a meta ottobre '44 "era stato fatto prigioniero dagli americani". E che, per l'accusa, potrebbe essersi costruito una nuova vita all'estero offrendo agli alleati l'esperienza di ex Ss addetto alle informazioni. E su questo che farà leva l'avvocato di parte civile, Andrea Speranzoni, per chiedere al Pm di appellare la sentenza. "Non si tiene conto degli atti dell'anagrafe tedesca - precisa il legale - dai quali emerge che l'imputato non e morto. E nemmeno delle dichiarazioni di Rosch, che a dicembre 2008 ha raccontato che pochi anni fa Schmidt viveva ad Amburgo". Ciò di cui Speranzoni si dice soddisfatto è l'affermazione "a chiare lettere della responsabilità di Schmidt. La sentenza lascia poi aperta la strada del danno civile, da far valere nei confronti della Germania".

Cervarolo: "I fascisti ispiratori della strage, le prove: documenti e testimoni"


Eccidio di Cervarolo. Rovali (Comitato vittime) replica allo storico Tadolini
"I fascisti ispiratori della strage, le prove: documenti e testimoni"

Articolo tratto dal "La Gazzetta di Reggio" del 9 settembre 2009

VILLA MINOZZO. "Le osservazioni di Luca Tadolini sono un falso storico, per coprire crimini e criminali fascisti"
Ad oltre 65 anni dall'eccidio di Cervarolo - nel mirino di un processo che vedrà, in autunno, sul banco degli accusati 13 militari tedeschi - le contrapposizioni rimangono forti ed Italo Rovali non ha mandato giù gli "attacchi" giuntigli da chi guida il Centro Studi Italia: la replica, sofferta, arriva da un uomo che ha avuto la famiglia falcidiata in quella rappresaglia e da tempo si batte come e da tempo si batte come coordinatore del Comitato dei familiari delle vittime.
I FONOGRAMMI. "Sono in possesso - rimarca Rovali in un'articolata lettera alla 'Gazzetta' - e posso mettere a disposizione di tutti, giornalisti e lettori, i fonogrammi del comando della 72^ Legione Comando generale G.N.R. (Guardia nazionale Repubblicana) di Reggio che, dal 12 marzo 1944 al 23 marzo 1944, dispongono prima la dislocazione dei militi del G.N.R., poi le operazioni di rastrellamento comandate dal tenente Galini. Dopo la battaglia di Cerrè Sologno, il 19 marzo 1944, documentano il proseguo delle operazioni militari a Cervarolo con l'agghiacciante fonogramma a mano, a firma del colonnello Orofaro della G.N.R., che recita: "Durante continuazione rastrellamento condotto 3^ compagnia paracadutisti E. Ghoring e reparti Guardia Nazionale Repubblicana di questa regione, ha avuto svolgimento azione di rappresaglia contro abitanti e popolazione frazione di Cervarolo... Deceduti 23 civili tra cui il parroco". Nel successivo fonogramma del 23 marzo 1944 della milizia fascista - prosegue - viene ordinato il proseguo di dette "nobili opere", il riordino dei presidi della montagna e viene nominato comandante Giuseppe Montecchi. Ciò prova l'affiancamento volontario e la responsabilità oggettiva dei fascisti, nella strage di Cervarolo, di inermi cittadini". Ma Rovali ha altra documentazione da contrapporre alle osservazioni di Tadolini.
LE TESTIMONIANZE. "Ancora erige croci commemorative, affiancato da 150 camerati. Ho i nomi - puntualizza Rovali - di 63 gerarchi fascisti, due sono state le spie fasciste che guidarono il branco armato a Cervarolo. Agghiacciante la testimonianza di Armando Chiesi, il cui padre vide le truppe fasciste la sera del 20 transitare nella mulattiera sotto la sua casa. Coperto da un lenzuolo bianco, invisibile nella neve, sente la seguente frase: "Questa volta abbiamo trovato il covo dei partigiani". Ciò che più stupisce della moralità di questi fascisti sciacalli e che lo stesso Chiesi riferisce, che imitavano le urla e lo strazio delle moglie nel momento del distacco dai mariti, portati a morire nell'aia".
I PARTIGIANI. L'ultima replica è sul ruolo dei partigiani. "Tre erano i partigiani del paese, i gruppi provenienti dalla pianura dopo lo scontro di Cerrè Sologno riportarono gravi perdite e si sciolsero sul versante modenese, non potevano difendere Cervarolo dalla rappresaglia pianificata ormai da tempo da fascisti e nazisti". (r.s.)

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La polemica.
Due i punti contestati dal Centro Studi Italia
"I partigiani non difesero Cervarolo"
Sono due i principali punti di disaccordo tra Luca Tadolini (Centro Studi Italia) e la ricostruzione di Italo Rovali. "Giustamente si ricorda - ha rimarcato Tadolini - che la rappresaglia venne in seguito al combattimento di Cerrè Sologno, vinto dai partigiani. Rimase ferito Barbolini (comandante partigiano modenese) e prese il comando Didimo Ferrari, Eros, che a Monte Orsaro, il 16 marzo, ordinò di fucilare tre prigionieri italiani e tre tedeschi. Il giorno dopo da Monte Orsaro, i partigiani arrivano a Cervarolo. Nelle stesse ore, i rinforzi italo- tedeschi trovano i cadaveri dei prigionieri lasciati sulla neve, e lo comunicano al comando tedesco che toglie la direzione delle operazioni ai militari reggiani, in quanto il tenente Riemann non intendeva partecipare alla rappresaglia a Cervarolo, all'alba del 19 marzo, Didimo Ferrari scioglie la formazione e sparisce nei boschi, senza avvisare la popolazione di mettersi in salvo e senza tentare azioni diversive per allontanare i militari dai civili che li avevano ospitati. Sono passaggi che non possono scomparire dalla storia di questa rappresaglia".
La seconda "lacuna" - secondo Tadolini, riguarda la questione delle spie fasciste. "Informazioni sulla guerriglia in montagna, dagli abitanti a carabinieri o alla milizia, arrivavano con una certa "normalità", in quanto la guerra appariva ancora lontana, la guerriglia debole. Nel caso di Cervarolo, è difficile individuare nei fascisti una possibile premeditazione della rappresaglia tedesca, che vada oltre l'intento di ausilio o alle operazioni di polizia anti-paritigiana".

Un convegno a Luicciana sulla Linea Gotica: i ricordi di chi ha vissuto quei giorni terribili


Un convegno a Luicciana sulla Linea Gotica: i ricordi di chi ha vissuto quei giorni terribili
da "Notizie di Prato" del 28 settembre 2009

Un convegno per ricordare il dolore e i lutti, ma anche il coraggio di chi si è opposto al giogo nazi-fascista. Oggi pomeriggio, sabato 26 settembre, alle ore 15.30 nel Palazzo Comunale di Cantagallo a Luicciana appuntamento con la storia e la memoria sul passaggio del fronte della Linea Gotica e la Liberazione di Cantagallo dai nazifascisti nel settembre 1944. Si svolgerà infatti il convegno “Per non dimenticare, i ricordi delle persone e documenti di archivio organizzato dal Comune di Cantagallo in collaborazione con l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia). Il programma prevede i saluti del sindaco Ilaria Bugetti e una introduzione a cura di Mauro Bolognesi, responsabile sezione ANPI di Cantagallo e a seguire la presentazione di un interessante lavoro di ricerca da parte di tre giovani Caterina, Gioele e Giulia in collaborazione con il CDSE della Val di Bisenzio (Centro di Documentazione Storica ed Etnografica), che è hanno registrato interviste a persone anziate e testimoni del passaggio della Linea Gotica raccolte in un video dal titolo “Passaggi di memoria”. Interverranno poi Alessandro Cintelli storico e profondo conoscitore di storia locale del CDSE e Andrea Giaconi che affronterà il tema “L’origine dell’antifascismo a Luicciana – La figura di Galardo Bisconti”. Le conclusioni sono affidate a Ennio Saccenti Presidente provinciale ANPI. Al termine sarà offerto un aperitivo per tutti i presenti.

domenica 27 settembre 2009

Giorgio Diritti ce l’ha fatta


Da funweek.it del 16 settembre riportiamo l'articolo di Cecilia Bersani
Giorgio Diritti ce l’ha fatta

Alla prossima edizione della "Festa del Cinema di Roma", che avrà luogo dal 15 al 23 Ottobre presenterà il suo "L’uomo che verrà", pellicola “liberamente storica”, che è riuscito a farsi produrre e finanziare dalla "Toscana Film Commission".
Quest'ultimo, infatti, l’unico ente ad aver raccolto l’appello lanciato dal regista sulle pagine de "Il Sole 24 Ore", nel quale denunciava la difficoltà di trovare finanziamenti per autori emergenti, situazione ben nota a chi si occupa di cinema e senz’altro aggravata dagli ulteriori tagli alle sovvenzioni statali annunciati a ridosso dell’estate.
Diritti aveva in precedenza girato "Il vento fa il suo giro", integralmente autofinanziato e che ha raccolto numerosi premi internazionali come miglior film e per il quale lo stesso autore era stato da più parti premiato quale miglior regista emergente.
La vicenda de "L’uomo che verrà" è vissuta attraverso gli occhi di una bimba di soli 8 anni cui la mamma sta per dare un fratellino e viene “costruita” intorno alla strage di Marzabotto, compiuta com’è noto il 29 settembre del 1944 dalle SS sull’Appennino emiliano e nella quale vennero fucilati ben 780 civili, metà dei quali di età inferiore ai 12 anni, oltre a donne e (pochi) anziani.
L’intento dell’autore (e l’attualità della pellicola), come da lui stesso più volte affermato, non è quello di realizzare un film storico in senso tradizionale, bensì piuttosto di narrare come gente semplice, che vive per lo più col progetto di sposarsi, metter su casa e crescere dei figli, veda la propria esistenza annientata dalla violenza dei potenti, potremmo dire fin nel cortile di casa.
La valenza della pellicola è senz’altro aumentata dall’essere basata sullo studio storico effettuato a partire dal 2002 dall’Istituto Storico della Resistenza e basato su documenti ufficiali ed interviste ai sopravvissuti (partigiani e civili scampati allo sterminio).
Protagoniste femminili del film sono Maya Sansa, che torna al grande schermo dopo una lunga assenza ed Alba Rohrwacher. Siamo certi che saranno all’altezza del ruolo a loro affidato.

venerdì 18 settembre 2009

David Melani e il suo "Natalino"


Da "Il Giornale di Barga" del 1 settembre 2009 riportiamo l'articolo:
David Melani e il suo "Natalino"

David Melani, giovane originario di Ghivizzano, ma con all'attivo alcuni anni trascorsi all'estero, si sta distinguendo per la grande passione nella regia di cortometraggi. Dopo aver presentato l'anno scorso la sua prima fatica dal titolo The Solitary Man, quest'anno è quasi pronto per regalarci il suo secondo lavoro, ambientato completamente in Mediavalle.
La storia, dal titolo provvisorio “Natalino”, è tratta da un fumetto di Nazareno Giusti ambientato durante la seconda Guerra Mondiale e narra le tragiche vicende di un ragazzino (Natalino, appunto) che riesce a sfuggire ai soldati tedeschi.
Le prime riprese sono cominciate a febbraio scorso e sono passate attraverso i centri storici di Ghivizzano Borgo a Mozzano e Barga, includendo anche alcune scene ambientate nella Pieve di Loppia, con attori locali –pare- davvero preparati (segnaliamo il barghigiano Andrea Gonnella) e gruppi di figuranti in costume, coinvolgendo i personaggi del presepe vivente di Ghivizzano Alto e l’associazione culturale Linea Gotica in Lucchesia, che hanno reso assolutamente verosimile l’ambientazione nell’anno 1944.
Ma quello che ci fa ancor più piacere segnalare è che David Melani è riuscito a coinvolgere molte più persone di quelle che abbiamo nominato, creando un vero e proprio evento attorno a questo corto, forse il primo in assoluto nella nostra zona.
Adesso che il film è in post-produzione, non ci resta che la curiosità di vederlo, e, data la presenza di tanti volti conosciuti nelle sequenze, dato che l’ambientazione è “nostrana”, dato che emotivamente Barga e i comuni limitrofi sono ancora molto vicini alle vicende della seconda guerra mondiale, ci auguriamo che il nostro comune possa ospitare lo screening di questo lavoro, poiché, se ancora nessuna notizia è stata pubblicata sui media convenzionali, il social forum Face Book annovera già un folto gruppo di fan di Davide e Natalino.

Il ritorno del veterano della Buffalo


Da "Il Giornale di Barga" del 5 settembre 2009 riportiamo l'articolo:
"Il ritorno del veterano della Buffalo"

Ritorno al passato per Joseph Hairston, veterano della 92nd Buffalo Division che dopo 63 anni è tornato il 5 settembre in Valle del Serchio ed è arrivato nel comune di Barga per visitare il paese Sommocolonia, tristemente famoso per la battaglia del 26 dicembre 1944, dove anche tanti soldati della Buffalo persero la vita per combattere una controffensiva tedesca, insieme a tanti partigiani.
Hairston che allora era un tenente di artiglieria, non aveva mai visto Sommocolonia, ma su questo piccolo paese montano puntò i suoi cannoni e fece fuoco dalle postazioni dislocate nel fondovalle, dopo che il tenente John Fox, divenuto eroe di guerra, diede ordine di sparare sulla postazione di osservazione in cui si trovava, nella rocca del paese, per cercare di fermare i soldati tedeschi che lo avevano circondato.
Per questo veterano di 87 anni, a Sommocolonia, ieri mattina insieme all vicesindaco Alberto Giovannetti ed a tante autorità istituzionali e militari, è stata una grande emozione ed un modo diverso di vivere quei momenti terribili. Allora non sapevo di vivere la storia, ha detto, oggi so di aver contribuito anche io a scrivere la storia. E' davvero emozionante, ha concluso, poter vivere oggi queste sensazioni.
La mattinata si era aperta a Barga dove sul Fosso si è aperto il "I Raduno città di Barga" una manifestazione di reenactment (rievocazione storica) organizzata dall'Associazione culturale "92ma Divisione Buffalo Tosco-Ligure” di Sarzana (SP) e dal comune di Barga (LU) con la collaborazione della Associazione Linea Gotica della Lucchesia, che ha visto la partecipazione di veicoli militari originali della Seconda Guerra Mondiale e di figuranti in divisa americana, rigorosamente d'epoca.
Di seguito, nella sala consiliare del comune di Barga, il benvenuto ufficiale al tenente Hairston da parte del vice sindaco Giovannetti ed una breve ricostruzione dei fattri del 26 dicembre 1944 a cura del Tenente colonnello dei paracadutisti Vittorio Biondi, studioso davvero preparato di quegli eventi bellici. Ad accompagnare il veterano della Buffalo la giornalista Francesca D'Anna, Segretario e Addetto Stampa dell'associazione Culturale
92ma Divisione Buffalo Tosco-Ligure che ha brillantemente svolto il ruolo di interprete.
Poi il trasferimento a Sommocolonia. Durante la visita Hairston ha assistito alla deposizione di una corona di alloro al monumento ai caduti della battaglia a Monticino dove si ricorda anche il tenente Fox. Ha poi visitato il luogo simbolo di quella battaglia, la Rocca della Pace ed ha inaugurato la via che l’Amministrazione Comunale ha intitolato alla 92ma Divisione Buffalo.
Alla giornata di rievocazione barghigiana ha preso parte anche il regista Fred Kuwornu, autore del celebre documentario “Inside Buffalo”. Nell’occasione, vista la presenza di mezzi d’epoca e di figuranti con le divise americane, sono state anche girate alcune riprese che serviranno per arricchire il documentario dove il regista ha intenzione di inserire una sezione dedicata proprio agli eventi di Sommocolonia.
Anche il regista locale David Melani, che sta realizzando un film che narra di un fatto di guerra nella Valle del Serchio dal titolo “Natalino”, era presente per girare alcune riprese che andranno ad integrare quanto già raccolto nel corso di un lavoro durato sei mesi.

Una medaglia d'oro per il comandante partigiano Manrico Ducceschi


Da "Il Giornale di Barga" del 5 settembre 2009 riportiamo l'articolo:
"Una medaglia d'oro per il comandante partigiano Manrico Ducceschi"

Durante la cerimonia che ha visto la visita del veterano della Buffalo Joseph Hairston a Sommocolonia, era presente anche la figlia del comandante partigiano Manrico Ducceschi. Il suo gruppo di partigiani fu protagonista anche della tragica battaglia di Sommocolonia.
Nell'occasione ci ha parlato di una iniziativa che sta seguendo e che punta a fare insignire il padre della Medaglia d'Oro al Valor Militare. Per far questo è necessario raccogliere diverse firme e chi volesse partecipare può consultare il sito che vi indichiamo sotto e seguire tutte le indicazioni del caso.
Manrico Ducceschi - conosciuto con il nome di battaglia "Pippo" -è stato un comandante partigiano italiano.
L'8 settembre 1943, lo trovò a Tarquinia, allievo ufficiale del V Rgt. Alpini. Riuscì a sottrarsi alla cattura e a fare ritorno nella sua città, ove entrò in relazione con ex compagni di studi, militanti dei gruppi Giustizia e Libertà di Firenze, vicini al Partito d'Azione, dandosi successivamente alla macchia per partecipare alla Resistenza italiana con il nome di battaglia di "Pontito" prima e di "Pippo" successivamente. Già a metà settembre costituì la prima "Brigata Rosselli" e, stabilito il quartier generale alle Tre Potenze, assorbì alcune formazioni minori del Pistoiese e della Lucchesia. Il 16 marzo 1944 la formazione assunse la denominazione ufficiale di "Esercito di Liberazione Nazionale -XI Zona Patrioti" con caratterizzazione dichiaratamente apartitica ed operante fra la Garfagnana, la valle della Lima, la Valdinievole e la Montagna Pistoiese.
Una delle operazioni principali della formazione fu l'intercettazione al Passo dell'Abetone del Contrammiraglio giapponese Toyo Mitunobu che permise di raccogliere documenti importanti per le successive operazioni belliche degli Alleati nel Pacifico.
Grazie agli ottimi rapporti mantenuti con gli Alleati, tramite agenti dell'OSS paracadutati, la formazione poté ricevere alcuni rifornimenti con aviolanci. Dopo l'arrivo degli Alleati della V Armata, dall'ottobre 1944, la formazione, inquadrata in forma di reparto regolare ed organico, sarà denominata "Battaglione Autonomo Patrioti Italiani Pippo", e con divise ed equipaggiamento americano, fu destinata al controllo di ben 40 chilometri di fronte, in corrispondenza della "Linea Gotica", dalla Garfagnana all'Appennino Pistoiese, contrastando valorosamente le forze tedesche ed alcuni contingenti delle Divisioni "Italia", "San Marco" e "Monterosa" della RSI. Dopo lo sfondamento della "Linea Gotica", la formazione affiancò le truppe Alleate nell'avanzata e con esse, spesso precedendole, partecipò alla liberazione di Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza e Lodi, entrando quindi in Milano e arrivando fino al confine svizzero. Rientrata trionfalmente in Toscana, il 6 di giugno del 1945, all'Abetone, alla presenza di ufficiali alleati, la formazione fu infine sciolta con l'onore delle armi.
Alla fine della guerra, il Comandante partigiano Pippo fu insignito della Bronze Star Medal al valor militare da parte degli Alleati, ma non ebbe alcun riconoscimento né da parte delle organizzazioni partigiane, nè da parte dello Stato Italiano. Per rimediare a questa grave dimenticanza è nata l'iniziativa "Una Firma per Pippo": raccogliamo tutti insieme le firme necessarie per richiedere la concessione di una Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Memoria.
A tal fine si può scaricare dal sito web dedicato a Manrico Ducceschi www.manricoducceschi.it l'apposito modulo di raccolta, stamparlo, compilarlo, farlo girare, raccogliendo firme tra amici, parenti e conoscenti interessati all'iniziativa, e infine contattare l'indirizzo di posta elettronica info@manricoducceschi.it per le modalità di invio.

Casola Valsenio, la memoria si sposta nella cima di Monte Cece


Da "Romagna Oggi" del 17 settember 2009 riportiamo l'articolo:
Casola Valsenio, la memoria si sposta nella cima di Monte Cece

CASOLA VALSENIO - Un altro appuntamento per ricordare i sanguinosi combattimenti dell'ottobre 1944, durante la seconda Guerra Mondiale e per rendere omaggio ai combattenti della 1 Divisione Britannica.
La cerimonia è organizzata dal comune di Casola Valsenio, dall'Associazione Alpini e dall'Anpi di Casola Valsenio, con la partecipazione del comune di Palazzuolo sul Senio.
Sabato 19 settembre, infatti, si terrà la commemorazione a Monte Cece con il seguente programma. Alle ore 16.30 è previsto il ritrovo davanti alla casa della cultura, in via Cardinal Soglia per il trasferimento a Monte Cece. Qui, alle 17.30 partirà la cerimonia alla presenza dei gonfaloni di Casola Valsenio e Palazzuolo sul Senio e deposizione di una corona d'alloro al monumento in onore dei caduti e dei combattenti della 1^ Divisione Britannica.