sabato 28 marzo 2009

"Aumenta l'estremismo di destra tra i minorenni". Da Radio Colonia (Germania)


L'Npd (il partito neonazista) perde elettori e iscritti ma in Germania aumenta la diffusione dell'estremismo di destra tra i giovani.
Secondo un recente studio pubblicato nei giorni scorsi dalla stampa tedesca in Germania circa un quindicenne maschio su venti è membro di gruppi neonazisti. La ricerca inoltre, condotta tra il 2007 e il 2008, ha anche evidenziato che simboli neonazisti, nella musica rock, su adesivi o particolari articoli di abbigliamento sono utilizzati da un ragazzo su dieci. Il ministro dell'Interno Wolfgang Schäuble, Cdu, alla presentazione dello studio, patrocinato dal ministero da lui guidato, ha spinto per la creazione di più club sportivi nelle regioni con problemi sociali.
Secondo Giovanni Pollice, sindacalista e vicepresidente dell'Interkultureller Rat, bisogna soprattutto intervenire nelle scuole. Ogni anno più di centomila giovani abbandonano la scuola rischiando di cadere nell'emarginazione e nella povertà, ma anche di diventare un terreno fertile per l´estremismo di destra.
di Enzo Savignano di Radio Colonia, sul sito è possibile scaricare il servizio in .mp3 (2'11")

La verità storica su Sant’Anna di Stazzema


Riportiamo il testo di un interessante articolo di Andrea Giannasi che racconta, in sintesi, gli avvenimenti di questa strage.

La verità storica su Sant’Anna di Stazzema
Il vero motivo della strage


di Andrea Giannasi

Gli eventi che appartengono alla recente storia italiana sono spesso negli ultimi anni al centro di deformanti ricostruzioni. L’ultima caso – triste perché studiato solo per far cassa ai botteghini dei cinema – è legato al film del regista americano Spike Lee dal titolo “Miracolo a Sant’Anna”. Nel tentativo di dare credito alla partecipazione dei militari di colore alla seconda guerra mondiale, il registra ha distrattamente e pericolosamente “giocato” con la storia macchiando il film di errori tanto gravi da apparire disarmanti.
Ma ricostruiamo la vicenda nella sua interezza.
Per meglio far entrare il lettore all’interno della vicenda madre del film – ovvero l’uccisione il 12 agosto del 1944 da parte dei tedeschi di 560 tra donne, bambini e anziani – è bene fare un piccolo passo indietro. Studiare dunque i tratti storici e le dinamiche che portarono sul campo di battaglia tedeschi, partigiani e alleati.
Nella primavera del 1944 le armate alleate iniziarono una lenta ma vigorosa e costante avanzata verso il nord Italia. Una dopo l’altra caddero importanti città. Per meglio utilizzare le formazioni partigiane, nella notte tra l’8 e il 9 giugno, il Maresciallo Alexander del comando alleato inviò a tutti i patrioti un ordine nel quale doveva essere primario e perentorio l’obiettivo di uccidere i tedeschi e di distruggere i trasporti. Il comando era puramente militare non considerando dunque le conseguenze di tale ordine sulle popolazioni civili.
Il problema della presenza delle numerose bande partigiane a questo punto diventò primario per il comando tedesco che rispose il 17 giugno 1944.
Il comandante del Gruppo armate C in Italia, feldmaresciallo Albert Kesselring, emanò un ordine per la lotta alle bande con il quale in pratica assolveva da ogni responsabilità ogni ufficiale tedesco che, nella lotta contro i partigiani, avesse assunto metodi anche non conformi all’onore militare. Dopo questo documento, che venne ulteriormente ampliato e confermato dai comandanti della 14a armata Lemelsen e del I Corpo Fallschirmjäger Schlemm, ogni remora che ancora poteva sussistere in alcuni soldati ed ufficiali germanici contro i civili, cadde
Per questo fin dal giugno in tutta la Toscana, dall’aretino fino al massese, si consumarono decine di stragi che portarono ad conteggio sommario e lacunoso alla fine del conflitto di quasi 4000 assassinati. Stragi che non ebbero sempre come motivo scatenante un’azione partigiana. Stragi che non furono sempre compiute da corpi speciali - come le SS fortemente indottrinate – ma da tutti gli ordini e gradi delle armate tedesche. E le uccisioni non ebbero solo un carattere “politico”.
Va ricordato infatti che i tedeschi stavano approntando proprio a cavallo delle Alpi Apuane la Linea Verde 1 (che divenne poi sul tracciato della Verde 2, la Linea Gotica) e che nell’allestimento a cura della Todt si era ordinato a tutte le popolazioni di lasciare la zona. Inoltre c’era il problema della presenza dei partigiani che andavano annientati.
Il proclama di Alexander, i continui aviolanci di armi da parte degli alleati e l’avanzata verso nord, avevano però stimolato e invigorito le azioni dei partigiani ben presenti con numerose formazioni sulle Alpi Apuane.
Così il 29 luglio del 1944 fu affisso a Sant’Anna un proclama partigiano diretto alla popolazione. In questi si leggeva: “Alla popolazione versiliese! Dopo aver fatto dell’Italia un orrendo campo di battaglia con tutti i suoi lutti e le sue miserie, i nazisti vogliono ora completare la loro nefanda opera di distruzione con l’esodo in massa di tutta la popolazione. Fino ad ora i tedeschi avevano attuata la deportazione per il lavoro forzato per i soli uomini. Ma la belva nazista non è mai sazia.
Ora vogliono perseguitare anche le donne, i vecchi ed i bambini imponendo loro con bando criminale di allontanarsi dalle proprie case, dalla propria terra per seguire fra sevizie e miserie le disfatte divisioni di Hitles verso il Brennero. Popolo della Versilia!
Non obbedite agli ordini dei barbari tedeschi: le donne, i vecchi, i bambini non abbandonino le loro case e facciano resistenza passiva. Tutti gli uomini si armino con ogni mezzo dal fucile da caccia al forcone: gli eserciti della liberazione sono ormai a pochi chilometri, le formazioni partigiane sono pronte all’azione e risponderanno alle rappresaglie con le rappresaglie.
Alle armi popolo versiliese. La tua libertà e la tua salvezza sono nelle tue mani.
Morte al tedesco oppressore!
Dal comando delle Brigate d’assalto Garibaldi. 29 luglio 1944.”

La risposta non tardò. Pochi giorno dopo il 12 agosto 1944 unità della 16° divisione granatieri corazzati della Waffen SS comandata da Max Simon avvolsero la zona di Sant’Anna di Stazzema radunando e poi massacrando 560 tra uomini, donne, bambini, anziani.
Fu massacro premeditato e indiscriminato al quale i partigiani poco o nulla poterono. E fu la reazione alla scelta da parte dei patrioti e della popolazione civile di resistere ai nazisti.
Va ricordato, ad onore di cronaca e per meglio tracciare il profilo della Resistenza, che pochi giorni dopo sul versante della Garfagnana delle Alpi Apuane si consumò una battaglia nella quale fu distrutta la banda partigiana “Gruppo Valanga”. I partigiani il 29 agosto sul Monte Rovaio non si sottrassero al combattimento proprio per non far ricadere sulla popolazione la vendetta nazista per l’uccisione da parte dei patrioti il giorno prima, di un maresciallo degli alpini germanici. Alla fine furono 19 i caduti e tra questi il comandante Leandro Puccetti, studente di medicina all’Università di Pisa.
Ma in tutto questo i militari di colore cosa c’entrano?
Poco o nulla. I soldati della 92° Divisione “Buffalo” arrivarono in Versilia il 17 agosto – e solo con il 370° reggimento -, ovvero cinque giorno dopo i fatti di Sant’Anna. Rimasero in linea fino all’aprile del 1945 diventando una delle unità peggiori della storia dell’esercito americano. Salvo qualche caso isolato la 92° divenne famosa per le continue diserzioni, fughe di fronte al nemico e nel tratto di fronte della Garfagnana, che difendeva, si consumò l’unica avanzata nazifascista del conflitto. Nella notte di Natale del 1944 su Barga fu sferrato un attacco da parte di unità tedesche che portarono alla fuga e alla dispersione delle unità della “Buffalo”. Soltanto con l’arrivo della 6° divisione Indiana si poté ristabilire una linea del fronte.
Tristemente noti anche i neri disertori che per mesi si nascosero nella tenuta di San Rossore.
Il comandante dell’unità Almond fu costretto a riorganizzare la 92° divisione numerose volte riarmando le unità (durante le azioni gli uomini in fuga perdevano tutto il materiale in dotazione) e rafforzando le compagnie della Polizia Militare. Su tutti i casi di diserzioni risalta l’azione del III battaglione del 366° reggimento che nella sola giornata del 10 febbraio del 1944 su 862 effettivi sul campo ebbe 507 sbandati.
Del resto poco si poteva pretendere in fatto d’armi da uomini di colore comandati da ufficiali bianchi che non trattenevano segni di vivo razzismo.
Insomma una unità che aveva poco credito, scarse capacità belliche e che non poteva essere utilizzata in operazioni militari di largo respiro
In conclusione, come si è osservato, nell’agosto del 1944 a Sant’Anna si consumò una strage figlia del desiderio di “pulizia” nazista, che ebbe una molla scatenante in un bando partigiano e nell’ordine del Maresciallo Alexander di rilanciare l’azione dei patrioti. Un insieme di fattori che non possono essere dunque ricondotti ad un tema da trattazione romanzesca. Il film appare quindi un insieme imbarazzante di errori, falsità, dalla grave conseguenza di stimolare un dibattito politico ignorante e privo di preparazione storica.
Dunque da evitare.

mercoledì 25 marzo 2009

Un documentario sul processo di Monte Sole (Marzabotto)


Ho scoperto questo sito internet del documentario "Lo stato di eccezione" dedicato al processo per Monte Sole. Riportiamo il comunicato stampa scritto da Luciana Sali del 5 maggio 2008:

Il documentario Lo Stato di eccezione. Processo per Monte Sole 62 anni dopo ha per oggetto lo svolgimento del processo tenutosi presso il Tribunale Militare di La Spezia, tra il febbraio del 2006 e il gennaio del 2007, sulle responsabilità penali di 17 ex militari tedeschi SS imputati per i delitti perpetrati nell’autunno del 1944 in Italia, durante quella che è considerata una delle più grandi stragi nazifasciste dell’Europa Occidentale: l’eccidio di Monte Sole. La strage avvenne nell’Appennino bolognese, lungo la Linea Gotica, dove un intero Reparto SS, al comando del Maggiore Walter Reder, uccise centinaia di civili inermi, uomini, donne, infermi, vecchi, bambini. Lo Stato di eccezione, oltre a ricordare nel titolo un noto saggio di Giorgio Agamben, allude anche a un’eccezione che sbigottisce e addolora, quella per cui, dal secondo dopoguerra ad oggi, in merito a questo tragico episodio di storia recente, in Italia si è avuto un solo processo contro un solo imputato: il processo del 1951 in cui il Tribunale Militare di Bologna condannò Walter Reder alla pena dell’ergastolo, interrotto nel 1985 su intercessione del governo austriaco.
L’eccezione, ancora una volta, è quella di un’anomalia che per decenni ha visto 695 fascicoli processuali, riguardanti stragi nazifasciste avvenute in Italia, occultati nei corridoi della Procura Militare Generale di Roma a Palazzo Cesi, dimenticati nel tristemente noto “armadio della vergogna” con un provvedimento di “archiviazione provvisoria” (questa l’insolita formula stampata su quelle carte). Si sarebbero potuti giudicare altri criminali ex-SS coinvolti negli eccidi di Monte Sole, ma ciò non è avvenuto.
Oggi, dopo 62 anni, dopo che nel 1994 quei fascicoli sono stati riesumati, si sono finalmente rese possibili nuove istruttorie. Ecco, quindi, l’eccezionalità del processo che questo film ha documentato. A La Spezia, nell’aula dibattimentale, hanno sfilato, col carico di un dolore ancora bruciante, decine di testimoni tra superstiti e familiari delle vittime dell’eccidio, in un’estenuante rappresentazione processuale. Teatro del processo è stato un Tribunale Militare la cui architettura evoca ambivalenti e assurde suggestioni, poiché mostra ciò che un tempo era stato, cioè la sala di un cinema, un luogo abituato a vedere ben altro tipo di rappresentazioni.
L’eccezione, infine, che suscita sdegno e turbamento, è quella della beffa di un’assenza irreale. L’assenza dei 17 ex-SS accusati di violenza pluriaggravata e continuata con omicidio, in un processo che si è svolto perciò in contumacia. Tutti, infatti, hanno scelto di non presentarsi, rimanendo lontani da ogni situazione di giudizio, come già per 62 lunghi anni.

martedì 24 marzo 2009

Un'altra poesia di Celso Battaglia


LA COSTITUZIONE

Quella nobile Signora
raggiunto ha la terza età.
È ancora in grande forma,
poco c'è da ritoccar

Di modifiche si parla,
si vorrebbe far lo shampoo,
il colore a convenienza…
non toccatela Dio Santo!

Testa alta Con orgoglio
a sessanta è già arrivata.
Certo a cento arriverà,
sol con piccola piallata.

Nata chiara e cristallina
Non le servon coloranti.
Applicata sia a dovere
e protegge tutti quanti.

Fu l'unione degli eroi
che l'Italia ha liberato:
con sudore, sangue, onore
sul nemico ha trionfato.

Lor le regole del gioco
tutti insieme han stabilito,
anche se di lì a poco
ognun torna al suo partito.

Tutti quanti rispettiamo
per il ben della Nazione,
quella nobile Signora
Che chiamiam Costituzione

Celso Battaglia


Ringraziamo Celso per la gentilezza con la quale ci invia le sue poesie e che volentieri pubblichiamo.

sabato 14 marzo 2009

In cinque mesi, tremila visite!



In cinque mesi di attività abbiamo raggiunto quota tremila viste al sito: GRAZIE!

Visite: 3.008
Media pagine visutalizzate per visita: 4,02
Tempo medio sul sito: 5 minuti e 8 secondi
Visiste nuove: 71,97%
Visitatori unici: 2.165
Traffico diretto: 31,55%
Motori di ricerca: 43,52%
Siti di riferimento: 24,93%
Visite da Italia: 2.754
Visite da Germania: 70
Visite da Stati Uniti: 48
Visite da Brasile: 45
Visite da Francia: 17
Visite da Svizzera: 10
etc.

www.progettolineagotica.eu

venerdì 13 marzo 2009

SEMPRE ITALIA 2009 - Return to Italy. La 10a Divisione da montagna torna!



SEMPRE ITALIA 2009 - Return to Italy
Sponsored by the 10th Mountain Descendants, Inc.


Main Tour
Division Combat Route
May 26 - June 7, 2009


Sat., May 30 – Tues., June 2 – HILL TOWNS
These days are spent in the Hill Towns for the 10th Mountain program of celebrations and town festivals over these four days will take place atop Mt. Belvedere and at Querciola, Vidiciatico and Lizzano-in-Belvedere, Gaggio Montano and Castel d’Aiano. During your stay you will have the opportunity to return to Florence or to visit the WWII combat sites.

www.10thmtndivassoc.org - www.10thmtndivdesc.org

venerdì 6 marzo 2009

Documentario "Inside Buffalo"


Abbiamo conosciuto Fred Kuwornu, regista e produttore del documentario "Inside Buffalo" dedicato ai soldati della 92nd Infantry Division "Bufalo" che hanno combattuto in Italia. Lui stesso lo definisce un docufilm sulla storia della 92° Divisione di fanteria dell'esercito americano,composta interamente da soldati colore e soprannominata divisione "Bufalo". Per molto tempo il loro sacrificio venne dimenticato dal Governo Americano. Un viaggio indietro nel tempo nella Toscana del 1944.

giovedì 5 marzo 2009

Partigiani di Montagna, partigiani di pianura. Fotostoria per immagini della Resistenza


PARTIGIANI DI MONTAGNA, PARTIGIANI DI CITTÀ
FOTOSTORIA PER IMMAGINI DELLA RESISTENZA


Immagini, suoni e oggetti d’epoca sulla Seconda Guerra Mondiale a Bologna. I protagonisti raccontano la vita quotidiana dei partigiani, la nascita della Resistenza e le grandi battaglie nel Bolognese e sull’Appennino tosco-emiliano.
La vita quotidiana dei partigiani a Bologna e sull'Appennino attraverso immagini, suoni e oggetti d’epoca.

Voci narranti:
- Bruno Monti, 63a brigata “Bolero” , Presidente ANPI Casalecchio
- Renato Romagnoli, 7a brigata G.A.P., Bologna
- Carlo Venturi, Brigata “Stella Rossa”, Marzabotto

Presenta Vincenzo Palermo, autore del romanzo storico “Gabbiani nella Tempesta”

Venerdì 6 marzo 2009, ore 21
Casa della Conoscenza - via Porrettana 360 - Casalecchio di Reno (Bologna)
Per Informazioni: Tel. 051.598.243
www.bolognaliberata.it


Fonte: Casalecchio Casa delle Culture

A Travel Guide to World War II Sites in Central and Northern Italy


A Travel Guide to World War II Sites in Central and Northern Italy
Anne L. Saunders, ricercatrice associata del "Classics Department" del "College of Charleston" (South Carolina), ha scritto questa interessante guida sui luoghi della seconda guerra mondiale nell'Italia Centale e del Nord.
Table of Contents
Acknowledgments
Travel Tips
Introduction: Italy 1914-1943
Chapter 1: Cassino*
Chapter 2: Anzio, Nettuno, and Borgo Faiti*
Chapter 3: Rome 1943
Chapter 4: Rome 1944
Chapter 5: Tuscany and Emilia-Romagna*
Chapter 6: The Adriatic Coast and Romagna Plain*
Chapter 7: Sites southwest of Bologna*
Chapter 8: Bologna
Chapter 9: Day trips from Bologna*
Bibliography and films

martedì 3 marzo 2009

Fiction "The Mountain" i brasiliani di Monte Castello


A metà febbraio a Gaggio Montano abbiamo incontrato la troupe brasiliana che ha in progetto di girare il film "The Mountain" (La Montagna) sui brasiliani durante uan delle battaglie di Monte Castello. Erano venuti per verificare le locations, girare il teaser e cercare l'appoggio delle comunità per la sua realizzazione.
Il ink alla pagina di The Mountain dove è possibile scaricare la sinopsi.

giovedì 26 febbraio 2009

Presentazione saggio "La linea Gotica e le stragi" Modena Book Festival 7 marzo



Modena Book Festival, Foro Boario, ore 10,00
Presentazione del saggio
"La Linea Gotica e le stragi"
di Massimo Turchi
Saranno presenti, l’autore, Claudio Silingardi (direttore dell’Istituto Storico di Modena) e Andrea Giannasi (editore).
Interverrà anche l'ANPI di Modena.
L'evento è su Facebook conferma la tua partecipazione

lunedì 23 febbraio 2009

Incontro S.E.Me. in Norvegia


I componenti dell'incontro del 20-21 febbraio 2009 in Norvegia presso il centro di ricerche storiche Stiftelsen Arkivet a Kristiansand. Sono presenti tutti i partner:
"Comunità Montana Unione dei Comuni della Valle del Samoggia. Risorsa Europa", l'inglese "Renaissance Yorkshire" (altri siti "My Yorkshire" e "My Learning"), la norvegese "Stiftelsen Arkivet" (in collegamento con "Neveragain"), la spagnola "Sociedad de Ciencias Aranzadi", la polacca "Spoleczna Wyzsza Szkola Przedsiebiorczosci", la spagnola "Asociazión Aragonesa de Entidades Locales - ASAEL".

Rai Tg1 Storia


Segnaliamo questo importante appuntamento televisivo condotto da Roebrto Olla, visto che le singole puntate sono visibili online "Tg1 Storia"
C'è anche il blog a cui consiglio di iscriversi "Passato e presente"

domenica 22 febbraio 2009

Il grande interesse degli inglesi per la storia della Seconda Guerra Mondiale

Un amico ci ha consigliato di andare a vedere il sito del quotidiano inglese Telegraph, dove ci sono molte notizie sulla Seconda Guerra Mondiale e i link ai principali siti istituzionali (soprattutto inglesi) come The Imperial War Museum.
Molto interessanti sono le due sezioni del giornale:

1) "Britain at war" è l'archivio degli articoli pubblicati in occasionei dei 70anni dalla conferenza di Monaco (28 settembre 1938) durante la quale Hitler e Chamberlain si accordarono per l'annessione dei Sudeti alla Germania;


2) "Britain at War: Readers' Memories" è la sezione che vuole raccogliere tutte le memorie storiche della guerra!
Tra i vari articoli (con video) c'è anche quello relativo alla Campagna del Nord Africa e dell'Italia.

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MOLTO INTERESSANTE LEGGERE LE STORIE DEI SOLDATI CHE HANNO COMBATTUTO SULLA LINEA GOTICA...
E' sufficente digitare, nello spazio dedicato alla ricerca, "Gothic Line" (con le virgolete) e appariranno oltre quattro pagine di storie di soldati che hanno preso parte alle battaglie della Linea Gotica, partendo dall'Africa!

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Tra i molti articoli interessanti ne segnaliamo due su Hitler:

1) "Adolf Hitler had poor table manners and suffered flatulence" (17/2/2009);




2) "Adolf Hitler told bad jokes about Nazi friends" (24/6/2008)

mercoledì 18 febbraio 2009

"Katyn", il film di Wajda dove parla anche del padre morto nella strage


Dal quotidiano online di "Articolo 21" riportiamo questo articolo (nell'articolo è visibile il trailer in italiano):
Esce nelle sale italiane Katyn, il film di Wajda. RaiSat Cinema propone uno speciale.
Ricostruire una storia negata per oltre cinquanta anni. Si tratta della tragedia degli ufficiali polacchi e dei riservisti che, nel 1940, vengono trucidati dall'Armata Rossa su decisione di tutto il Politburo guidato da Stalin. Quasi 22 mila vittime, la cui storia è stata censurata per tutta la durata del regime sovietico. Si trattava dell'elite polacca. Nei ranghi degli eserciti, col grado di ufficiale, entravano infatti tutti i laureati polacchi. Scienziati, legali, giornalisti, uomini di cultura, medici, in pratica la futura classe dirigente polacca. Per i sovietici, che avevano già deciso di spartirsi la Polonia con la Germania Nazista, sarebbe stato molto più semplice raggiungere il risultato privando la Polonia della sua classe dirigente più giovane. Il regista Andrzej Wajda, che perse il padre in quell'eccidio, ha realizzato un film, Katyn, che uscirà nelle sale italiane il prossimo 13 febbraio. Il film ha ricevuto la nomination all'Oscar quale miglior film straniero. RaiSat Cinema, in occasione dell'uscita del film nelle sale italiane, propone un documentario che ricostruisce quella storia anche attraverso le sequenze del film.
Il documentario, dal titolo "Requiem per la Polonia", sottotitolo "Katyn, dentro il film di Andrzej Wajda" è stato realizzato dal giornalista Giorgio Santelli, per lungo tempo direttore di Articolo 21 e attualmente fra i coordinatori del quotidiano italiano on line sulla libertà di stampa legato all'associazione Articolo 21.
"Raccontare le storie che sono state o sono nascoste - afferma l'autore - quelle che hanno negato o negano diritti e libertà, è uno dei motivi che mi hanno spinto ad accettare l'invito del Ministero degli esteri polacco, dell'Ambasciata di Polonia in Italia e del distributore italiano, Marco Mazzarotto (Movimento film). Insieme ad alcuni giornalisti italiani siamo andati in Polonia, a Varsavia, per raccontare quella tragedia. Abbiamo incontrato i familiari delle vittime di Katyn e Andrzej Wajda, le associazioni che in tutti questi anni hanno preservato la memoria, gli storici e i legali polacchi che tentano di ottenere verità e giustizia dalla Federazione Russa, erede dell'Unione Sovietica".
Nel documentario si alternano alcune sequenze del film che fanno da filo conduttore a quella vicenda. Documenti, storie personali attraverso le interviste ai familiari delle vittime, a storici, associazioni per la memoria e legali che stanno tentando, anche attraverso gli esposti di alla corte europea di Strasburgo, di ottenere piena giustizia su quella vicenda.
"RaiSat Cinema è stata molto sensibile ed ha immediatamente raccolto l'idea di trasmettere il documentario che è diventata una produzione del canale Cinema - prosegue Giorgio Santelli.
Il regista Andrzej Wajda nel film "Katyn" rievoca una pagina di storia controversa e dimenticata attraverso la storia di una vicenda familiare. Da anni Wajda, figlio di uno degli ufficiali uccisi a Katyn, sognava di realizzare questo film per dare voce e memoria a quanti furono uccisi nell' eccidio di Katyn.
La trama del film "Katyn" è ambientata nella Polonia del 1939; il film inizia con la scena della fuga di due folle: mentre una cerca di sottrarsi all' oppressione della Wehrmach, l' altra scappa dall' Armata Rossa. (sequenza presente anche nel documentario di RaiSat Cinema). E' il 17 settembre e con il patto segreto Molotov-Ribbentrop la Germania di Hitler e l' Unione Sovietica di Stalin si sono appena divise la Polonia cancellandola dalle carte geografiche. Dopo quella doppia invasione, 22mila polacchi (ufficiali dell' esercito ma anche civili appartenenti all'intellighenzia del Paese) furono arrestati, deportati nei campi di prigionia sovietici, uccisi con un colpo alla nuca nelle foreste di Katyn, Tver e Kharkov e sepolti nelle fosse comuni, mentre mogli e figli che non vennero deportati aspettavano il ritorno a casa dei loro cari dei quali non avevano più notizia. Mosca rigettò la responsabilità del massacro sull' esercito nazista che aveva scoperto le fosse nel 1943, e solo nel 1990 le autorità sovietiche ammisero per la prima volta che a commettere il crimine era stata la polizia segreta di Stalin. Sull' eccidio calò poi il segreto dell' Occidente per il quale nel frattempo Stalin era diventato un alleato prezioso contro la Germania.
Nel documentario la vicenda prosegue anche nei giorni più recenti. Dopo l'apertura di Gorbacev ed Eltsin, si assiste oggi ad una chiusura degli archivi di Mosca voluta da Vladimir Putin e all'archiviazione dell'inchiesta. La verità, quindi, non è ancora completa. La difficoltà nei rapporti con la Federazione Russa legata a questa vicenda con ogni probabilità trae ragioni dal fatto che il riconoscimento di quel genocidio porterebbe la Russia a dover pagare milioni di euro di indennizzo per i familiari delle vittime.
Il documentario si sofferma anche sul comportamento della stampa Russa che, dopo una fase di grande apertura alla vicenda, negli ultimi anni, parla poco di Katyn. Una scelta frutto, in parte, di autocensura determinata dalla paura di innescare possibili reazioni negative da parte del governo russo.
"Un grande aiuto nella realizzazione delle interviste è stato fornito dalla televisione pubblica polacca - conclude Santelli - che ha messo a disposizione mia e di tutti i giornalisti presenti, immagini di repertorio e il documentario realizzato che, in brevi stralci, è citato in quello prodotto da RaiSat Cinema. La produzione cinematografica, il distributore italiano e il regista hanno inoltre liberato i diritti di messa in onda di lunghi stralci del film che arricchiscono il racconto. Un contributo importante a questa ricerca della verità".


Il sito del film "Katyn"

Progetto Memoria - per la salvaguardia delle fonti orali


Lo scopo del Progetto Memoria è quello di conservare nel tempo le testimonianze del passato, raccontate direttamente da chi questi avvenimenti li ha vissuti in prima persona. Con il debutto del Progetto su Internet, si è data una svolta a questa iniziativa. Originariamente localizzata solo in due regioni italiane, Toscana e Umbria, questa ricerca si sta allargando a tutto il territorio nazionale...

martedì 17 febbraio 2009

Premiata Officina Pagliaro


Ringraziamo Giuliano Zanaglia che ci ha ricordato di segnalare Alberto Pagliaro e il suo Blog, un bravo disegnatore che ha conosciuto a Reggio Emilia in occasione della Festa dell'ANPI.
Famose le sue strisce che appaiono regolarmente sul mensile satirico "Il Vernacoliere" e tra queste, molto belle quelle che parlano dell'esperienza dei partigiani come "Puppamelo" (link che apre la pagina della striscia leggibile)

lunedì 16 febbraio 2009

Eccidio, dall'Italia scuse alla Grecia


Cristian Molini ci ha segnalato questo interessante articolo apparso sul Resto del Carlino del 26 febbraio 2009. Grazie.

Da Vinca due poesie di Celso Battaglia

Celso Battaglia, autore del ilbro "Vinca, la sua storia e il suo martirio. Memorie di ieri, seme di domani", e gestore del "Blog su Vinca ci ha inviato due poesie che pubblichiamo.

Sant’Anna

Paese tristemente assai famoso,
per una strage immane perpetrata.
Che i martiri tuoi abbian riposo
e la tua storia mai sia dimenticata.

Là, sugli Appennini in santa pace
col campanil la chiesa, gli abitanti:
dove non vi è più guerra e tutto tace
sono stati sterminati tutti quanti.

Rifugio eri per tanti sfollati,
che fiduciosi lassù cercaron scampo;
saranno anch’essi tutti massacrati
non furono protetti da alcun santo.

Piccolo paradiso di tranquillità,
com’è avvenuto tanto orrore?
questo è il destino dell’umanità,
se l’odio prende il posto dell’amore.

Ma quando gli strateghi capiranno?
Stragi, abusi su deboli innocenti,
prima o poi su di loro ricadranno
e da vincitori diverranno perdenti.

Quel sacrario eretto alla memoria,
quale monito perenne deve stare,
per trasmettere ai posteri la storia:
che un tal dramma mai più possa tornare.

- ° -

Vinca e Sant’Anna

La strage di S. Anna1 è vera storia:
come tale va trasmessa fedelmente,
a fin di tramandarne la memoria,
Come andarono le cose veramente.

Dodici giorni appena son passati,
un'altra strage sarà consumata.
Ecco che a Vinca già son arrivati,
la stessa sorte gli era destinata.

La strage di Vinca2 è la riprova,
voluta preparata a tavolino.
tutti sappiamo e non è cosa nuova.
Così che si decise il suo destino.

Solo unico scopo fu la strategia,
per far terra bruciata su quei monti.
Non vi era “Farfalla”3 traditor, spia,
per sterminare tutti gli abitanti

Il paese intero condannato a morte.
questa e la verità sulla tua storia.
Così che fu decisa la tua sorte
nessuno venga qui per cercare gloria.


1) Strage di Sant’Anna 560 morti
2) Strage di Vinca 174 morti
3) Nome del presunto, capo partigiano, che si dice ricercato dai tedeschi

lunedì 2 febbraio 2009

Ann & Jack McDaniel





Riceviamo da Giancarlo Rivelli e volentieri pubblichiamo.
“Il giorno 8 novembre 2008, dopo un lungo scambio di e-mail, ho incontrato alla stazione di Firenze i coniugi americani Jack McDaniel, 84 anni ed ex ingegnere dell’esercito, e la moglie Ann Talbott, 81 anni e sorella del soldato Charles Blakely Talbott, appartenente alla compagnia G del 133° reggimento della 34a divisione di fanteria US, morto il 2 ottobre 1944 nei pressi di Cedrecchia (Comune di San Benedetto Val di Sembro). Li ho accompagnati in auto in Appennino e, usciti dal casello di Pian del Voglio, siamo arrivati in una zona aperta da cui era possibile dare un vasto colpo d’orizzonte e orientare i miei ospiti, leggendo nel contempo i passi del diario del 133° reggimento relativi ai luoghi posti davanti ai loro occhi. Una volta individuata dall’alto l’area di interesse l’abbiamo raggiunta, raccogliendo lungo la strada un testimone oculare dell’epoca, il sig. Fernando Farini di Madonna dei Fornelli. Con i suoi 85 anni sorretti da un fisico ancora prestante e una memoria di ferro, ci ha raccontato come ha visto svilupparsi l’attacco americano da un punto d’osservazione privilegiato: aveva infatti accompagnato verso Madonna dei Fornelli i primi reparti americani, che avevano posto poi il loro comando nella sua casa. Con precisione ha indicato dove erano avvenuti gli episodi principali e dove aveva visto giacere numerosi corpi di soldati americani, fra cui, probabilmente, quello del povero Charles Blakely Talbott. Nel frattempo siamo stati raggiunti dal sindaco di San Benedetto Val di Sembro (nel cui territorio si trova la località di Cedrecchia), il sig. Gianluca Stefanini, che con parole semplici, ma significative, ha raccolto in un vasetto un poco di suolo e lo ha donato, con gesto evocativo e di ringraziamento, seppure postumo, alla signora Ann, quale simbolo del sentimento di riconoscenza che ancora oggi la popolazione locale sente per chi ha combattuto e sofferto per la nostra libertà. Anche un fiore di campo le è stato dato, un fiordaliso, raccolto dove i combattimenti sono stati più aspri. Poi il sig. Fernando ci ha accompagnato alla chiesa di Cedrecchia, raccontando particolari atroci degli scontri, come gli irriducibili paracadutisti tedeschi schiacciati nelle loro buche dai cingoli dei carri armati americani, o il civile locale che, finiti i combattimenti, urinò sulla testa di un ferito tedesco riverso a terra. Il giro è proseguito a Monzuno, per un veloce pasto e un saluto del sindaco Andrea Marchi che ha omaggiato gli ospiti di una guida locale della Linea Gotica. La tappa successiva è stato il museo Winter Line di Livergnano, dove eravamo attesi dai proprietari e curatori Umberto Magnani e Patrizia Piana. Questo piccolo museo privato, aperto al pubblico nei giorni prefestivi e festivi, ha grandemente impressionato gli ospiti, che hanno potuto toccare con mano i tanti reperti esposti. Anche in questa occasione Jack e Ann sono stati omaggiati di due pubblicazioni, cosa che ha indotto Jack a promettere che appena tornato a casa inizierà a studiare la nostra lingua! Il tour ha avuto la sua conclusione al cimitero tedesco del passo della Futa, la cui distesa di oltre 34.000 morti tedeschi ha molto colpito e mosso a compassione. Considerata l’età Ann e Jack sono poi stati da me accompagnati ai piedi della scaletta della nave da crociera ormeggiata nel porto di Livorno, da cui erano sbarcati la mattina.”